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Bersani vince da pronostico
Renzi sconfitto ma resta leader

Basilicata

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Le Primarie 2012 
Non c’è stata sfida al ballottaggio per la scelta del candidato premier del centrosinistra alle prossime politiche
Bersani vince  da pronostico
Prova “muscolare” del segretario nazionale del Pd che in Basilicata supera il 71 per cento contro il 28 di Renzi  
di SALVATORE SANTORO
POTENZA - La Basilicata si riconferma bersaniana con il 71,67 per cento definitivo. La seconda regione per sostegno al segretario nazionale. Immediato il commento di Speranza di tenore nazionale: «Straordinario Bersani, bravo Matteo Renzi». 
Questo in Basilicata a risultato chiuso. Prima è stata un’ottima giornata al ballottaggio per Bersani che ha vinto senza troppi patemi. Sarà lui quindi il candidato della coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento. 
L’esito non è mai stato in dubbio durante la fase del conteggio dei voti ieri tanto che lo sconfitto, Matteo Renzi già pochi minuti dopo la chiusura dei seggi rendeva l’onore delle armi dichiarando: «Era giusto provarci. Grazie a tutti». 
Del resto già dall’inizio si è capito che non ci sarebbe stata storia con Bersani che viaggiava con oltre il 60 per cento dei consensi. Ancora meno incertezza in Basilicata dove il segretario del Pd partiva già dal dato rassicurante di più votato d’Italia. Non sorprende quindi il dato finale: hanno votato 38 mila e 173 lucani al ballottaggio. 27.173 sono stati i voti raccolti da Pierluigi Bersani che ha raggiunto il 71,67 per cento. Per Renzi invece, hanno votato in 10 mila e 765 con una percentuale finale del 28,33 per cento. Il dato finale consegna alla Basilicata “solo” il secondo posto nella classifica delle regioni bersaniane essendo stata superata al fotofinish dalla Calabria.
Non c’è stato il miracolo di Renzi quindi. Il sindaco di Latronico, Fausto De Maria, renziano doc ha subito commentato a caldo: «Dai primi dati rivince Renzi nei comuni lucani dove aveva vinto al primo turno e la sua percentuale in basilicata dovrebbe crescere rispetto a domenica scorsa». Poi dopo poche ore ritorna a commentare e si allinea alla comunicazione di Renzi che ha accettato la sconfitta con molta sportività. Così quindi De Maria alle 22 di ieri che vede il “bicchiere mezzo pieno”: «Sembrerebbe che in Basilicata siamo quasi al 30 per cento. Da delegato regionale del comitato di Matteo Renzi sono fiero e orgoglioso di tutti i lucani che ci hanno sostenuto in una sfida difficilissima contro una quasi intera classe dirigente del centrosinistra. Adesso ci tocca non fermarci ed andare avanti per vincere domani». Ad ogni modo a Latronico Renzi ha vinto di nuovo su Bersani 267 a 228. Ma con la curiosità. A Latronico centro non è Renzi il primo ma Bersani. Il sindaco di Firenze recupera con i voto della frazione Agromonte.  
Per quello che riguarda l’affluenza generale, ai seggi cè andata meno gente. E non è certo un dato che fa sobbalzare dalla sedie. Era abbastanza scontato infatti, che per il ballottaggio sarebbero andati a votare in un numero inferiore. 
