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Sangue infetto, il testo integrale
dell'intervento del sottosegretario Fadda

Calabria

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6 minuti 9 secondi
Camera dei Deputati 
XII Commissione “Affari Sociali” 
seduta del 7 agosto 2013 ore 9,00 
________________________ 
Svolgimento dell'interrogazione parlamentare 
a risposta orale n. 5-00834 
dell’On.le Vincenza Bruno Bossio ed altri. 


«In via preliminare, per quanto riguarda la morte del paziente ricoverato nell’Ospedale Civile dell’ “Annunziata” di Cosenza, il Centro Nazionale Sangue dell’Istituto Superiore di Sanità ha precisato che sono state due le reazioni avverse gravi, occorse in pazienti sottoposti a trasfusione presso due diversi reparti dell’Ospedale, la seconda delle quali gravata dal decesso del paziente. Le reazioni indesiderate sono state determinate dalla contaminazione batterica di due unità di globuli rossi che provenivano dalla lavorazione di due donazioni di sangue intero, entrambe prelevate presso il punto di raccolta dell’Ospedale S. Giovanni in Fiore. 
A seguito della prima reazione indesiderata grave, occorsa il 19 giugno 2013, le Direzioni sanitarie aziendale e di presidio hanno disposto gli accertamenti del caso, identificando l’origine della contaminazione nella procedura di raccolta delle donazioni. Nonostante il richiamo immediato e la quarantena di tutte le unità di emocomponenti prodotte dalle donazioni raccolte presso l’Ospedale S. Giovanni in Fiore, una seconda unità di globuli rossi concentrati, contaminata dallo stesso germe, è stata utilizzata per la trasfusione del secondo paziente, provocandone la morte per sepsi. In data 18 e 19 luglio 2013 è stata effettuata una verifica ispettiva congiunta, a cura del Centro regionale sangue Calabria e del Centro Nazionale Sangue. 
L’ispezione è stata condotta al fine di identificare le criticità alla base dei due gravi eventi avversi. Va a questo punto anche riferito che nel corso di una precedente ispezione svolta dai centri citati in data 18 e 19 settembre 2012 già erano state rilevate e segnalate gravi non conformità di ordine strutturale, tecnologico ed organizzativo, nell’ambito del percorso di valutazione preliminare dei servizi trasfusionali, rispetto alla conformità ai requisiti minimi strutturali, organizzativi e tecnologici di cui all’Accordo Stato/Regioni del 16 dicembre 2010, e che nelle ispezioni del 18 e 19 luglio 2013, tali non conformità sono risultate ancora presenti; le stesse potrebbero aver determinato la causa dell’evento in questione. 
A carattere generale, e sempre nell’ambito della tematica in esame, comunico che il Ministro della salute, con propria nota del 25 giugno 2013, ha sensibilizzato i Presidenti regionali e provinciali in merito all’urgenza del completamento del percorso finalizzato all’adeguamento dei servizi trasfusionali e delle unità di raccolta ai requisiti minimi previsti dall’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010, da realizzare entro il 31 dicembre 2014, per conseguire la piena conformità alle norme europee e nazionali vigenti. Per quanto attiene alla specifica situazione della Provincia di Cosenza, si ricorda quanto segue. La Struttura Commissariale, con il decreto n. 18/2010, ha programmato la riorganizzazione delle reti assistenziali (ospedaliera, territoriale, dell’emergenza urgenza). 
 I Tavoli di monitoraggio dell’attuazione del Piano di rientro hanno più volte evidenziato il grave ritardo con il quale la Regione sta procedendo alla riorganizzazione complessiva del Servizio Sanitario Regionale. Con riferimento alla problematica relativa all’atto aziendale, adottato dall’Azienda Ospedaliera di Cosenza, la Regione ha trasmesso il decreto n. 24/2013 che approva la proposta di atto aziendale della stessa azienda ospedaliera. I Ministeri affiancanti hanno sollecitato la Regione ad aggiornare le linee guida regionali per l’adozione degli atti aziendali, al fine di agevolare il recepimento delle osservazioni ministeriali, con particolare riferimento alla necessità che sia previsto un numero di strutture semplici e complesse coerenti con gli standard del Comitato LEA, e che tale documento sia coerente con l’atto complessivo di programmazione di tutte le reti assistenziali. 
