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Uccisa dalla piena sulla provinciale
Inchieste di magistratura e Provincia

Basilicata

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6 minuti 12 secondi

 

di ANTONELLA CIERVO
DUE le inchieste che sono state aperte a 24 ore dalla tragedia avvenuta sulla bretella provvisoria della ex provinciale 174 che ha provocato la morte di Anna Lanzillotta, 64 anni, travolta dalla furia dell’acqua mercoledì pomeriggio. La prima è quella che fa capo al pm Alessandra Susca che sta coordinando le indagini svolte dagli uomini del Commissariato di Pisticci, momentaneamente guidati dal commissario capo Roberto Cirelli. Sotto il profilo investigativo  si sta lavorando per chiarire se le cause della tragedia si devono imputare a responsabilità terze o, al contrario ad un evento eccezionale.  Al momento non risultano iscritti nel registro degli indagati nè ipotesi di reato avanzate dagli inquirenti.  L’altra inchiesta è quella conoscitiva avviata dalla Provincia di Matera che, specifica in una nota, riferendosi alla strada che è «Di proprietà del Comune di Pisticci e assegnata provvisoriamente alla Provincia di Matera e che era stata messa a disposizione dei mezzi leggeri per consentire la transitabilità viaria a seguito della inagibilità del ponte in località Pozzitello». Il presidente della Provincia Franco Stella e l’assessore alle infrastrutture Angelo Garbellano, nel frattempo, hanno fatto sapere di essere a disposizione delle autorità per tutti i chiarimenti del caso. All’assessore Garbellano tocca rispondere alla domanda che ieri circolava dovunque: di chi è la colpa di quel dramma inaspettato, improvviso, drammatico?   «Non posso negare la mia sofferenza personale, ma da amministratore, quale sono, se i tecnici mi garantiscono che la strada è percorribile, io ci credo. Penso che ci sia stata una coincidenza tragica. Si è trattato di un  evento atmosferico imprevisto e di notevole entità. Quella stessa strada era percorsa ogni giorno da tante auto, anche nei giorni scorsi col cattivo tempo, ma non  era mai successo nulla».  L’onda violenta di mercoledì sera, invece, ha polverizzato in pochi secondi 22 metri di asfalto e distrutto una vita.  Garbellano, che si era recato sul luogo della tragedia, risponde al Quotidiano al termine della giunta straordinaria convocata ieri mattina e chiarisce alcuni elementi: «Al vertice hanno partecipato anche i rappresentanti dell’ufficio tecnico che ci hanno consentito di comprendere a mente fredda ciò che è avvenuto. La strada, provvisoria e segnalata  con indicazioni chiare anche sul possibile pericolo di allagamenti, era tecnicamente percorribile e in condizioni di sicurezza. Naturalmente - aggiunge - bisogna tenere presente che si trattava di un tratto provvisorio, l’unica soluzione che potevamo adottare all’epoca in cui crollò il ponte (24 febbraio scorso, ndr.). La ricostruzione, che ci impegna per una somma pari a 1,5 milioni è stata coperta grazie ad avanzi di amministrazione. L’utilizzo di questi fondi non può che avvenire solo in seguito all’approvazione del bilancio di previsione entro il 15 settembre e l’assestamento di bilancio di fine settembre. Il progetto preliminare è già stato approvato, in quanto al progetto esecutivo era necessaria un’indagine geologica su cui è già stata fatta apposita gara, conclusa,  e che prevede l’apertura delle buste in queste ore. In seguito a questi passaggi, potrà partire la gara per i lavori di ricostruzione».  La Provincia, nel frattempo, ha disposto la chiusura della strada sui è avvenuta la tragedia, innescando, di fatto il tema centrale di queste ore, ovvero: come evitare l’isolamento di quelle zone e individuare “un’alternativa all’alternativa”.  Aggiunge Garbellano: «Attualmente l’unica ipotesi pecorribile è quella che passa dalla statale 106 per raggiungere, di lì, la Sinnica». 

