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Chiuso il tavolo trasparenza sul nucleare
De Filippo: "Ancora aperta ferita Scanzano"

Basilicata

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POTENZA, 2 AGO - In materia nucleare “serve la massima trasparenza” perchè “non si è ancora rimarginata la ferita” di Scanzano Jonico (Matera), ed è comprensibile “un clima di sospetto e di pregiudizi” in quanto “la comunità lucana è sensibile a questo argomento”.
Così il governatore lucano, Vito De Filippo, aprendo i lavori del tavolo della trasparenza - convocato per discutere del trasporto di materiale nucleare avvenuto la notte fra il 28 e il 29 luglio scorso dal centro ex Enea della Trisaia, a Rotondella (Matera) - a cui partecipano i rappresentanti degli enti locali, della Sogin e delle associazioni ambientaliste.
De Filippo ha poi chiesto di “lavorare affinchè la materia sia comprensibile e le informazioni diffuse in modo trasparente, e sia verificabile dalla popolazione”, chiedendo alla Sogin di illustrare le modalità di trasporto e di sicurezza. (ANSA).
(ANSA) - POTENZA, 2 AGO - Il trasporto del materiale nucleare - a bassissimo livello di radioattività - dal centro Itrec di Rotondella (Matera) all’aeroporto militare di Gioia del Colle (Bari), è avveuto “nella massima sicurezza e con il rispetto di tutte le norme e delle metodologie utilizzate a livello mondiale” con “il controllo degli enti locali, dell’Ispra e dei tecnici dell’Euratom” anche “sui livelli di radioattività del territorio” risultata “assente”, e ci sono “assolute certezze di non contaminazione” in un progetto di ''decommissioning completo del sito”.
Lo hanno detto i responsabili della Sogin nel pomeriggio, a Potenza, nel corso del tavolo della trasparenza convocato dal presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo. La Sogin ha ricostruito la vicenda del trasferimento dal centro lucano di materiale nucleare (uranio naturale arricchito non utilizzato in processi di trasformazione, circa un chilo) e “non di scorie nucleari e delle barre di uranio, che sono ancora nella struttura”. Il trasferimento parte “dall’ok dato il 27 marzo 2012 dal presidente del Consiglio, Mario Monti, al rimpatrio in Usa del materiale presente in alcuni siti italiani”, hanno proseguito, evidenziando che a novembre si è svolta una prima fase nelle strutture del nord, e che questa è la seconda fase.
Nel corso delle operazioni “tutto si è svolto nel rispetto delle norme a tutela dei lavoratori e dell’ambiente”, è stato aggiunto, e “il materiale non ha una pericolosità nemmeno paragonabile alle scorie”. L’iter non richiedeva “informative alla popolazione” e le procedure “all’interno del sito sono durate un paio di mesi circa”: il contenitore, infine, è ''specifico per queste operazioni”. La Sogin ha poi ricordato che “stiamo lavorando per il trasferimento delle barre, che avrà una procedura diversa”, e di “essere un esecutore. Sono stati i governi a chiedere un elevato livello di sicurezza e segretezza”, anche “sulla presenza di questo materiale nell’Itrec, e ci sono responsabilità penali su questa materia”. Per i rappresentanti dell’Ispra, i contenitori sono “sottoposti a controlli elevatissimi, e resistono a condizioni estreme”, spiegando che in questo caso “si tratta di livelli di radioattività inferiori anche a quelli di materiali usati in ambito medico che normalmente transitano sulle nostre strade”. (ANSA).

In materia nucleare «serve la massima trasparenza, perchè non si è ancora rimarginata la ferita» di Scanzano Jonico (Matera), ed è comprensibile «un clima di sospetto e di pregiudizi» in quanto «la comunità lucana è sensibile a questo argomento». Il governatore lucano, Vito De Filippo, ha aperto i lavori del tavolo della trasparenza convocato per discutere del trasporto di materiale nucleare avvenuto la notte fra il 28 e il 29 luglio scorso dal centro ex Enea della Trisaia, a Rotondella a cui hanno partecipato i rappresentanti degli enti locali, della Sogin e delle associazioni ambientaliste.

 

De Filippo ha poi chiesto di «lavorare affinchè la materia sia comprensibile e le informazioni diffuse in modo trasparente, e sia verificabile dalla popolazione», chiedendo alla Sogin di illustrare le modalità di trasporto e di sicurezza. 

 Il trasporto del materiale nucleare - a bassissimo livello di radioattività - dal centro Itrec di Rotondella (Matera) all’aeroporto militare di Gioia del Colle (Bari), è avveuto «nella massima sicurezza e con il rispetto di tutte le norme e delle metodologie utilizzate a livello mondiale, con il controllo degli enti locali, dell’Ispra e dei tecnici dell’Euratom» anche «sui livelli di radioattività del territorio:  ci sono assolute certezze di non contaminazione» in un progetto di ''decommissioning completo del sito”. Questo è quello che hanno invece detto i responsabili della Sogin nel corso del tavolo, trasmesso in diretta streaming. 

La Sogin ha ricostruito la vicenda del trasferimento dal centro lucano di materiale nucleare (uranio naturale arricchito non utilizzato in processi di trasformazione, circa un chilo) e «non di scorie nucleari e delle barre di uranio, che sono ancora nella struttura». Il trasferimento parte «dall’ok dato il 27 marzo 2012 dal presidente del Consiglio, Mario Monti, al rimpatrio in Usa del materiale presente in alcuni siti italiani», hanno proseguito, evidenziando che a novembre si è svolta una prima fase nelle strutture del nord, e che questa è la seconda fase.

Nel corso delle operazioni «tutto si è svolto nel rispetto delle norme a tutela dei lavoratori e dell’ambiente», è stato aggiunto, e «il materiale non ha una pericolosità nemmeno paragonabile alle scorie». 

L’iter non richiedeva “informative alla popolazione” e le procedure «all’interno del sito sono durate un paio di mesi circa». La Sogin ha poi ricordato che «stiamo lavorando per il trasferimento delle barre, che avrà una procedura diversa», e di «essere un esecutore. Sono stati i governi a chiedere un elevato livello di sicurezza e segretezza», anche “sulla presenza di questo materiale nell’Itrec, e ci sono responsabilità penali su questa materia”. Per i rappresentanti dell’Ispra, i contenitori sono “sottoposti a controlli elevatissimi, e resistono a condizioni estreme”, spiegando che in questo caso “si tratta di livelli di radioattività inferiori anche a quelli di materiali usati in ambito medico che normalmente transitano sulle nostre strade”. (ANSA).

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