Salta al contenuto principale

Manca ancora l'accordo per sbloccare 42milioni

Basilicata

Tempo di lettura: 
8 minuti 34 secondi

 

QUELLI già stanziati sono 5, spesi per la metà, mentre altri 42 milioni di euro attendono soltanto «la sottoscrizione di un apposito Accordo di Programma Quadro “rafforzato”». Poi la Regione dovrebbe avere a disposizione tutte le risorse necessarie per la bonifica dei due siti di "interesse nazionale" in Basilicata, la Valbasento e l'aerea industriale di Tito. 
E' quanto ha spiegato non più tardi di due settimane fa il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, rispondendo a un'interrogazione presentata dal deputato Pdl Cosimo Latronico proprio in merito allo stato di attuazione della bonifica per i due Sin lucani.
Il sito dell’area industriale della Valbasento è stato individuato quale intervento di bonifica di interesse nazionale dall’articolo 14 della legge 31 luglio 2002, numero 179. 
Con decreto ministeriale 26 febbraio 2003 è stato definito il perimetro del Sin che comprende i comuni della Provincia di Matera: Grottole, Salandra, Miglionico, Pomarico, Ferrandina e Pisticci.
Il sito, che occupa una superficie di circa 34 ettari, è interessato dalla presenza di tre insediamenti industriali (Salandra al confine Nord, Ferrandina e Pisticci, a ridosso del confine sud del perimetro), inseriti tra aree a prevalente vocazione agricola.
Sull'area insistono anche svariate attività produttive di tipo chimico, nonché aree dismesse che in passato sono state sede di produzione e manufatti in cemento, amianto ed altre di produzione di metanolo.
Il sito racchiude un'area piuttosto ampia, posizionata lungo l'asta fluviale del fiume Basento. La ricostruzione stratigrafica eseguita a seguito di sondaggi condotti fino ad una profondità di circa
15 metri nell'area ha messo in luce la presenza di terreni di alluvioni fini recenti, quali sabbie medio fini, limi ed argille limose, poggianti su alluvioni grossolane, quali ghiaie e ciottoli in matrice
sabbiosa. A profondità maggiori si rinviene un complesso argilloso, nell'insieme impermeabile pur presentando fratture superficiali che localmente possono limitare tale caratteristica. La vicinanza del fiume Basento e il pericolo connesso alla possibile presenza di contaminazione nelle aree industriali
attive o dimesse, hanno portato a ritenere che il sito presenti caratteristiche di elevato rischio ambientale e sanitario.
La contaminazione ad oggi riscontrata risulta essere, in particolare per le aree industriali, sia per i suoli che per le acque di falda a carico di metalli pesanti, Ipa, solventi clorurati e composti aromatici.
Gli interventi programmati per le aree di competenza pubblica interessano anche le aree agricole, in particolare la progettazione di interventi di messa in sicurezza di emergenza dei suoli e delle acque di falda delle aree agricole contaminate e caratte rizzazione dell’asta fluviale del fiume Basento.
Relativamente alla rete piezometrica regionale integrativa, nell’ambito del Sin si sta conducendo una caratterizzazione qualitativa delle acque di falda in ingresso ed in uscita dal perimetro del sito di interesse nazionale ed a ridosso dell’area diaframmata della Syndial nella zona industriale di Ferrandina, al fine di accertare la qualità delle acque in ingresso ed in uscita dal perimetro del sito
di interesse nazionale della Val Basento.
Relativamente alle risorse finanziarie, il ministero dell'Ambiente ha stanziato a favore della bonifica del sito complessivi €2.272.727,00 già trasferiti alla Regione Basilicata.
Il Ministero ha stanziato, inoltre, ulterio
ri € 500.000,00 per la bonifica da amianto nell’area dello stabilimento ex Materit, sita nel Comune di Ferrandina.
Ad oggi, risultano già trasferiti 350.000,00 a favore del Comune. Il sito di interesse nazionale di Tito,
invece, è stato istituito con decreto n.468/01. In merito all’area Ex Liquichimica, le attività di messa in sicurezza della falda risultano avviate in data 9 gennaio 2009 ed hanno interessato 20 coppie di piezometri (a doppia
canna) e le acque di falda sono state smaltite come rifiuti.
Sono risultati contaminati 8 coppie di piezometri con i seguenti analiti: Fe, Mn, CdV, dicloroetilene, tricloroetilene,solfati,fluoruri. Gli emungimenti continueranno nei piezometri risultati contaminati.  Sono state condotte le attività di smaltimento a impianto autorizzato. Nel febbraio 2011 è’ stata dichiarata la conclusione delle relative attività ed è stata presentata la certificazione di regolare esecuzione.
Altre attività hanno riguardato la bonifica amianto, scorie siderurgiche e serbatoi ammoniaca.
In merito al primo punto è stata dichiarata la conclusione delle relative attività di bonifica e la restituibilità delle strutture da parte della competente Azienda sanitaria.
Per quanto riguarda le scorie siderurgiche è stata dichiarata la conclusione delle prime attività di messa in sicurezza ed è stata presentata la certificazione di ultimazione lavori e regolare esecuzione. Per le vasche è stata dichiarata la conclusione delle attività di bonifica ed è stata presentata la certificazione di ultimazione lavori e regolare esecuzione.
Il ministero  ha chiesto agli organi di controllo locali di procedere alle necessarie verifiche. Presentato il Progetto preliminare di bonifica della falda e dei terreni ed il Progetto della Messa in sicurezza permanente con recupero funzionale del Bacino Gessi , ritenuto approvabile nella Conferenza di Servizi decisoria dell’aprile 2010, la Regione Basilicata ha richiesto, in data 3 marzo. Per la bonifica di entrambi i Sin, la Delibera Cipe n.87/2012 ha stanziato un ulteriore importo, pari a complessivi  41.723.249,01 euro,  di cui: 23.295.181,98 a favore del Sin “Tito” e 18.428.067,03 a favore del Sin “Val Basento”.

