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Rosy Bindi apre la campagna elettorale del Pd
«La mia candidatura? Opportunità per la Calabria»

Calabria

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COSENZA – «Il presidente di un partito non è legata ad un luogo specifico, ma è segno della presenza del partito stesso in un luogo. Così è stato per me in Calabria». Lo ha detto Rosy Bindi, capolista del Pd alla Camera in Calabria, conversando con i giornalisti a margine della manifestazione d’apertura della campagna elettorale a Cosenza.   «Io spero che la mia partecipazione alle primarie e la mia candidatura vengano – ha aggiunto – colte come un’opportunità per la Calabria».   

Rosy Bindi ha poi affrontato i temi della campagna elettorale parlando della «fase difficile che ha attraversato il Paese. Ora bisogna superare la crisi e per far questo necessita una maggiore equità fiscale. Noi puntiamo ad alleggerire la pressione fiscale per dare respiro alle famiglie e alle imprese. Il nuovo governo dovrà essere amico del Sud per essere amico dell’Italia. Occorre affrontare una volta per tutte la questione meridionale, partendo da infrastrutture, sanità e lavoro per i giovani. È necessario puntare sulle potenzialità. La Calabria deve entrare in Europa, ma anche l’Europa deve guardare alla Calabria».   

All’iniziativa ha partecipato anche il capolista al Senato Marco Minniti il quale ha puntato l’attenzione sulla Calabria definendola una «regione impegnativa, ma noi abbiamo il dovere di puntare sulla Calabria. Qui il governo regionale ha fallito, ma ora ci sono le condizioni per cambiare rotta». Minniti ha, poi, parlato delle primarie che, ha detto, «hanno avuto un grande effetto politico, coinvolgendo la gente e il territorio. Abbiamo raggiunto un grande risultato: battendo l’antipolitica. Bersani ha fatto un grande lavoro e con lui tutto il partito. Ora partiamo con il piede giusto. C'è bisogno di una convergenza di intenti sia a livello locale che nazionale e noi lo faremo. Bisogna dare merito ad Alfredo D’Attorre di aver ricompattato il partito. Un anno fa non era così, c'erano questioni politiche all’interno del partito, ma anche questioni personali che non garantivano l’unità e la gente non capiva che cosa stesse succedendo al Pd. Questa fase – ha concluso Minniti - finalmente, l’abbiamo superata e si può partire con il piede giusto. Chi ben comincia è a metà dell’opera».

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