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La Calabria sul podio della sprecopoli
per i rimborsi elettorali: che fine fanno?

Calabria

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CATANZARO - Alle Olimpiadi dei rimborsi elettorali nel rapporto spese/rimborsi la medaglia d'oro è andata a Stefano Caldoro. La medaglia d'argento a Giuseppe Scopelliti. La medaglia di bronzo Beppe Grillo. 

Quest'ultimo ha poi rinunciato al rimborso. Di cosa si tratta? Si tratta di un nuovissimo report sfornato dalla Corte dei conti che ha fotografato la situazione dei rimborsi elettorali ai partiti durante le regionali del 2010. 

Una sprecopoli che fa scrivere a Cristiano Gatti de Il Giornale, house organ della famiglia Berlusconi, «Il rapporto col denaro del popolo è talmente sprezzante, strafottente, volgare che i partiti non si accontentano di incassare senza ritegno, ma lo fanno pure in modo sciatto e confusionario». 

In generale: per il rinnovo dei Consigli regionali del marzo 2010 sono stati attribuiti rimborsi pari a 37.797.396 euro nell'anno 2010 e 36.797.396 nell'anno 2011, a fronte di spese documentate per 62.926.376. Si andrà avanti così sino al 2014, fine legislatura. Come avete notato la differenza è di 11.299.527 euro. 

Nello specifico: la performance calabrese riguarda la lista “Scopelliti Presidente” il cui rapporto fra le spese sostenute e le prime rate di rimborsi suona così. Spese documentate: 6.745 euro. Rimborsi ottenuti: 409.572 euro. Percentuale rimborsi su spese: 6.072,1 %. La lista “Scopelliti Presidente” alle elezioni regionali del 2010 ottenne la bellezza di 102.090 voti, pari al 9,92 %. Ma la lista dirimpettaia, quella dell'avversario Agazio Loiero, “Autonomia e diritti”, nonostante la schiacciante vittoria di Scopelliti, prese 71.945 voti pari al 6,99 %. La prima lista ottenne sei consiglieri, e tali sono rimasti a distanza di oltre due anni. La seconda lista ottenne quattro consiglieri ed è rimasto solo Loiero. 

La lista “Scopelliti Presidente” oltre a essere un'idea politica, uno strumento di fidelizzazione, un contenitore collaterale, e un brand da omologare e trasferire in altre competizioni elettorali, com'è stato fatto nelle amministrative del 2011 e del 2012, è anche un business.  

Se è vero quello che racconta nel suo report la Corte dei conti. Che fine ha fatto questa plusvalenza? La domanda andrebbe girata all'assessore Mario Caligiuri che è coordinatore della lista “Scopelliti Presidente” su indicazione dello stesso governatore.  

Gianni Trovati de Il Sole 24 Ore, commentando la relazione della magistratura contabile, ieri osservava: «I tassi di rendimento” più stellari vanno ai partiti più piccoli, per una ragione matematica. Nulla ferma il meccanismo avviato dalle regionali del 2010 che, nonostante qualche sforbiciata ai fondi, si manterrà fedele alle regole generali dei “rimborsi” modello seconda Repubblica, che nel '94 a oggi hanno garantito a partiti e movimenti 2,3 miliardi di rimborsi: il 339 % di quanto spese ufficialmente. In realtà, almeno per le regionali, ci si potrebbe fermare qui, dal momento che le prime due rate delle cinque previste hanno già superato le spese ufficiali complessive». 

 

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