Il tema di giornata al netto della vittoria piuttosto schiacciante di Bersani è quella della prossima scelta dei candidati parlamentari. La questione  è sempre stato calda. Ma veniva rinviato a dopo il risultato delle Primarie per la scelta del candidato premier del centrosinistra. Ma a urne ancora “fumanti” il presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza da Twitter ha subito rilanciato il tema facendo i complimenti al deputato del Pd, Salvatore Margiotta che intervistato dal Tg3 ieri si era detto favorevole alle Primarie del centrosinistra per la scelta dei candidati. 
Questo ovviamente riguarda da vicino la possibilità che il governo Monti riesca a modificare il Porcellum che di fatto limita la possibilità degli elettori di scegliere direttamente il proprio rappresentate da “mandare” al Parlamento. Di fatto però in Basilicata già dalle prossime ore inizierà il dibattito sulla scelta dei prossimi Parlamentari con tanti big alla finestra per pochi posti a disposizione. 
Ovviamente immancabile la giostra dei commenti a caldo. Il segretario provinciale del Pd di Potenza, Antonello Molinari, prima ha ringraziato i volontari «che hanno permesso questa meravigliosa prova di democrazia» e poi si è detto soddisfatto per i dati: «La Basilicata si riconferma anche al ballottaggio come regione dai numeri importanti. Sia per il sostegno a Bersani che ha superato il 70 per cento e sia per la partecipazione. Nonostante infatti, un calo fisiologico di partecipazione al secondo turno, in Basilicata si sono recati alle urne circa l’85 per cento di cittadini che già avevano votato una settimana fa». 
A seguire le parole del segretario regionale del Psi di Basilicata e sindaco di melfi, Livio valvano: «Gli elettori del centro sinistra scelgono l'affidabilità di Bersani, il candidato su cui i socialisti italiani avevano puntato sin da subito. Il Psi di Basilicata esprime grande soddisfazione per aver contribuito al risultato finale, con compattezza e ferma convinzione. Adesso inizia la partita vera che finalmente riporterà i riformisti alla guida del Paese».
Telegrafico, l’assessore regionale Marcello Pittella che ha commentato su Twitter: «Che dire? I risultati parlano da soli... da domani tutti insieme per rendere sempre più forte l'area progressista!». 
Alcuni risultati significativi. A Potenza città ieri hanno votato 4 mila e 29 cittadini.  2.733 con il 68,1 per cento è stato il risultato di Bersani contro i 1.280 voti di Renzi che si è fermato al 31,9 per cento. In pratica quasi mille potentini in meno hanno votato ieri con Bersani che grazie ai circa 250 voto in più rispetto al primo turno sale dal 50 per cento al 68. Un centinaio di voti in più anche per Renzi che dal 22,8 per cento sale al 32. A Matera città invece hanno votato in 3.836 con Bersani che ha raccolto il 65 per cento (2,456 voti) e Renzi che si è “fermato” al 35 per cento (1.325 voti). 
Vittoria schiacciante per Bersani nel feudo del presidente del consiglio regionale, Vincenzo Folino. A Pietrapertosa infatti, il segretario nazionale del Pd ha raggiunto i 189 voti contro i soli 13 di Matteo Renzi. In pratica nel Comune delle Dolomiti lucane Bersani al secondo turno ha aumentato il proprio “bottino” di voti di oltre 50 preferenze mentre Renzi conferma i suoi 13 voti. 
Molinari esalta l’affluenza: «Rispetto al primo turno ha  votato l’85 %»  
Nel Comune di Folino, Pietrapertosa Bersani quasi al 90 % circa 
Anche nelle città di Potenza e Matera cresce il segretario 