Due le inchieste che sono state aperte a 24 ore dalla tragedia avvenuta sulla bretella provvisoria della ex provinciale 174 che ha provocato la morte di Anna Lanzillotta, 64 anni, travolta dalla furia dell’acqua mercoledì pomeriggio. La prima è quella che fa capo al pm Alessandra Susca che sta coordinando le indagini svolte dagli uomini del Commissariato di Pisticci, momentaneamente guidati dal commissario capo Roberto Cirelli. 

 

Sotto il profilo investigativo  si sta lavorando per chiarire se le cause della tragedia si devono imputare a responsabilità terze o, al contrario ad un evento eccezionale.  Al momento non risultano iscritti nel registro degli indagati nè ipotesi di reato avanzate dagli inquirenti.  

L’altra inchiesta è quella conoscitiva avviata dalla Provincia di Matera che, specifica in una nota, riferendosi alla strada che è «di proprietà del Comune di Pisticci e assegnata provvisoriamente alla Provincia di Matera e che era stata messa a disposizione dei mezzi leggeri per consentire la transitabilità viaria a seguito della inagibilità del ponte in località Pozzitello». 

Il presidente della Provincia Franco Stella e l’assessore alle infrastrutture Angelo Garbellano, nel frattempo, hanno fatto sapere di essere a disposizione delle autorità per tutti i chiarimenti del caso. All’assessore Garbellano tocca rispondere alla domanda che ieri circolava dovunque: di chi è la colpa di quel dramma inaspettato, improvviso, drammatico?  

 «Non posso negare la mia sofferenza personale, ma da amministratore, quale sono, se i tecnici mi garantiscono che la strada è percorribile, io ci credo. Penso che ci sia stata una coincidenza tragica. Si è trattato di un  evento atmosferico imprevisto e di notevole entità. 

Quella stessa strada era percorsa ogni giorno da tante auto, anche nei giorni scorsi col cattivo tempo, ma non  era mai successo nulla».  L’onda violenta di mercoledì sera, invece, ha polverizzato in pochi secondi 22 metri di asfalto e distrutto una vita.  

Garbellano, che si era recato sul luogo della tragedia, risponde al Quotidiano al termine della giunta straordinaria convocata ieri mattina e chiarisce alcuni elementi: «Al vertice hanno partecipato anche i rappresentanti dell’ufficio tecnico che ci hanno consentito di comprendere a mente fredda ciò che è avvenuto. La strada, provvisoria e segnalata  con indicazioni chiare anche sul possibile pericolo di allagamenti, era tecnicamente percorribile e in condizioni di sicurezza. Naturalmente - aggiunge - bisogna tenere presente che si trattava di un tratto provvisorio, l’unica soluzione che potevamo adottare all’epoca in cui crollò il ponte (24 febbraio scorso, ndr.). La ricostruzione, che ci impegna per una somma pari a 1,5 milioni è stata coperta grazie ad avanzi di amministrazione. L’utilizzo di questi fondi non può che avvenire solo in seguito all’approvazione del bilancio di previsione entro il 15 settembre e l’assestamento di bilancio di fine settembre. Il progetto preliminare è già stato approvato, in quanto al progetto esecutivo era necessaria un’indagine geologica su cui è già stata fatta apposita gara, conclusa,  e che prevede l’apertura delle buste in queste ore. In seguito a questi passaggi, potrà partire la gara per i lavori di ricostruzione».  

La Provincia, nel frattempo, ha disposto la chiusura della strada sui è avvenuta la tragedia, innescando, di fatto il tema centrale di queste ore, ovvero: come evitare l’isolamento di quelle zone e individuare “un’alternativa all’alternativa”.  Aggiunge Garbellano: «Attualmente l’unica ipotesi pecorribile è quella che passa dalla statale 106 per raggiungere, di lì, la Sinnica». 

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