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Continua il viaggio tra comitati elettorali
I cittadini partecipano ma sui social network

Basilicata

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6 minuti 31 secondi

 

Si partecipama sui social
Le sedi ormai sono un punto di riferimento solo per gli anziani. La preoccupazione? Le tasse
di ANNA MARTINO
POTENZA - Giovani che non credono nel futuro, genitori dilaniati dalle tasse. È la gente comune quella che entra nei comitati elettorali. A chiedere informazioni sui programmi e soprattutto a sfogarsi. 
Almeno è quanto racconta un gruppo di attivisti al comitato del Movimento cinque stelle in viale Dante, a Potenza. Se i comitati sono l’unico strumento visibile di contatto diretto con l’elettorato locale - meno tangibile è quello dei socialnetwork, che non raggiunge tutti i tipi di elettori - secondo il M5S il livello di partecipazione è buono. Orario di punta le 19, quando sono soprattutto i più anziani a cominciare a elencare le cose che non vanno. Clientelismo e tasse. Questi i punti dolenti, emblemi di una politica «delle solite facce». E qui entrerebbero in gioco i grillini. Facce nuove, nuovi punti di vista. A partire dalla legge elettorale. Loro – dicono – hanno dimostrato che una seconda strada c’è ed è quella dell’elezione on line, attraverso la quale ognuno ha potuto «democraticamente» decidere chi candidare alle politiche del 24 febbraio. 
I partiti, al contrario, offrono una lista preconfezionata alla quale l’elettore non può sottrarsi. Ecco, dunque, che i comitati elettorali non bastano più. Occorre penetrare tra la gente, mischiarsi con essa se necessario. Il Movimento5 stelle, per esempio, mercoledì alle 21 presso il Tabarìn, incontrerà i commercianti. 
Fratelli d’Italia, invece, la mattina del 14 febbraio sarà davanti al Tribunale di Potenza per partecipare all’iniziativa nazionale contro il femminicidio. Al Comitato di Antonio Coiro, candidato al Senato per Fratelli d’Italia, si prospetta una situazione simile a quella descritta dal Movimento cinque stelle. Il livello di partecipazione è ormai elevatissimo su Facebook – 30.770 contatti nell’ultima settimana – meno nei comitati. La gente che si avvicina, tuttavia «è disincantata – afferma Carlo Cosentino, candidato al senato – stanca della politica, dei politici e dei partiti. Delle promesse fatte e non mantenute, delle tasse». In questo contesto la legge elettorale «è un deterrente alla partecipazione attiva dei cittadini – continua – La mancata riforma ha fatto sì che noi costituissimo tre liste nel minor tempo possibile coinvolgendo quanta più gente potevamo, in tutta la Basilicata. Abbiamo avuto tre giorni di confronto non stop. Quel confronto che più volte abbiamo chiesto al Pdl e che mai abbiamo ottenuto e chi ci ha portato a  costituire questo nuovo partito». 
Non c’è un identikit dell’elettorato di Fratelli d’Italia. «Noi – continua Cosentino –c i rivogliamo a tutti i profili: professionisti, imprenditori, agricoltori. Anzi, noi diciamo con forza che la Basilicata è rurale. Bisogna rivitalizzare questo settore primario, abbandonato anche a causa di un dipartimento regionale fino a questo momento mostratosi incompetente». Il radicamento al territorio secondo Cosentino è un presupposto indispensabile. In proposito chiama in causa «il grande partito di maggioranza, che si è piegato alle logiche oligarchiche romane, candidando come capolista al senato la Fattorini, un’emiliana che vive a Roma e che nulla ha a che fare con la Lucania, lamentando le difficoltà incontrate per raggiungerci per poi parlarci di cultura e cristianità. Come fa  una donna a parlare di cultura in riferimento a un territorio che non le appartiene? Chiediamo alla Fattorini un confronto su strade, trasporti, imprese, banda larga, ambiente». Una stangata, infine, anche ai grillini. «Di nuovo, nelle loro liste, non c’è nulla – dice Giuseppe Giuzio, candidato alla camera – sono i soliti limitanti di centro sinistra o estrema sinistra». 
Continua il viaggio tra i Comitati elettorali: oggi il Movimento Cinque stelle e Fratelli d’Italia. I cittadini chiedono ai candidati di tasse e futuro, ma molto spesso si sfogano per i tanti problemi da affrontare