La Regione, successivamente, ha trasmesso le nuove linee guida per gli atti aziendali, che sono attualmente all’esame dei Ministeri affiancanti. E’ utile rilevare che i Ministeri affiancanti, nel corso del 2013, hanno più volte richiesto chiarimenti alla Regione, senza ricevere elementi significativi di risposta in relazione a diverse tematiche, riguardanti l’Azienda Ospedaliera di Cosenza ed, in particolare, in merito all’atto aziendale, alle condizioni di emergenza dell’ospedale, al flusso per il monitoraggio degli errori in sanità ed all’affidamento triennale del servizio di manutenzione edile ed impiantistica degli stabilimenti ospedalieri e dei fabbricati dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, per il triennio 2011/2014. Con specifico riferimento a quanto sollevato dagli onorevoli interroganti, rispetto alla sicurezza, efficacia ed efficienza dei servizi ospedalieri, si rappresenta che questo Dicastero, al fine di meglio garantire la tutela dell'intero percorso diagnostico e terapeutico dei pazienti, ha promosso una serie di iniziative a livello regionale ed aziendale. Nello specifico si deve ricordare anche, che con decreto del Ministro della salute del dicembre 2007, è stata istituita la “Commissione d’indagine conoscitiva per la verifica della qualità dell’assistenza prestata dal servizio sanitario della Regione Calabria”, che ha curato la stesura di un documento utilizzato ai fini della programmazione delle attività di riordino della rete ospedaliera. 
Al fine di garantire i livelli di sicurezza, le azioni di questo Ministero sono state indirizzate alla definizione di criteri e requisiti di accreditamento in termini di qualità e sicurezza, sulla base dell’Intesa Stato-Regioni del 20 dicembre 2012: ciò si è reso necessario poiché i sistemi di accreditamento regionali hanno subito differenti modalità e livelli di sviluppo tra le Regioni, dando luogo a forti disparità tra i sistemi regionali e conseguenti differenze nelle modalità erogative dei servizi sanitari. Inoltre, sulla base della legge n. 135/2012 (c.d. “spending review”), è in corso la definizione di requisiti e standard ospedalieri, sia di governo clinico che di dimensionamento delle strutture, sulla base di criteri di efficacia ed efficienza (rapporto volumi/esiti). Nell’ambito dei criteri di governo clinico, viene posta particolare attenzione alla sicurezza dei pazienti, anche sulla base della Intesa Stato-Regioni del 2008: tali requisiti sono oggetto di specifico monitoraggio nell’ambito del Questionario di verifica LEA, per la valutazione dell’efficacia e dell’efficienza dell’erogazione dell’assistenza. 
Nelle ultime riunioni di verifica dei Tavoli tecnici, è stato ribadito il gravissimo ritardo, relativamente alla attuazione di interventi finalizzati alla garanzia dell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza in Calabria ed il Commissario è stato invitato ad attuare, tempestivamente, ogni utile azione necessaria per garantire l’erogazione dei LEA in maniera uniforme e in condizioni di sicurezza nel territorio regionale. Per quanto attiene all’ultimo quesito, la Prefettura di Cosenza ha comunicato che per quanto concerne la morte del paziente trasfuso, oggetto dell’atto ispettivo in esame, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza ha aperto un fascicolo delegando ai Carabinieri- NAS le relative indagini. 
La Prefettura ha inoltre evidenziato che in ambito provinciale operano, in reciproca autonomia, l’Azienda Ospedaliera (AO) e l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Cosenza e che il nosocomio dell’Annunziata è incardinato nella prima, mentre la Commissione di Accesso per verificare l’esistenza di infiltrazioni e condizionamenti mafiosi si è insediata presso la seconda, e la relativa relazione, riservata, è stata trasmessa al Ministro dell’Interno per le valutazioni di propria competenza istituzionale, quindi in questa fase non può essere resa pubblica».

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