QUELLI già stanziati sono 5, spesi per la metà, mentre altri 42 milioni di euro attendono soltanto «la sottoscrizione di un apposito Accordo di Programma Quadro “rafforzato”». Poi la Regione dovrebbe avere a disposizione tutte le risorse necessarie per la bonifica dei due siti di "interesse nazionale" in Basilicata, la Valbasento e l'aerea industriale di Tito. E' quanto ha spiegato non più tardi di due settimane fa il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, rispondendo a un'interrogazione presentata dal deputato Pdl Cosimo Latronico proprio in merito allo stato di attuazione della bonifica per i due Sin lucani.Il sito dell’area industriale della Valbasento è stato individuato quale intervento di bonifica di interesse nazionale dall’articolo 14 della legge 31 luglio 2002, numero 179. Con decreto ministeriale 26 febbraio 2003 è stato definito il perimetro del Sin che comprende i comuni della Provincia di Matera: Grottole, Salandra, Miglionico, Pomarico, Ferrandina e Pisticci.Il sito, che occupa una superficie di circa 34 ettari, è interessato dalla presenza di tre insediamenti industriali (Salandra al confine Nord, Ferrandina e Pisticci, a ridosso del confine sud del perimetro), inseriti tra aree a prevalente vocazione agricola.Sull'area insistono anche svariate attività produttive di tipo chimico, nonché aree dismesse che in passato sono state sede di produzione e manufatti in cemento, amianto ed altre di produzione di metanolo.Il sito racchiude un'area piuttosto ampia, posizionata lungo l'asta fluviale del fiume Basento. 

