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Il concerto dei Pooh pagato con le royalties
"Serve un commissario ad hoc per la spesa"

Basilicata

Tempo di lettura: 
6 minuti 15 secondi
di VALERIO PANETTIERI
METTI che i Pooh, vera e propria passione del governatore De Filippo oltretutto, visto il “brand”, valgono una fortuna in termini economici. Aggiungi anche che viaggiano con un tour dui questi tempi che è porta con sé una intera orchestra sinfonica, la “Ensemble Simphony orchestra”, ed ecco ottenuto un cachet stratosferico, da record almeno per quanto riguarda i gruppi italiani. 
Se poi a sborsare tutti quresti soldi è un piccolo comune come quello di Viggiano, mettendo mano al fondo sulle royalties del petrolio, i giochi sono fatti. Qualcuno, come Filippo Massaro (Csail-Indignati lucani), non ci sta. Il due settembre i Pooh saranno sul palco a Viggiano in occasione della Festa della Madonna, come al solito a chiudere le giornate sarà un big della musica e stavolta toccherà ai Pooh, che saranno prontamente pagati con le royalties petrolifere. 
Ma i costi? «Per avere semplicemente un’idea del cachet – scrive Massaro - da una ricerca sul web abbiamo reperito una delibera del Comune di Acqui Terme che per il concerto del 22/08/2008 in quel centro ha speso 106.000 euro solo di cachet ai Pooh. Si devono aggiungere le spese di organizzazione, per il mega-palco, il servizio tecnico-audio (decine di operai), sicurezza, un calcolo di rivalutazione (dal 2008) e poi c’è il cachet per l’ Ensemble Simphony Orchestra che accompagna i Pooh. Siamo in attesa di conoscere la cifra esatta di spesa che presumiamo si possa aggirare oltre i 150.000 euro». Una cifra altissima per un solo evento e questo è più che vero, ma va anche rapportato all’enormità dello spettacolo in questione. Per Massaro questa spesa, l’enormità del concerto, l’immagine “pompata” di una festa religiosa può essere riassunto in un vero e proprio «spreco al quale in verità il Comune di Viggiano ci ha abituati da anni». In effetti non si può invocare sviluppo con le royalties e poi gettare al vento, in una sola serata, una cifra che si aggira attorno alle 150-200mila euro. 
Anche perché a farsi due conti, stando a quello che scrive Massaro, si tirano fuori cifre impressionanti. «Mezzo miliardo di euro di royalties in 2 anni – scrive - al 31 luglio le compagnie hanno versato 192 milioni di euro. Nel solo 2012 ai Comuni della Val d’Agri sono andati 24,6 milioni con il Comune di Viggiano che ha fatto la parte del “leone” (16 milioni) sino a potersi permettere non solo un mega progetto di piscina olimpionica-palazzetto dello sport ma persino il concerto dei Pooh. Sarebbe ora che la Corte dei Conti mettesse il naso tra la contabilità di questo Comune». 
Poi la proposta di istituire un commissario prefettizio ad hoc per la spesa delle royalties a Viggiano lasciando all’amministrazione comunale il bilancio ordinario. 
«Siamo convinti che se ci fosse stato un commissario per la festa del 2 settembre avremmo avuto al massimo l’orchestra spettacolo di Battipaglia, artisti-musicisti di tutto rispetto che si accontentano di 5mila euro di cachet. E infine chi ha dato ascolto alle “prediche” dei vescovi lucani a non spendere e spandere per i cantanti in occasione delle feste religiose? Prepariamo anche quest’anno alla solita processione del Governatore e di politici dietro la statua della Madonna con la solita faccia “cristiana” di sempre».
Chissà cosa ne dirà De Filippo, chiamato in causa non solo per una semplice passione ma anche per una spesa non proprio contenuta. In effetti la domanda sorge spontanea: perché gettare al vento così tanti soldi per un solo concerto?
 

Metti che i Pooh, vera e propria passione del governatore De Filippo oltretutto, visto il “brand”, valgono una fortuna in termini economici. 

Aggiungi anche che viaggiano con un tour dui questi tempi che è porta con sé una intera orchestra sinfonica, la “Ensemble Simphony orchestra”, ed ecco ottenuto un cachet stratosferico, da record almeno per quanto riguarda i gruppi italiani. Se poi a sborsare tutti quresti soldi è un piccolo comune come quello di Viggiano, mettendo mano al fondo sulle royalties del petrolio, i giochi sono fatti. 

Qualcuno, come Filippo Massaro (Csail-Indignati lucani), non ci sta. Il due settembre i Pooh saranno sul palco a Viggiano in occasione della Festa della Madonna, come al solito a chiudere le giornate sarà un big della musica e stavolta toccherà ai Pooh, che saranno prontamente pagati con le royalties petrolifere. 

Ma i costi? «Per avere semplicemente un’idea del cachet – scrive Massaro - da una ricerca sul web abbiamo reperito una delibera del Comune di Acqui Terme che per il concerto del 22/08/2008 in quel centro ha speso 106.000 euro solo di cachet ai Pooh. Si devono aggiungere le spese di organizzazione, per il mega-palco, il servizio tecnico-audio (decine di operai), sicurezza, un calcolo di rivalutazione (dal 2008) e poi c’è il cachet per l’ Ensemble Simphony Orchestra che accompagna i Pooh. Siamo in attesa di conoscere la cifra esatta di spesa che presumiamo si possa aggirare oltre i 150.000 euro».

 Una cifra altissima per un solo evento e questo è più che vero, ma va anche rapportato all’enormità dello spettacolo in questione. Per Massaro questa spesa, l’enormità del concerto, l’immagine “pompata” di una festa religiosa può essere riassunto in un vero e proprio «spreco al quale in verità il Comune di Viggiano ci ha abituati da anni».

 In effetti non si può invocare sviluppo con le royalties e poi gettare al vento, in una sola serata, una cifra che si aggira attorno alle 150-200mila euro. Anche perché a farsi due conti, stando a quello che scrive Massaro, si tirano fuori cifre impressionanti. 

«Mezzo miliardo di euro di royalties in 2 anni – scrive - al 31 luglio le compagnie hanno versato 192 milioni di euro. Nel solo 2012 ai Comuni della Val d’Agri sono andati 24,6 milioni con il Comune di Viggiano che ha fatto la parte del “leone” (16 milioni) sino a potersi permettere non solo un mega progetto di piscina olimpionica-palazzetto dello sport ma persino il concerto dei Pooh. Sarebbe ora che la Corte dei Conti mettesse il naso tra la contabilità di questo Comune». 

Poi la proposta di istituire un commissario prefettizio ad hoc per la spesa delle royalties a Viggiano lasciando all’amministrazione comunale il bilancio ordinario. «Siamo convinti che se ci fosse stato un commissario per la festa del 2 settembre avremmo avuto al massimo l’orchestra spettacolo di Battipaglia, artisti-musicisti di tutto rispetto che si accontentano di 5mila euro di cachet. E infine chi ha dato ascolto alle “prediche” dei vescovi lucani a non spendere e spandere per i cantanti in occasione delle feste religiose? Prepariamo anche quest’anno alla solita processione del Governatore e di politici dietro la statua della Madonna con la solita faccia “cristiana” di sempre».

Chissà cosa ne dirà De Filippo, chiamato in causa non solo per una semplice passione ma anche per una spesa non proprio contenuta. In effetti la domanda sorge spontanea: perché gettare al vento così tanti soldi per un solo concerto?

 

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