 

POTENZA - Giovani che non credono nel futuro, genitori dilaniati dalle tasse. È la gente comune quella che entra nei comitati elettorali. A chiedere informazioni sui programmi e soprattutto a sfogarsi. Almeno è quanto racconta un gruppo di attivisti al comitato del Movimento cinque stelle in viale Dante, a Potenza. Se i comitati sono l’unico strumento visibile di contatto diretto con l’elettorato locale - meno tangibile è quello dei socialnetwork, che non raggiunge tutti i tipi di elettori - secondo il M5S il livello di partecipazione è buono. 

Orario di punta le 19, quando sono soprattutto i più anziani a cominciare a elencare le cose che non vanno. Clientelismo e tasse. Questi i punti dolenti, emblemi di una politica «delle solite facce». E qui entrerebbero in gioco i grillini. Facce nuove, nuovi punti di vista. A partire dalla legge elettorale. Loro – dicono – hanno dimostrato che una seconda strada c’è ed è quella dell’elezione on line, attraverso la quale ognuno ha potuto «democraticamente» decidere chi candidare alle politiche del 24 febbraio. I partiti, al contrario, offrono una lista preconfezionata alla quale l’elettore non può sottrarsi.

 Ecco, dunque, che i comitati elettorali non bastano più. Occorre penetrare tra la gente, mischiarsi con essa se necessario. Il Movimento 5 stelle, per esempio, mercoledì alle 21 presso il Tabarìn, incontrerà i commercianti. Fratelli d’Italia, invece, la mattina del 14 febbraio sarà davanti al Tribunale di Potenza per partecipare all’iniziativa nazionale contro il femminicidio. Al Comitato di Antonio Coiro, candidato al Senato per Fratelli d’Italia, si prospetta una situazione simile a quella descritta dal Movimento cinque stelle. Il livello di partecipazione è ormai elevatissimo su Facebook – 30.770 contatti nell’ultima settimana – meno nei comitati. 

La gente che si avvicina, tuttavia «è disincantata – afferma Carlo Cosentino, candidato al senato – stanca della politica, dei politici e dei partiti. Delle promesse fatte e non mantenute, delle tasse». In questo contesto la legge elettorale «è un deterrente alla partecipazione attiva dei cittadini – continua – La mancata riforma ha fatto sì che noi costituissimo tre liste nel minor tempo possibile coinvolgendo quanta più gente potevamo, in tutta la Basilicata. Abbiamo avuto tre giorni di confronto non stop. Quel confronto che più volte abbiamo chiesto al Pdl e che mai abbiamo ottenuto e chi ci ha portato a  costituire questo nuovo partito». Non c’è un identikit dell’elettorato di Fratelli d’Italia. «Noi – continua Cosentino – ci rivogliamo a tutti i profili: professionisti, imprenditori, agricoltori. Anzi, noi diciamo con forza che la Basilicata è rurale. Bisogna rivitalizzare questo settore primario, abbandonato anche a causa di un dipartimento regionale fino a questo momento mostratosi incompetente». Il radicamento al territorio secondo Cosentino è un presupposto indispensabile. In proposito chiama in causa «il grande partito di maggioranza, che si è piegato alle logiche oligarchiche romane, candidando come capolista al senato la Fattorini, un’emiliana che vive a Roma e che nulla ha a che fare con la Lucania, lamentando le difficoltà incontrate per raggiungerci per poi parlarci di cultura e cristianità.

 Come fa  una donna a parlare di cultura in riferimento a un territorio che non le appartiene? Chiediamo alla Fattorini un confronto su strade, trasporti, imprese, banda larga, ambiente». Una stangata, infine, anche ai grillini. «Di nuovo, nelle loro liste, non c’è nulla – dice Giuseppe Giuzio, candidato alla camera – sono i soliti limitanti di centro sinistra o estrema sinistra». 

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