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Quale il vero ruolo del medico?

Basilicata

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IL RUOLO del medico come compagno di sofferenza e guardiano della salute è un ricordo del passato ? Il M. di M .G. in particolare è ormai solo un complesso di complessi? La domanda non è retorica dal momento che l’ennesima disposizione burocratica di questi giorni con la quale si rimodula il ticket con le previste modalità di quote di partecipazione a ricetta (codice E05,E02 ed E04) aggiunge confusione ad una materia già confusa ed alimenta lo sconforto di chi, come me, è convinto che così facendo si finisce con il dare l’ultima pennellata al disegno di un medico generalista di basso profilo, dedito a problemi di scarso conto, titolare di una professione che non consiste più nell’esercizio difficile della sintesi complessiva dell’uomo ma nell’erogare servizi ed atti informatico-burocratici in palese soggezione operativa con il ben più esperto personale amministrativo-burocratico dell’istituzione ASL-Ospedale. 

E pensare che si è buoni medici non tanto e non solo se si è provvisti di abilità tecniche quanto piuttosto per la capacità relazionale di comprendere i bisogni umani del paziente, di aiutarli nel disagio di vivere e di spiegare le incertezze della Medicina; capacità relazionale che per me si vaporizza allorquando mi tocca spiegare che gli assistiti con reddito familiare inferiore ad euro 8.263,31,incrementato ad euro 11.362,05 in presenza del coniuge ed in  ragione di ulteriori euro 516,00 per ogni figlio a carico debbono pagare 1 euro piuttosto che due a ricetta; inoltre, una volta adeguatamente informato il paziente, il medico dovrebbe apporre la sigla relativa e raccoglierne la firma di autocertificazione; si dà però il caso che sovente il titolare della ricetta non è il paziente di fronte che è stato delegato dal primo..e allora? No, non sono questi i compiti che attengono al medico di famiglia né sono di questo tipo le preoccupazioni che dovrebbero attraversare la sua mente; quest’ultimo dovrebbe invece svolgere un’attività clinica di diagnosi, facendo prevalere sul piano clinico e decisionale il metodo ipotetico-induttivo in modo da restringere le opzioni e le spese – cosa possibile per la conoscenza del paziente – e seguire nel tempo i malati monitorando l’assistenza ai cronici.

Ancora, intervenire garantendo a tutti un filtro nei confronti della specialistica in quanto responsabile della continuità della cura e guidare il paziente nel percorso assistenziale all’interno del sistema delle cure specialistiche. Infine,svolgere nei confronti dei propri assistiti un’attività pedagogica costante e permanente. L’esperienza dimostra quanto sia ormai invalso l’uso di ricorrere a specialità e specialisti al primo malessere; si pensi al rischio delle errate consultazioni a loro volta produttive di giudizi frammentari, indagini slegate, opinioni discordi che reclamano l’esigenza di fondersi in una sola unità diagnostica e terapeutica. Purtroppo il rumore di fondo nella medicina di base è molto alto e genera confusione che gli adempimenti burocratici a loro volta incrementano. 

A due secoli dall’illuminismo l’autonomia dell’individuo ed il rispetto che ne deriva si sono imposti nella deontologia medica e non esula dalla Medicina Generale laddove la fiducia del paziente esprime null’altro che il consenso criticamente espresso nelle altre branche. Un merito della Medicina in ogni tempo è quello, ontologico, di aver precorso i dettami illuministici di considerare uguali tutti gli uomini di fronte alla malattia; un altro dettato illuministico esorta però al dovere di fustigare la diffusa pigrizia intellettuale con la quale i professionisti medici di famiglia sembrano supinamente piegarsi ad ogni sorta di insipienza rinunciando all’esercizio critico della propria ragione e ad ogni sussulto di dignità personale e professionale; asseriva I.Kant : “Se io ho un libro che pensa per me, se ho un direttore spirituale che ha coscienza per me,se ho un medico che decide per me sul regime che mi conviene etc.,io non ho più bisogno di pensare…,altri si assumeranno per me questa noiosa occupazione”.

*medico di Medicina generale e medico legale

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