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Primarie Pd, urne aperte per scegliere i candidati
In Calabria l'accusa di consultazioni «farsa»

Calabria

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Seggi aperti in Calabria oggi dalle ore 8 alle 21 per le primarie dei parlamentari del Partito democratico. La Calabria va al voto (tra le polemiche) insieme ad altre 8 Regioni, Abruzzo, Alto Adige, Campania, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte e Umbria, mentre domani si voterà nella rimanenti. Da Roma fanno sapere che saranno allestiti oltre 6000 seggi grazie al lavoro di più di 50 mila volontari. In Calabria, con non poche difficoltà, sono stati allestiti quasi lo stesso numero di seggi delle primarie del 25 novembre. Al momento deo voto sarà richiesto  una sottoscrizione di almeno due euro per sostenere le spese della campagna elettorale. Potranno votare tutti gli iscritti al Pd del 2011 che abbiano rinnovato la tessera entro il giorno del voto e coloro che hanno votato alle primarie per il candidato premier del centrosinistra dello scorso 25 novembre e che sottoscrivano l’appello come elettori del Pd.
Si potranno esprimere due preferenze, una a favore di una donna e l’altra a favore di un uomo. Qualora le due preferenze fossero a favore di candidati dello stesso sesso, la seconda nell’ordine sarà considerata nulla. Saranno considerate invece valide, conseguentemente, le schede con una sola preferenza.  L’affluenza e i risultati dello spoglio – e cioè il numero dei votanti e le graduatorie dei consensi – saranno trasmessi dalle direzioni provinciali una volta espletate tutte le formalità e i conteggi al sito www.primarieparlamentaripd.it
In Calabria si va al voto in un clima di tensione, negli ultimi giorni sono stati diversi gli appelli del commissario regionale ad evitare polemiche sui giornali, appelli spessi caduti nel vuoto. Su internet oltre agli appelli al voto sono diverse le critiche, qualche candidato costretto a rinunciare ha rilanciato il video di Cettolaqualunque, il personaggio di Antonio Albanse, nel momento in cui decide di candidarsi a sindaco di un comune della Calabria. Un modo ironico per manifestare il dissenso verso l’operato del commissario  D’Attorre che nelle ultime ore si è trovato a dover risolvere la grana dell’anagrafe degli scritti. 
Nei giorni scorsi molti candidati avevano chiesto al partito regionale di avere l’elenco dei militanti e degli elettori che avevano votato il 25 novembre (si parla di oltre 100 mila persone) ma si sono visti rispondere che non erano disponibili. Ciò ha creato ulteriori polemiche perché molte registrazioni erano on line e altre in mano si segretari di circolo e provinciali. Una gestione approssimativa e in violazione dello statuto che, invece, prevede che gli elenchi dovevano essere pubblici. Questa potrebbe essere il motivo di clamorose rinunce alla candidatura come per esempio del parlamentare uscente Cesare Marini che ha parlato di «primarie farsa» e di risultato già scritto a tavolino. 

SEGGI aperti in Calabria oggi dalle ore 8 alle 21 per le primarie dei parlamentari del Partito democratico. La Calabria va al voto (tra le polemiche) insieme ad altre 8 Regioni, Abruzzo, Alto Adige, Campania, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte e Umbria, mentre domani si voterà nella rimanenti. Da Roma fanno sapere che saranno allestiti oltre 6000 seggi grazie al lavoro di più di 50 mila volontari. In Calabria, con non poche difficoltà, sono stati allestiti quasi lo stesso numero di seggi delle primarie del 25 novembre. 

AFFLUENZA ALLE 13 - Dal rilevamento dell’affluenza alle ore 13 alle primarie Pd per i parlamentari, che si stanno svogendo in Calabria,  il dato risulta essere di circa 5.000 partecipanti in provincia di Reggio Calabria, 8.700 in provincia di Cosenza, 3.100 in provincia di Vibo Valentia, 3.600 in provincia di Catanzaro e 2600 in provincia di Crotone. Lo rileva il coordinamento del partito, affermando che se questa tendenza sarà confermata, è presumibile che a fine giornata il dato di partecipazione possa sfondare il tetto del 50% dei partecipanti al primo turno delle primarie per la premiership del 25 novembre 2012: «Sulla base degli attuali dati - riferisce una nota - è presumibile che, a fine giornata, oltre 50.000 cittadini calabresi avranno preso parte parte alla selezione democratica candidature del PD calabrese al Parlamento nazionale».

 

LE REGOLE PER VOTARE - Al momento del voto viene richiesta una sottoscrizione di almeno due euro per sostenere le spese della campagna elettorale. Potranno votare tutti gli iscritti al Pd del 2011 che abbiano rinnovato la tessera entro il giorno del voto e coloro che hanno votato alle primarie per il candidato premier del centrosinistra dello scorso 25 novembre e che sottoscrivano l’appello come elettori del Pd.Si potranno esprimere due preferenze, una a favore di una donna e l’altra a favore di un uomo. Qualora le due preferenze fossero a favore di candidati dello stesso sesso, la seconda nell’ordine sarà considerata nulla. Saranno considerate invece valide, conseguentemente, le schede con una sola preferenza.  L’affluenza e i risultati dello spoglio – e cioè il numero dei votanti e le graduatorie dei consensi – saranno trasmessi dalle direzioni provinciali una volta espletate tutte le formalità e i conteggi. Sul sito del Quotidiano la situazione sarà aggiornata in tempo reale

TENSIONE IN CALABRIA - In Calabria si va al voto in un clima di tensione, negli ultimi giorni sono stati diversi gli appelli del commissario regionale ad evitare polemiche sui giornali, appelli spessi caduti nel vuoto. Su internet oltre agli appelli al voto sono diverse le critiche, qualche candidato costretto a rinunciare ha rilanciato il video di Cettolaqualunque, il personaggio di Antonio Albanse, nel momento in cui decide di candidarsi a sindaco di un comune della Calabria. Un modo ironico per manifestare il dissenso verso l’operato del commissario  D’Attorre che nelle ultime ore si è trovato a dover risolvere la grana dell’anagrafe degli scritti. Nei giorni scorsi molti candidati avevano chiesto al partito regionale di avere l’elenco dei militanti e degli elettori che avevano votato il 25 novembre (si parla di oltre 100 mila persone) ma si sono visti rispondere che non erano disponibili. Ciò ha creato ulteriori polemiche perché molte registrazioni erano on line e altre in mano si segretari di circolo e provinciali. Una gestione approssimativa e in violazione dello statuto che, invece, prevede che gli elenchi dovevano essere pubblici. Questa potrebbe essere il motivo di clamorose rinunce alla candidatura come per esempio del parlamentare uscente Cesare Marini che ha parlato di «primarie farsa» e di risultato già scritto a tavolino. 

 

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