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Il caso diplomi facili
Replica la direttrice di Scuola Nazionale

Basilicata

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POTENZA - «Cerchiamo solo di aiutare i giovani a entrare nel mondo del lavoro. Sono fiduciosa che questa tutta questa situazione si risolverà quanto prima in maniera positiva».

Paola Summa è la direttrice di Scuola Nazionale, il network di istituti di formazione sfiorato dall'ultima indagine sui diplomi facili della Procura della Repubblica di Potenza. Sotto osservazione delle fiamme gialle sono finiti quattro istituti parificati lucani, tre dei quali fondati dallo stesso presidente di Scuola Nazionale, Angelo Scaringi. Per lui e per i rispettivi dirigenti, più Massimo Branca del tecnico per geometri Falcone-Borsellino di Viggianello, le accuse sono a vario titolo di associazione a delinquere, truffa e falso. Domattina sono attesi per l'interrogatorio di garanzia dal gup Rosa Larocca, che poi dovrà decidere sulla richiesta di interdizione avanzata nei loro confronti dal pm Annagloria Piccininni e dal procuratore Laura Triassi.

«La Scuola Nazionale srl – tiene a precisare la direttrice Summa - é un centro di formazione giuridicamente distinto dall'istituto Pitagora di Potenza, e dal Mario Pagano e il Fabio Besta di Scanzano, con tanto di sedi diverse. Svolgiamo attività di formazione come ente accreditato alla Regione e non al ministero dell'Istruzione. Sono ormai quarantanni che operiamo a Potenza e Lagonegro con serietà e impegno riconosciuti. I nostri ragazzi vengono promossi o bocciati regolarmente secondo il loro livello di preparazione. Basta guardare nelle nostre bacheche e le attività aperte da molti di loro grazie proprio a quanto appreso durante i nostri corsi. Siamo stati puntualmente sottoposti a verifiche e controlli degli enti pubblici preposti, Regione e Provincia in particolare, e mai sono state rilevate problematiche significative».

Nel merito dell'inchiesta è difficile entrare anche perché prima di domattina il dettaglio delle accuse e dei riscontri effettuati dalle fiamme gialle resta riservato. Probabile che ci siano denunce e testimonianze, oltre alla classica mole di documenti, ma visto il peso delle accuse (in particolare quella di associazione a delinquere) i magistrati potrebbero aver disposto anche delle intercettazioni.

«Si tratta di persone corrette che hanno lavorato per anni negli istituti statali». Garantisce Paola Summa. «Posso assicurare personalmente che al Pitagora non è stato mai regalato niente a nessuno. Quanto ad Angelo Scaringi rendiamoci conto che lavora da 50 anni nel settore sia della formazione che dell'istruzione. Parliamo di una carriera specchiata. Anch'io collaboro con lui da 40anni. Non nasciamo adesso né dal nulla, e lo spirito con cui affrontiamo questo mestiere é rimasto sempre immutato».

Altro che “squola” o “esamificio”, tanto per capirsi. Anche se gli inquirenti sembrano convinti del contrario.

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