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Cosentino accusato d'omicidio e scarcerato
Non si presenza all'udienza preliminare

Calabria

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REGGIO EMILIA – Non si è presentato in aula per l’udienza preliminare Ivan Forte, il 27enne di Castrovillari (Cosenza) è accusato dell’omicidio della sua compagna Tiziana Olivieri, 39 anni, avvenuto la notte tra il 19 e il 20 aprile 2012 nella loro abitazione a Fontana di Rubiera. Il giovane, reo confesso, è stato scarcerato un anno dopo l’omicidio per decorrenza dei termini dovuta ad un errore del tribunale reggiano che non aveva fissato nei termini stabiliti l’udienza preliminare, per una carta rimasta 'nascosta' sotto altri fascicoli in cancelleria. Un fatto che aveva provocato molte polemiche. Oggi al Gup del Tribunale di Reggio Emilia hanno presentato richiesta di costituzione di parte civile i familiari della vittima, la madre Rosella Carlini con l’avvocato Barbara Tassi e il fratello Alessandro Olivieri, col legale Valentina Pellegrini. Analoga richiesta anche per il comune di Modena (rappresentato sempre dall’avvocato Tassi) quale tutore del figlio di Tiziana, e quello di Rubiera, dove è avvenuto il delitto (avvocato Romano Corsi). Dopo due ore di camera di consiglio, il giudice Angela Baraldi ha accolto le richieste dei familiari e del comune di Modena, respingendo quella del comune di Rubiera, poichè non è stato riconosciuto un suo interesse specifico nella vicenda. Il difensore di Forte, l’avvocato Fabio Lombardi, ha chiesto il rito abbreviato subordinato alla perizia psichiatrica e all’ascolto dei genitori dell’imputato. Il pm Valentina Salvi non si è opposta, chiedendo però che vengano sentiti anche la mamma e il fratello della vittima. Il giudice ha accolto le richieste e disposto l’acquisizione di una perizia sull'imputato già esistente. Il processo è stato rinviato all’8 luglio per l’esame dei testimoni e dell’imputato. La sentenza è prevista per il 16 luglio. Ivan Forte strangolò la compagna e inscenò un incendio nella loro stanza da letto per sviare le indagini. In casa al momento del delitto c'era il loro figlioletto di 11 mesi, che dormiva. Forte lo portò fuori di corsa dicendo ai vicini e ai vigili del fuoco di essere riuscito a salvare lui ma non Tiziana dal fumo. Le indagini dei carabinieri però smontarono la ricostruzione e il giovane confessò il delitto.

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