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Reggio Calabria e il sistema depurativo inadeguato
La città è tra i grandi centri in emergenza

Calabria

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REGGIO CALABRIA - C'è anche Reggio Calabria tra le grandi aree urbane italiane dove non funziona la depurazione delle acque. Il dato emerge dalle verifiche attuate a livello nazionale da Federutility, la federazione che riunisce le aziende, nelle quali si evidenziano incongruenze e cattive gestioni del sistema. A partire dalle falle che interessano grandi città, come Reggio Calabria, appunto, ma anche rinomate località turistiche. 
Nell'elenco, infatti, figurano anche Capri, Ischia, Rapallo, Santa Margherita Ligure, Giardini Naxos e Letojanni (Taormina), Porto Empedocle e Cefalù, solo alcuni dei gioielli costieri del turismo estivo del nostro Paese che ricadono sotto la spada di damocle della sentenza della Corte di giustizia europea, arrivata un anno fa, sul mancato adeguamento a una corretta depurazione delle acque. 
“La situazione del servizio di fognatura e depurazione - osserva Federutility, la federazione che riunisce le aziende - è una vera e propria emergenza nazionale. Il mancato adeguamento configura una generalizzata situazione di illegalità”. La Corte - per una procedura di infrazione iniziata nel 2004 - ha previsto, oltre alla richiesta di un intervento rapido per sanare la situazione, possibili sanzioni che possono arrivare fino a 715.000 euro al giorno per ogni giorno di ritardo nell’adeguamento, una somma forfettaria per un minimo di 10 milioni di euro, e anche l’eventuale sospensione dei finanziamenti europei. La direttiva europea del 1991 - che indicava come prima scadenza per l’adeguamento il 1998 - fissa gli standard per la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini con un regolamento per il trattamento delle acque reflue. La procedura riguarda anche grandi centri urbani come Trieste, Reggio Calabria, Messina, Catania, Palermo, Napoli est e tocca quasi tutte le regioni d’Italia; in Sicilia il maggior numero di aree non in regola. Nel 2009 un’altra procedura ha posto sotto infrazione l’Italia per le aree sensibili; in questo caso la Lombardia guida la classifica con 162 località.

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