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Confindustria: «Dal rapporto Bankitalia
emerge un gravissimo disagio sociale»

Calabria

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CATANZARO - I dati negativi che emergono dal rapporto annuale di Bankitalia sull'economia calabrese (LEGGI) offrono un quadro molto preoccupante. Per il direttore della filiale di Bankitalia di Catanzaro, Luisa Zappone, «il Rapporto sull'economia della Calabria è negativo e abbiamo riscontrato una riduzione dell’occupazione, degli investimenti ed un calo generalizzato in tutti i settori. I maggiori riflessi della crisi - ha aggiunto - sono stati sul mercato del lavoro e la Calabria è all’ultimo posto nella graduatoria nazionale per il settore dell’occupazione. Abbiamo cercato di trovare dei settori per cui si possa parlare di ottimismo e ci siamo focalizzati sul settore e sull'industria dell’agroalimentare. Settori su cui investire per un maggiore sviluppo. In questo ambito abbiamo riscontrato un aumento del fatturato ed un aumento dell’esportazione all’estero». All’iniziativa hanno partecipato il vice direttore generale di Bankitalia, Valeria Sannucci, dal responsabile dell’Area Ricerca Economica e Territoriale della Filiale di Catanzaro Giuseppe Albanese, da Giuseppe Speziali, presidente di Confindustria Calabria e Camillo Nola, vice presidente di Granarolo spa. «Quello che risulta dal rapporto - ha sostenuto Speziali - è un gravissimo disagio sociale. Per contrastarlo serve una nuova classe dirigente capace di interpretare i bisogni dei cittadini. Le banche, inoltre, devono tornare a fare le banche sostenendo gli sforzi delle imprese. Infine, la Calabria, ha un forte bisogno di legalità. Se noi non siamo capaci di denunciare i comportamenti illegali non possiamo pensare ad un vero sviluppo». Nola, invece, ha attribuito, nel suo intervento, «gran parte della responsabilità alla classe politica», aggiungendo che sui temi delle emergenze «è necessario un confronto e non uno scontro come invece è avvenuto negli ultimi anni». Sulle imprese Nola ha sottolineato come queste «vengano in Calabria se ci sono le condizioni minime per poter lavorare e oggi non ci sono». A concludere i lavori Valeria Sannucci che ha rimarcato «come uno dei compiti di Banca d’Italia è quello di ascoltare ciò che dicono gli operatori, con una particolare attenzione al tema del Mezzogiorno»

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