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Consiglio regionale, toni accesi nel Pdl
Caputo vs Nicolò: «Non mi ha fatto parlare»

Calabria

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REGGIO CALABRIA – «I lavori del consiglio regionale dovrebbero essere improntati a maggiore ordine e rispetto delle procedure. Non è tollerabile che, così come accaduto nella seduta odierna, venga interrotto bruscamente il dibattito in corso sull'emergenza rifiuti e venga quindi arbitrariamente dichiarata chiusa la seduta senza alcuna motivazione da parte del vice presidente Nicolò». Lo ha sostenuto, in una nota, il consigliere del Pdl Giuseppe Caputo.  

«Non vi è stata – ha aggiunto – nessuna correttezza nella decisione comunicata dal vicepresidente Nicolò e che mi ha di fatto impedito di intervenire in aula, così come avevo preventivamente chiesto. Ciò che è ancora più incomprensibile è che, dopo le relazioni dell’assessore all’ambiente Pugliano e del presidente della quarta commissione ambiente Gallo, il vicepresidente Nicolò abbia comunque fatto intervenire il collega Scalzo del Pd, precludendo questa possibilità al sottoscritto. Non possono essere gestiti in tale maniera i lavori consiliari, nel caos, nella confusione e nelle babele alla quale si è assistito oggi. Non è questa la fotografia degna e dignitosa di quella che è la massima istituzione calabrese. La conduzione odierna del consiglio regionale non ha nulla da invidiare alla conduzione di una qualsiasi assemblea condominiale. Tanto premesso e che non mancherò di stigmatizzare al prossimo Consiglio regionale, entrando nel merito della questione sulla quale avrei voluto e dovuto intervenire, va ribadito, al di là delle analisi e della individuazione delle responsabilità degli ultimi 16 anni, che i calabresi oggi hanno il diritto di sapere quali sono le scelte che intendiamo assumere nella fase post commissariale».  

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