Salta al contenuto principale

Morte Bergamini, camionista accusato di falso
Sotto il suo mezzo il cadavere del giocatore

Calabria

Tempo di lettura: 
2 minuti 21 secondi

CASTROVILLARI – Anche il secondo indagato nell’inchiesta sulla morte di Denis Bergamini, ovvero l’ex autotrasportatore di Rosarno, Raffaele Pisano, ha ricevuto l’avviso di garanzia: l’ipotesi di accusa dalle quali dovrà difendersi sono la falsa informazione al pubblico ministero e il favoreggiamento di ignoti. Verrà ora interrogato dal procuratore capo di Castrovillari, Franco Giacomantonio, e dal sostituto procuratore Maria Grazia Anastasia; la data dell’interrogatorio è fissata per la prossima settimana, tra il 6 e l’8 novembre. La notifica è stata fatta allo stesso indagato e non all’avvocato Domenico Malvaso del foro di Palmi che lo difende. Nei giorni scorsi – lo ricordiamo – anche per l’indagata numero uno, Isabella Internò, è stata fissata la data dell’interrogatorio: il 18 novembre prossimo, ovvero ventiquattro anni esatti da quel 18 novembre 1989 in cui il centrocampista venne trovato morto, al km 401 della statale 106 Jonica, a Roseto Capo Spulico, vittima di quello che per la giustizia di I e II grado, fino alla recente riapertura dell’indagine da parte dei magistrati castrovillaresi, era stato un suicidio. Per l’ex fidanzata l’ipotesi di accusa è di “concorso in omicidio volontario”, mentre all’autotrasportatore definitivamente assolto dall’accusa di omicidio colposo nel ’92 i magistrati contestano due cose: il favoreggiamento (reato prescritto) e l’articolo 371 bis (non prescritto) perché quando nel 2011 si scoprì che non era morto come si credeva e venne sentito in qualità di persona informata dei fatti, avrebbe fornito risposte “false” o avrebbe “taciuto, in tutto o in parte”, ciò che sapeva; silenzi giustificati dai suoi 75 anni e delle difficoltà (dichiarate) a sentire le domande del procuratore. Entrambi hanno sempre dichiarato che Denis si gettò sotto il camion e che il camionista (per questo assolto) non fu in grado di fare nulla per evitare che il suo Fiat Iveco NC 180 a quattro assi carico di mandarini diretti a Milano lo travolgesse. E data la velocità sostenuta lo trascinasse per oltre cinquanta metri. La concorde versione di Isabella Internò e Raffaele Pisano, ripetuta per 24 anni, si scontra ora con i risultati delle indagini scientifiche del Ris di Messina e i responsi di due medici legali incaricati di confermare l’interpretazione della perizia medico legale effettuata all’epoca da Francesco Maria Avato nella quale si poteva ritenere che Bergamini fosse già morto e disteso sull’asfalto quando è stato sormontato (non trascinato) dal camion di Pisano che procedeva a velocità molto lenta. In accelerazione è, invece, l’inchiesta coordinata dal procuratore capo in persona che, ha predisposto un calendario di attività che nei prossimi giorni potrebbe portare a qualche colpo di scena.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?