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La famiglia di Anna Lanzillotta
chiede il sequestro della strada

Basilicata

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PISTICCI - «Quella strada non doveva essere aperta al traffico. Mancavano le condizioni tecniche minime per essere collaudata».

E’ quanto sostiene l’avvocato Amedeo Cataldo, legale di Massimiliano D’Amico, uno dei figli di Anna Lanzillotto, la donna tragicamente scomparsa  lungo il percorso alternativo della strada Craco – Pisticci, in seguito ad una piena che aveva inondato un punto del percorso a valle di un fosso. Ora quella strada può essere sottoposta a sequestro penale. Un provvedimento invocato nell’istanza presentata venerdì scorso dal legale, anche per garantire che «la situazione dei luoghi non venga modificata».

Cataldo ha poi chiesto la nomina di un perito, che accerti il livello di sicurezza della strada in relazione alla «notevolissima pendenza ed al dislivello» del tratto in questione, che «rendono assolutamente pericoloso il percorso anche in tempi di normalità, in spregio ad ogni norma di carattere tecnico».

Si chiede che il perito svolga delle verifiche sulla «mancata previsione e realizzazione di opere necessarie per il deflusso e lo smaltimento delle acque meteoriche», in un tratto attraversato da un canale a regime torrentizio.

«Il ponticello che supera il canale, poggia sostanzialmente sul suo greto». Le acque, è la denuncia di Cataldo, «non avevano possibilità di deflusso», risultando ostacolate anche da una fitta vegetazione. Il perito dovrà indagare sulla «mancata tenuta delle barriere protettive», travolte e divelte dalla piena ed accertare «la portata d’acqua del canale». Per avere un quadro completo della situazione, occorrerà anche acquisire la documentazione tecnica ed amministrativa esistente presso gli enti competenti relativamente a realizzazione, collaudo e apertura al traffico della stradella, così da individuare le responsabilità «per un fatto tragico che in alcun caso può essere ascritto alla furia della natura o alla fatalità, atteso che quella strada, soprattutto in quel tratto, in quelle condizioni, non poteva essere aperta al traffico per elementari ragioni di sicurezza per gli utenti».

La richiesta del legale punta, dunque, a veder accertata tutta la verità sulla vicenda. Per il momento non ci sono ipotesi di reato, né persone indagate. Il fascicolo della Procura di Matera è aperto contro ignoti, essendo in atto una fase di acquisizione degli atti. Il primo provvedimento del pubblico ministero ha riguardato il cadavere della vittima, sul quale non è stata disposta autopsia, essendo stata accertata la morte per annegamento. Il sequestro della strada, invece, metterebbe in discussione l’ipotesi di un rapido intervento di ripristino maturato nell’interlocuzione tra istituzioni locali e  Genio guastatori dell’Esercito.

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