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Eolico a Matera, spunta un terzo impianto
La Ola: «E'un vero e proprio assalto alla città dei Sassi»

Basilicata

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MATERA - Dopo quelli della Zefiro Energia (quindici torri eoliche per una potenza complessiva di 35,7 megawatt) e della Melteni srl (nove pale e 30,6 megawatt) spunta a Matera il terzo impianto eolico. Lo realizzerà, se tutto andrà secondo i piani dei progettisti, la  società torinese Asja Ambiente Italia spa. Il Parco dovrebbe sorgere in località Ciccolocane non lontano dai due impianti per la cui costruzione la Regione ha già concesso l'autorizzazione (ma una delle due società interessate, la Zefiro Energy, avrebbe rinunciato all'asta per l'assegnazione dei megawatt). Il progetto della Asja prevede l'innalzamento di sei pale eoliche da 3 megawatt ciascuna, per una potenza complessiva poco superiore ai 18 megawatt.

L'Asja Ambiente Italia spa non è un'azienda qualsiasi. Fondata nel 1995 dall’attuale presidente, Agostino Re Rebaudengo (dal 2011 anche presidente di Ape, l'associazione dei produttori di energia da fonti rinnovabili, la più importante associazione di categoria in Italia),  si presenta come «un’azienda virtuosa,  che coniuga ambiente e tecnologia, sempre nel rispetto per l’uomo».

A dare l'annuncio dell'ennesimo progetto eolico a Matera è l'associazione ambientalista Ola, che parla di «un vero e proprio assalto alla città dei Sassi: con Parchi che spuntano uno dietro l’altro a testimoniare la scarsa attenzione della Regione e del Comune per la salvaguardia di un paesaggio e un ambiente unici al mondo". Di qui l'ennesimo appello ai ministeri dei Beni Ambientali e a quello delle Attività Culturali, affinché «pongano un limite a questo scempio, considerato che entro il termine dei 30 giorni (21 luglio prossimo) scadono i termini per fare opposizione o presentare osservazioni da parte di Enti territoriali e cittadini».

A ben vedere, tuttavia, il caso sollevato dagli ambientalisti lucani non è proprio una novità. Lo stesso Quotidiano della Basilicata ne aveva parlato in un articolo apparso il 12 giugno scorso (titolo: «Quegli allarmi inascoltati») nel quale si dava conto di un dibattito consiliare svoltosi nel Comune di Matera giusto un anno fa. In quell'occasione il consigliere del Pdl, Adriano Pedicini, aveva presentato un ordine del giorno nel quale si allertava l'aula sulla «prossima costruzione, nella provincia e nei dintorni di Matera, di un centinaio di impianti di energia eolica». Mentre Enzo Acito (lista Stella) faceva presente che in dieci giorni, nell'aprile di un anno prima, erano giunte alla Regione Basilicata domande per la realizzazione a Matera  di quattro impianti e 45 pale eoliche. Nell'elenco fornito da Acito al Consiglio c'erano tutte le società e i progetti di cui si parla in queste settimane. Per due di esse si è ormai concluso l'iter autorizzativo. Per le altre le procedure vanno inesorabilmente avanti, come dimostra il progetto presentato dalla società di Re Rebaudengo. Soltanto un atto politico, ammesso che lo si voglia, potrà fermare un processo che non trova ostacoli nell'attuale Piano di indirizzo energetico ambientale della Regione.

 

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