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Ambientalisti insorgono in difesa dei laghi della Sila
E il progetto per svuotarli finirà in Parlamento

Calabria

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HA destato molta preoccupazione e allarme tra gli ambientalisti la notizia dello svuotamento del lago Ampollino ed Arvo in Sila, anticipato ieri dal Quotidiano (LEGGI L'ARTICOLO). E già si prospettano ricorsi, con il caso ce potrebbe finire in parlamento. I bacini saranno soggetti ad opere di manutenzione da parte della società che ha acquisito la gestione dei bacini idroelettrici e delle centrali da Enel.  Si tratta della società A2A proprietaria attuale del Nucleo Idroelettrico Calabria. Tra un  paio di settimane al massimo si inizierà a svuotare l'Arvo. Le operazioni dovrebbero durare in tutto un paio d'anni.

I due laghi silani sono cioè uniti da un tunnel che passa sotto Monte Nero, partendo da Capo Rosa. «Detto impianto - spiega la relazione tecnica - fa parte dell’asta silana che comprende altresì gli invasi di Ampollino e Savuto, i bacini di Orichella e Migliarite e le centrali di Orichella, Timpagrande e Calusia». Il metodo di svuotamento che si utilizzerà si chiama "Fluitazione", cioè si movimenterà l'acqua del lago in modo da far smuovere anche i fanghi deposti sul fondo, per convogliarli poi nei fiumi e scaricare il bacino. 

Ma ci sono perplessità: il sindaco di Cotronei, Nicola Belcastro, nel dare l'annuncio al Quotidiano aveva dichiarato di temere che queste operazioni possano provocare dei danni ambientali anche alla vallata del Neto, dove confluisce l'acqua dell'Ampollino. E ora insorgono anche gli ambientalisti con la vice presidente nazionale di Italia Nostra Teresa Liguori e il responsabile nazionale di Legambiente Antonio Nicoletti.  «Sono molto preoccupata -  ha commentato Teresa Liguori – Non bisogna dimenticare che i due laghi si trovano all'interno di un Parco nazionale e che ricadono  in fasce protette: anche se sono invasi artificiali adesso fanno parte del patrimonio naturale. L'Ampollino e l'Arvo sono due laghi, immersi nei boschi, di una bellezza indescrivibile». Liguori ha sottolineato che in casi come questi «gli interessi privati devono essere compatibili con gli interessi pubblici». E che anche gli operatori turistici potrebbero essere danneggiati da una operazione del genere. 

Antonio Nicoletti, responsabile nazionale delle aree protette e della biodiversità di Legambiente ha annunciato  che oggi invierà una lettera al Ministero per l'Ambiente per chiedere come è possibile un simile intervento in un Parco nazionale. «Ci sono delle norme di tutela da rispettare»  ha protestato Nicoletti precisando che si sta predisponendo un'interrogazione parlamentare al ministro all’Ambiente Orlando per verificare se non ci siano altre possibilità per realizzare le opere che dovessero risultare necessarie alla manutenzione e che non comprendano lo svuotamento e la fluitazione dei laghi.

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