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Appalti al clan Lanzino, coinvolto Trematerra
I nomi degli indagati e le sedi perquisite

Calabria

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CATANZARO - Sono quindici le persone indagate nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti pubblici del Comune di Acri e della Regione Calabria affidati alle ditte vicine alla cosca Lanzino. Oltre all'assessore regionale Michele Trematerra, 50 anni, risultano indagati: Giuseppe Perri, 58 anni, considerato il capo della cosca di Acri legata ai Lanzino; Angelo Gencarelli, 58 anni, ex consigliere comunale, esponente del sodalizio e componente della segreteria politica di Trematerra; Giuseppe Burlato, 37 anni; Giuseppe Tarsitano, 58 anni; Massimo Greco, 32; Angelo Ferraro, 53; Giorgio La Greca, 71; Salvatore Gencarelli, 50; Antonio Gencarelli, 28; Carmine Pedace, 44; Luigino Terranova, 34; Luigi Maiorano, 49, ex sindaco di Acri; Elio Abbruzzese, 52; Franco Caruso, 55 anni.
Nei confronti degli indagati sono state ordinate 23 perquisizioni che interessano abitazioni private, aziende, uffici della Regione. Si tratta di sei imprese: "Fai Srl" con sede ad Acri; Azienda Agricola "Perri Rosa" di Rose; "Fratelli Terranova" di Acri; "Pedace Carmine" di Acri; "La Fungaia di Molinaro Gabriella" di Luzzi; "Inerti Petrini sas" di Luzzi. A questo si aggiungono le abitazioni degli indagati e gli uffici della Regione Calabria, sia come sede dell'assessorato regionale all'Agricoltura, a Catanzaro, sia come sede di Cosenza in uso a Trematerra e Gencarelli. Perquisito anche lo studio legale dell'avvocato Maiorano, ex sindaco di Acri.

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