 

La ricostruzione stratigrafica eseguita a seguito di sondaggi condotti fino ad una profondità di circa15 metri nell'area ha messo in luce la presenza di terreni di alluvioni fini recenti, quali sabbie medio fini, limi ed argille limose, poggianti su alluvioni grossolane, quali ghiaie e ciottoli in matricesabbiosa. A profondità maggiori si rinviene un complesso argilloso, nell'insieme impermeabile pur presentando fratture superficiali che localmente possono limitare tale caratteristica. La vicinanza del fiume Basento e il pericolo connesso alla possibile presenza di contaminazione nelle aree industrialiattive o dimesse, hanno portato a ritenere che il sito presenti caratteristiche di elevato rischio ambientale e sanitario.La contaminazione ad oggi riscontrata risulta essere, in particolare per le aree industriali, sia per i suoli che per le acque di falda a carico di metalli pesanti, Ipa, solventi clorurati e composti aromatici.Gli interventi programmati per le aree di competenza pubblica interessano anche le aree agricole, in particolare la progettazione di interventi di messa in sicurezza di emergenza dei suoli e delle acque di falda delle aree agricole contaminate e caratte rizzazione dell’asta fluviale del fiume Basento.Relativamente alla rete piezometrica regionale integrativa, nell’ambito del Sin si sta conducendo una caratterizzazione qualitativa delle acque di falda in ingresso ed in uscita dal perimetro del sito di interesse nazionale ed a ridosso dell’area diaframmata della Syndial nella zona industriale di Ferrandina, al fine di accertare la qualità delle acque in ingresso ed in uscita dal perimetro del sitodi interesse nazionale della Val Basento.Relativamente alle risorse finanziarie, il ministero dell'Ambiente ha stanziato a favore della bonifica del sito complessivi €2.272.727,00 già trasferiti alla Regione Basilicata.

Il Ministero ha stanziato, inoltre, ulteriori € 500.000,00 per la bonifica da amianto nell’area dello stabilimento ex Materit, sita nel Comune di Ferrandina.Ad oggi, risultano già trasferiti 350.000,00 a favore del Comune. Il sito di interesse nazionale di Tito,invece, è stato istituito con decreto n.468/01. In merito all’area Ex Liquichimica, le attività di messa in sicurezza della falda risultano avviate in data 9 gennaio 2009 ed hanno interessato 20 coppie di piezometri (a doppiacanna) e le acque di falda sono state smaltite come rifiuti.Sono risultati contaminati 8 coppie di piezometri con i seguenti analiti: Fe, Mn, CdV, dicloroetilene, tricloroetilene,solfati,fluoruri. Gli emungimenti continueranno nei piezometri risultati contaminati.  Sono state condotte le attività di smaltimento a impianto autorizzato. Nel febbraio 2011 è’ stata dichiarata la conclusione delle relative attività ed è stata presentata la certificazione di regolare esecuzione.Altre attività hanno riguardato la bonifica amianto, scorie siderurgiche e serbatoi ammoniaca.In merito al primo punto è stata dichiarata la conclusione delle relative attività di bonifica e la restituibilità delle strutture da parte della competente Azienda sanitaria.Per quanto riguarda le scorie siderurgiche è stata dichiarata la conclusione delle prime attività di messa in sicurezza ed è stata presentata la certificazione di ultimazione lavori e regolare esecuzione. Per le vasche è stata dichiarata la conclusione delle attività di bonifica ed è stata presentata la certificazione di ultimazione lavori e regolare esecuzione.Il ministero  ha chiesto agli organi di controllo locali di procedere alle necessarie verifiche. Presentato il Progetto preliminare di bonifica della falda e dei terreni ed il Progetto della Messa in sicurezza permanente con recupero funzionale del Bacino Gessi , ritenuto approvabile nella Conferenza di Servizi decisoria dell’aprile 2010, la Regione Basilicata ha richiesto, in data 3 marzo. Per la bonifica di entrambi i Sin, la Delibera Cipe n.87/2012 ha stanziato un ulteriore importo, pari a complessivi  41.723.249,01 euro,  di cui: 23.295.181,98 a favore del Sin “Tito” e 18.428.067,03 a favore del Sin “Val Basento”.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?