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«Sono io quel medico senza speranza»
Il giovane camice bianco scrive al Quotidiano

Basilicata

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Egregio Quotidiano della Basilicata,

sono il "giovane camice bianco" che aveva fatto presente, giorni addietro, all'ordine dei medici di Potenza del ritardo nella comunicazione relativa alla delibera del 24 maggio della Regione Basilicata. Non so come abbiate fatto ad avere queste informazioni ma mi congratulo con voi per l'ottimo lavoro. La vicenda è ormai di dominio pubblico ed è bene che si faccia chiarezza. Queste situazioni si verificano troppo spesso e, purtroppo, i medici onesti e "figli di nessuno" trovano sempre meno spazio e possibilità lavorative; questi medici, soprattutto neolaureati, non denunciano non per vigliaccheria, ma perchè sono troppo impegnati a cercare il modo di sbarcare il lunario, con lavoretti saltuari e mal pagati. Siamo stati messi in condizioni critiche e non siamo tutelati da nessuno: dopo sei anni di duro studio ci sentiamo troppo spesso dire che siamo giovani, che non abbiamo esperienze, che dobbiamo avere pazienza. La pazienza è finita da un pezzo. La meritocrazia è diventata soltanto una parola con cui ci si sciacqua la bocca al momento opportuno. L'Ordine dei medici fa quel che può e lavora bene, ma probabilmente non è abbastanza. Vi auguro buon lavoro e di trovare le risposte che cerca e che tutti noi aspettiamo. Un giovane medico che probabilmente non troverà mai spazio nella sanità lucana e sarà costretto a rimanere fuori regione.

Distinti saluti

Lettera firmata

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