POTENZA - La Basilicata si riconferma bersaniana con il 71,67 per cento definitivo. La seconda regione per sostegno al segretario nazionale. Immediato il commento di Speranza di tenore nazionale: «Straordinario Bersani, bravo Matteo Renzi». Questo in Basilicata a risultato chiuso. Prima è stata un’ottima giornata al ballottaggio per Bersani che ha vinto senza troppi patemi. Sarà lui quindi il candidato della coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento. L’esito non è mai stato in dubbio durante la fase del conteggio dei voti ieri tanto che lo sconfitto, Matteo Renzi già pochi minuti dopo la chiusura dei seggi rendeva l’onore delle armi dichiarando: «Era giusto provarci. Grazie a tutti». Del resto già dall’inizio si è capito che non ci sarebbe stata storia con Bersani che viaggiava con oltre il 60 per cento dei consensi. Ancora meno incertezza in Basilicata dove il segretario del Pd partiva già dal dato rassicurante di più votato d’Italia. Non sorprende quindi il dato finale: hanno votato 38 mila e 173 lucani al ballottaggio. 27.173 sono stati i voti raccolti da Pierluigi Bersani che ha raggiunto il 71,67 per cento. Per Renzi invece, hanno votato in 10 mila e 765 con una percentuale finale del 28,33 per cento. Il dato finale consegna alla Basilicata “solo” il secondo posto nella classifica delle regioni bersaniane essendo stata superata al fotofinish dalla Calabria.Non c’è stato il miracolo di Renzi quindi. Il sindaco di Latronico, Fausto De Maria, renziano doc ha subito commentato a caldo: «Dai primi dati rivince Renzi nei comuni lucani dove aveva vinto al primo turno e la sua percentuale in basilicata dovrebbe crescere rispetto a domenica scorsa». Poi dopo poche ore ritorna a commentare e si allinea alla comunicazione di Renzi che ha accettato la sconfitta con molta sportività. Così quindi De Maria alle 22 di ieri che vede il “bicchiere mezzo pieno”: «Sembrerebbe che in Basilicata siamo quasi al 30 per cento. Da delegato regionale del comitato di Matteo Renzi sono fiero e orgoglioso di tutti i lucani che ci hanno sostenuto in una sfida difficilissima contro una quasi intera classe dirigente del centrosinistra. Adesso ci tocca non fermarci ed andare avanti per vincere domani». Ad ogni modo a Latronico Renzi ha vinto di nuovo su Bersani 267 a 228. Ma con la curiosità. A Latronico centro non è Renzi il primo ma Bersani. Il sindaco di Firenze recupera con i voto della frazione Agromonte.  Per quello che riguarda l’affluenza generale, ai seggi cè andata meno gente. E non è certo un dato che fa sobbalzare dalla sedie. Era abbastanza scontato infatti, che per il ballottaggio sarebbero andati a votare in un numero inferiore. Il tema di giornata al netto della vittoria piuttosto schiacciante di Bersani è quella della prossima scelta dei candidati parlamentari. La questione  è sempre stato calda. Ma veniva rinviato a dopo il risultato delle Primarie per la scelta del candidato premier del centrosinistra. Ma a urne ancora “fumanti” il presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza da Twitter ha subito rilanciato il tema facendo i complimenti al deputato del Pd, Salvatore Margiotta che intervistato dal Tg3 ieri si era detto favorevole alle Primarie del centrosinistra per la scelta dei candidati. Questo ovviamente riguarda da vicino la possibilità che il governo Monti riesca a modificare il Porcellum che di fatto limita la possibilità degli elettori di scegliere direttamente il proprio rappresentate da “mandare” al Parlamento. Di fatto però in Basilicata già dalle prossime ore inizierà il dibattito sulla scelta dei prossimi Parlamentari con tanti big alla finestra per pochi posti a disposizione. Ovviamente immancabile la giostra dei commenti a caldo. Il segretario provinciale del Pd di Potenza, Antonello Molinari, prima ha ringraziato i volontari «che hanno permesso questa meravigliosa prova di democrazia» e poi si è detto soddisfatto per i dati: «La Basilicata si riconferma anche al ballottaggio come regione dai numeri importanti. Sia per il sostegno a Bersani che ha superato il 70 per cento e sia per la partecipazione. Nonostante infatti, un calo fisiologico di partecipazione al secondo turno, in Basilicata si sono recati alle urne circa l’85 per cento di cittadini che già avevano votato una settimana fa». A seguire le parole del segretario regionale del Psi di Basilicata e sindaco di melfi, Livio valvano: «Gli elettori del centro sinistra scelgono l'affidabilità di Bersani, il candidato su cui i socialisti italiani avevano puntato sin da subito. Il Psi di Basilicata esprime grande soddisfazione per aver contribuito al risultato finale, con compattezza e ferma convinzione. Adesso inizia la partita vera che finalmente riporterà i riformisti alla guida del Paese».Telegrafico, l’assessore regionale Marcello Pittella che ha commentato su Twitter: «Che dire? I risultati parlano da soli... da domani tutti insieme per rendere sempre più forte l'area progressista!». Alcuni risultati significativi. A Potenza città ieri hanno votato 4 mila e 29 cittadini.  2.733 con il 68,1 per cento è stato il risultato di Bersani contro i 1.280 voti di Renzi che si è fermato al 31,9 per cento. In pratica quasi mille potentini in meno hanno votato ieri con Bersani che grazie ai circa 250 voto in più rispetto al primo turno sale dal 50 per cento al 68. Un centinaio di voti in più anche per Renzi che dal 22,8 per cento sale al 32. A Matera città invece hanno votato in 3.836 con Bersani che ha raccolto il 65 per cento (2,456 voti) e Renzi che si è “fermato” al 35 per cento (1.325 voti). Vittoria schiacciante per Bersani nel feudo del presidente del consiglio regionale, Vincenzo Folino. A Pietrapertosa infatti, il segretario nazionale del Pd ha raggiunto i 189 voti contro i soli 13 di Matteo Renzi. In pratica nel Comune delle Dolomiti lucane Bersani al secondo turno ha aumentato il proprio “bottino” di voti di oltre 50 preferenze mentre Renzi conferma i suoi 13 voti.

 

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