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Risorse idriche, il pozzo senza fondo
della gestione economica della Sorical

Calabria

Tempo di lettura: 
4 minuti 51 secondi

 

di GIOVANNI VERDUCI
 REGGIO CALABRIA - La Sorical è un pozzo senza fondo, uno “scolapasta” dentro il quale finiscono milioni di euro delle pubbliche casse che si disperdono in mille rivoli. E quella delle consulenze è una delle voci più pesanti. La società dall’estate scorsa è in liquidazione e lo rimarrà ancora per qualche tempo, ma per la giunta regionale rappresenta un “fallimento completo”, un carrozzone da cambiare e rendere operativo. Nata per migliorare il servizio idrico in Calabria, la Sorical ha fallito la sua missione ed il suo management, per l’assessore Gentile che non dimentica di evidenziare il peso della gestione dell’ente regionale nel periodo 2005/2009, va rimosso. 
Il patrimonio acquedottistico registra una situazione di “preoccupante depauperamento”, nonostante la grossa mole di investimenti girati dalla Regione Calabria, mentre negli ultimi anni è cresciuta in maniera “spropositata” l’incidenza dei costi sostenuti per il personale e per gli apporti professionali esterni. 
Per i costi sostenuti per il personale la Sorical spende 13 milioni di euro. Nell’ultimo biennio, però, sono cresciute le spese per le consulenze. La società, infatti, ha speso circa 39 mila euro per la consulenza software; 221 mila euro per la prestazione di servizi; 890 mila euro per la consulenza legale; 346 mila euro per quella amministrativa (cresciuta di circa 150 mila euro); poco più di 207 mila per la consulenza fiscale. In diminuzione solo il dato relativo alle “altre consulenze” che dai 428 mila euro del 2011 è sceso ai 214 mila del 2012. 
Questi costi non sono sfuggiti all’assessore Gentile che, nella sua relazione, non esita a commentare negativamente questi numeri cresciuti: «proprio allorquando le vicende connesse alla liquidazione societaria avrebbero preteso una massima compressione della spesa per apporti esterni». 
Un proliferare di costi aggiuntivi “senza cura” per il bilancio esangue della Sorical che l’assessore regionale ai Lavori pubblici ha messo in evidenza durante il consiglio regionale di lunedì. In particolare Gentile ha puntato l’indice sulla consulenza legale che la Sorical ha assegnato ad uno studio legale campano. Una voce di spesa dentro la quale finiscono anche i costi per il vitto, l’alloggio ed il trasporto dei legali ed un corrispettivo fisso. Nelle specifico circa 166 mila euro vengono erogati come quota fissa per due avvocati (Cioffi e Prisco); sempre allo studio Cioffi, poi, vengono erogati altri 160 mila euro per attività di consulenza ed assistenza stragiudiziale utile alla adeguata contrattualizzazione dei clienti Sorical e circa 48 mila per i contenziosi; mentre 70 mila euro vengono destinati per le consulenze di diritto penale nei confronti dello studio Chiusano. La Sorical, poi, per cercare di raggiungere il riequilibrio di bilancio ha sborsato 90 mila euro alla Pwg. 
Nel capitolo delle “prestazioni di servizio”, poi, si annidano altri costi a diversi zeri. In questo bacino hanno pescato l’amministratore delegato ed il cda dell’azienda. L’ad, infatti, ha goduto di una voce fissa di 33 mila euro a titolo di assistenza giuridico legale per l’applicazione corretta dei contratti di lavoro. Amministratore delegato e consiglieri di amministrazione della Sorical, poi, hanno avuto a disposizione un’altra postazione fissa di circa 39 mila euro per assistenza “all’avviamento di nuovi interventi in corso di ultimazione” su alcuni impianti di potabilizzazione. Per Gentile questo quadro, infine, restituisce «una condotta aziendale al limite della scelleratezza che, a dissesto conseguito, ha accompagnato la società al declino finanziario».

REGGIO CALABRIA - La Sorical è un pozzo senza fondo, uno “scolapasta” dentro il quale finiscono milioni di euro delle pubbliche casse che si disperdono in mille rivoli. E quella delle consulenze è una delle voci più pesanti. La società dall’estate scorsa è in liquidazione e lo rimarrà ancora per qualche tempo, ma per la giunta regionale rappresenta un “fallimento completo”, un carrozzone da cambiare e rendere operativo. Nata per migliorare il servizio idrico in Calabria, la Sorical ha fallito la sua missione ed il suo management, per l’assessore Gentile che non dimentica di evidenziare il peso della gestione dell’ente regionale nel periodo 2005/2009, va rimosso. Il patrimonio acquedottistico registra una situazione di “preoccupante depauperamento”, nonostante la grossa mole di investimenti girati dalla Regione Calabria, mentre negli ultimi anni è cresciuta in maniera “spropositata” l’incidenza dei costi sostenuti per il personale e per gli apporti professionali esterni. Per i costi sostenuti per il personale la Sorical spende 13 milioni di euro. Nell’ultimo biennio, però, sono cresciute le spese per le consulenze. La società, infatti, ha speso circa 39 mila euro per la consulenza software; 221 mila euro per la prestazione di servizi; 890 mila euro per la consulenza legale; 346 mila euro per quella amministrativa (cresciuta di circa 150 mila euro); poco più di 207 mila per la consulenza fiscale. In diminuzione solo il dato relativo alle “altre consulenze” che dai 428 mila euro del 2011 è sceso ai 214 mila del 2012. Questi costi non sono sfuggiti all’assessore Gentile che, nella sua relazione, non esita a commentare negativamente questi numeri cresciuti: «proprio allorquando le vicende connesse alla liquidazione societaria avrebbero preteso una massima compressione della spesa per apporti esterni». Un proliferare di costi aggiuntivi “senza cura” per il bilancio esangue della Sorical che l’assessore regionale ai Lavori pubblici ha messo in evidenza durante il consiglio regionale di lunedì e che rappresentano «una condotta aziendale al limite della scelleratezza che, a dissesto conseguito, ha accompagnato la società al declino finanziario».

 

IL SERVIZIO COMPLETO A FIRMA DI GIOVANNI VERDUCI SULL'EDIZIONE CARTACEA DE IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA

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