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Diciottenne ucciso a Taurianova, appello
a istituzioni per assicurare assassini alla giustizia

Calabria

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REGGIO CALABRIA - La Fondazione intitolata a Francesco Maria Inzitari, il giovane diciottenne assassinato quattro anni fa a Taurianova, ha rivolto un appello al Capo dello Stato, al Ministro della Giustizia, al presidente della commissione parlamentare antimafia ed al Procuratore Nazionale Antimafia per "adoperarsi, ognuno in relazione ai propri poteri, al fine di assicurare alla giustizia i responsabili dell’ omicidio". 

"Francesco - è scritto in una nota della Fondazione - era un giovane, e come ogni ragazzo della sua età amava divertirsi, essere spensierato, uscire con gli amici. Amava fare quelle cose che ogni ragazzo ha il diritto di fare. Francesco si stava affacciando alla vita, quella vera. Ma lui non ha avuto questo privilegio perchè in una fredda e gelida serata d’inverno, il 5 dicembre 2009, è stato barbaramente ucciso dalla 'ndrangheta a Taurianova. Da quel terribile ed indimenticabile giorno sono passati ormai ben 4 anni e nostro malgrado dopo tutto questo tempo i suoi carnefici non hanno un nome nè un volto e, pertanto, questo orrendo crimine ad oggi non ha avuto Giustizia". 
"Anche in Calabria, come nel resto del nostro Paese, la morte di un ragazzo di appena 18 anni - prosegue l’appello - avrebbe dovuto imporre agli inquirenti ed alle forze dell’ordine un impiego di forze e strumenti necessari per scoprire i colpevoli e dare una risposta ad una famiglia e all’intera comunità. Ciò non è stato fatto ed il caso di questo orrendo crimine rimane insoluto, senza colpevoli. Riteniamo che questa lettera doveva, già, essere pubblicata in passato, ma abbiamo atteso perchè fiduciosi dell’operato della Giustizia. Ma è arrivato il momento di urlare a tutti la nostra rabbia. Non si tratta di un omicidio da far passare nell’ombra, ma di un ragazzo di 18 anni, lontano da ambienti criminali. Di una vita spezzata". 
"Serve individuare gli autori dell’omicidio di Francesco - conclude - affinchè la comunità calabra non debba pensare che ancora una volta la 'ndrangheta ha avuto la meglio su uno Stato che riesce ad essere spietato solo con alcuni mentre con altri è assolutamente impotente".

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