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Scopelliti scrive a Legambiente
«Associate le foci all'intera costa»

Calabria

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CATANZARO - Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti ha scritto  al Presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza chiedendo chiarimenti in merito ai dati diffusi da Goletta Verde. «Anche prescindendo dalle fonti giornalistiche, sul sito di Legambiente, nell’ambito della presentazione del bilancio del tour 2012 sullo stato di salute del mare italiano di Goletta Verde si legge: "Calabria, Liguria e Campania le ultime della classe, con 19, 15 e 14 punti criticì. Come lo scorso anno si conferma al primo posto la Calabria, con 19 punti inquinati (uno ogni 38 km di costa) su un totale di 24 campioni prelevatì"». «A tutela della Regione – ha aggiunto – riservo ogni iniziativa in tutte le sedi opportune, non fosse altro perchè il testo pubblicato associa indebitamente delle analisi effettuate sulle foci di alcuni corsi d’acqua con la generale balneabilità e con l’inquinamento di tutte le coste calabresi, estese per circa 800 chilometri». Scopelliti, è scritto nella nota, in pratica ha chiesto all’associazione di fornire: i criteri adottati per la scelta dei 24 siti in cui sono stati effettuati i campionamenti delle acque e l’ubicazione esatta dei siti; i parametri adottati per determinare il valore numerico dei dati prodotti; il metodo prescelto per determinare la rappresentatività del periodo di indagine (numero del prelievo di campione su giorno/settimana/mese/anno); il sistema analitico applicato in riferimento alle normative vigenti; i dati dei campionamenti ed i rapporti di prova delle analisi effettuate in prossimità dei maggiori centri urbani costieri; i dati dei campionamenti ed i rapporti di prova delle analisi effettuate in prossimità dei maggiori centri turistici; i dati dei campionamenti ed i rapporti di prova delle analisi effettuate in prossimità dei maggiori centri industriali. «L'attuale amministrazione regionale – ha scritto Scopelliti - sta sostenendo sforzi enormi per garantire un mare balneabile e spiagge pulite, al fine di preservare la salute dei cittadini calabresi e dei turisti e consentire la fruibilità dell’incomparabile patrimonio ambientale della Calabria. Ciò è attestato dai dati forniti dall’Arpacal, che esegue le sue analisi sulla base di criteri scientifici e in ossequio ai parametri di legge».

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