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Sel trova i registri ma parte l'affondo al Pd
«Sistema antidemocratico». E Iovene si ritira

Calabria

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CATANZARO - Elenchi degli iscritti trovati. Le primarie di sabato si annunciano particolarmente travagliate e l’allarme arriva da Sel, che venerdì mattina per un paio d’ore ha considerato anche la possibilità di non celebrare le primarie in Calabria. «Tutta colpa del Pd», hanno spiegato i dirigenti del partito ai giornalisti, convocati in realtà per la presentazione delle candidature. La discussione, invece, ha preso ben altra piega: da un lato il rischio di dover far saltare il voto, dall’altro la rivendicazione – destinata ai vertici nazionali del partito – di candidature «territoriali». Alla fine, in serata, la notizia che Sel è riuscita a fotocopiare i registri necessari, quindi procederà regolarmente con le primarie.

Era stato il segretario organizzativo regionale Giuseppe Mazzuca ad aprire le critiche nel pomeriggio: «Al momento mancano gli elenchi dei votanti alle primarie del 25 novembre di 42 paesi. Si tratta in tutto di almeno 12 – 13 mila aventi diritto al voto che noi non conosciamo. Abbiamo difficoltà ad avere i registri mancanti e se anche dovessero essere disponibili nel pomeriggio dovremo capire come fare a fotocopiarli tutti e trasmetterli ai seggi aperti in tutta la provincia». Aiello rincara la dose e annuncia che nel frattempo i ritiri dalla competizione arrivano anche in casa Sel. Dopo la rinuncia di Marini e Console nel Pd, una defezione arriva anche tra i vendoliani ed è quella di Nuccio Novene. «Queste primarie rischiano di non essere un sistema democratico. Ha ragione Cesare Marini se dice che non ci sono le condizioni per farle. Stiamo rincorrendo il Pd, ho provato a parlare più volte con D’Attorre il quale, beato lui, è in campagna elettorale e non risponde. Da giorni sappiamo che mancano questi registri – dice Aiello – ed è per questo che abbiamo chiesto il rinvio. Perché, si badi bene, è un problema nazionale non solo calabrese». Aiello lo precisa perché dice di aver capito già dove si voglia andare a parare. «Quando alla fine non ci troveremo con i numeri dei votanti ci diranno che abbiamo fatto pasticci e che le liste a quel punto le decide Roma. E io non ci sto – continua – Noi rivendichiamo autonomia e territorialità nelle candidature. Sono oltre vent’anni che eleggo parlamentari che non sono calabresi con il mio voto».
Al Senato quindi Sel chiede, nella testa di lista, «figure autorevoli» perché la battaglia sarà su base regionali e c’è da confrontarsi con lo «scopellitismo». Al primo o al secondo posto Sel ha chiesto quindi la candidatura, in quota nazionale, di Enzo Paolini. Alla Camera invece «si dovranno seguire le indicazioni delle primarie» e se non sarà così Aiello assicura che si farà battaglia. Dal Pd nel frattempo arriva la risposta che i registri ci sono ma che sono già a disposizione nei seggi del Partito democratico. Insomma, i dirigenti di Sel dovrebbero visitarne nel pomeriggio almeno 42, fotocopiare i registri e consegnarli ai propri presidenti di seggio. Un’impresa che al momento appare ardua.

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