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Regione, si rimescolano di nuove le carte Prende corpo l'ipotesi di un nuovo esecutivo

Basilicata

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Si rimescolano di nuove le carte
Ultima "suggestione" per la nuova giunta con De Filippo
che prima dovrebbe chiedere il voto sui  programmi
di SALVATORE SANTORO
POTENZA - Tutto da rifare? Se non è così poco ci manca. L¹ultima idea in
ordine di tempo: portare davanti al Consiglio regionale una sorta di "mini"
piattaforma programmatica per il rilancio della Regione Basilicata e della
sua immagine. Poi, solo dopo, si pensa ai nomi dei nuovi assessori.
E¹ questa la novità che trapela dal Palazzo. In pratica non ci sta nulla di
certo. Si continua a navigare a vista. Troppi ancora i nodi da sciogliere.
L¹ultima ipotesi (o suggestione) è quella che conduce a una futura giunta
regionale mista composta da due interni consiglieri regionali e due esterni.
Uno degli interni sicuramente l¹attuale assessore regionale del Partito
democratico, Marcello Pittella. Uno degli esterni invece dovrebbe essere
Attilio Martorano. Assessore in carica alla Sanità.
L¹operazione ³salvate il soldato Martorano² riprende quota quindi per buona
pace di Vincenzo Folino e Antonio Luongo. In tutto questo verrebbe anche
recuperata una ³quota rosa². A quanto pare fino a ora nessuno si sarebbe
ricordato che componendo una giunta tutta interna di consiglieri regionali
non ci sarebbe potuto essere una donna. Per un motivo semplice: in Consiglio
regionale della Basilicata non ci sono donne elette. Ovviamente arrivare
dopo due mesi di ³crisi² e ricordarsi che con una giunta interna non ci
sarebbero donne pare la classica "pezza a colori". Ma tant'è.
In ogni caso la questione è chiara. O meglio confusa. E si tenta di arrivare
a una soluzione. In tutto questo c¹è sempre il tema di far digerire alla
maggioranza di centrosinistra, che sostiene il governo regionale, una
ipotesi diversa da quella dei 4 assessori scelti tra i consiglieri eletti.
Per questo il governatore lucano De Filippo è da qualche giorno che ha
cambiato linea: non sono importanti i nomi ma quello che faranno. E quindi
si va verso una seduta di Consiglio regionale nella quale il presidente
della giunta regionale presenterebbe a tutti i consiglieri una sorta di
piattaforma programmatica con alcuni punti caratterizzanti per il proseguio
della legislatura. I temi sono noti: liberare le risorse del patto di
stabilità, accelerare sulle riforme istituzionali, trovare uno o due punti
per il rilancio del settore produttivo lucano che soffre ormai da anni e
puntare quindi sull¹occupazione.
In pratica sarebbe una specie di richiesta di fiducia per andare avanti.
Tanto più che l¹esempio nazionale di Napolitano che ha garantito sul governo
ancora in carica offre a De Filippo lo stesso schema: una giunta regionale a
4 già c¹è e quindi si va avanti fino alla soluzione definitiva senza fretta.
Insomma senza forzare su soluzioni ³rattoppate².
Ragionamento che non fa una piega. Se non fosse che l¹idea  di presentare
velocemente una giunta nuova per il rilancio fu lanciata non dalla stampa ma
prima da Luongo, poi da Speranza e infine giudicata positivamente dalla
Direzione regionale del Partito democratico che fu convocata subito dopo il
voto del 25 febbraio scorso.
Ma evidentemente una soluzione semplice non c¹era e quindi con il passare
delle settimane le vicende a incastro con il panorama in continuo divenire a
livello nazionale si sono complicate.
La sensazione è che si stia cercando di prendere ancora un pò di tempo.
Magari per capire prima a Roma cosa accade, dal futuro presidente della
Repubblica, al capo del governo e di conseguenza alla data delle prossime
elezioni e poi cercare la migliore via anche in Basilicata tenendo in campo
tutte le varie prospettive.
Ma c¹è chi inizia a mettere fretta. E¹ il presidente della Provincia di
Potenza, Piero Lacorazza che su Twitter fa il Renzi e affonda: «Stiamo
perdendo tempo. La Basilicata chiede scelte per i prossimi anni. Il mondo
corre e la crisi morde, scelte ora per il cambiamento».
E ancora: «Un mese fa la Direzione regionale. Scelsi di andar via. Il voto
non ha detto nulla? Giunta esterna, interna, a metà, a 6 a 4. Per far
cosa?». E la conclusione sempre di Lacorazza che mostra i ³muscoli²: «In
Basilicata c'è una grande domanda di cambiamento al quale ognuno di noi deve
partecipare. Pensiamo che il tema sia solo sugli assessori?».
Parole che sono piaciute anche al renziano Fausto De Maria che si è
accodato: «Come dice Matteo Renzi: ³stiamo perdendo tempo². Io aggiungo
anche in Basilicata stiamo perdendo tempo».
Insomma se da un lato si prende tempo dall¹altro c¹è chi chiede una
decisione immediata. O almeno una convocazione della Direzione regionale del
Pd per capire cosa stia accadendo davvero. In tutto questo le dinamiche
cambiano di ora in ora.

POTENZA - Tutto da rifare? Se non è così poco ci manca. L'ultima idea inordine di tempo: portare davanti al Consiglio regionale una sorta di "mini" piattaforma programmatica per il rilancio della Regione Basilicata e della sua immagine. Poi, solo dopo, si pensa ai nomi dei nuovi assessori. E' questa la novità che trapela dal Palazzo. In pratica non ci sta nulla dicerto. Si continua a navigare a vista. Troppi ancora i nodi da sciogliere. L'ultima ipotesi (o suggestione) è quella che conduce a una futura giuntaregionale mista composta da due interni consiglieri regionali e due esterni.Uno degli interni sicuramente l'attuale assessore regionale del Partito democratico, Marcello Pittella. Uno degli esterni invece dovrebbe essere Attilio Martorano. Assessore in carica alla Sanità. 

 

L'operazione "salvate il soldato Martorano" riprende quota quindi per buonapace di Vincenzo Folino e Antonio Luongo. In tutto questo verrebbe anche recuperata una "quota rosa". A quanto pare fino a ora nessuno si sarebbe ricordato che componendo una giunta tutta interna di consiglieri regionali non ci sarebbe potuto essere una donna. Per un motivo semplice: in Consiglioregionale della Basilicata non ci sono donne elette. Ovviamente arrivaredopo due mesi di "crisi" e ricordarsi che con una giunta interna non cisarebbero donne pare la classica "pezza a colori". Ma tant'è.In ogni caso la questione è chiara. O meglio confusa. E si tenta di arrivarea una soluzione. In tutto questo c'è sempre il tema di far digerire alla maggioranza di centrosinistra, che sostiene il governo regionale, una ipotesi diversa da quella dei 4 assessori scelti tra i consiglieri eletti.Per questo il governatore lucano De Filippo è da qualche giorno che hacambiato linea: non sono importanti i nomi ma quello che faranno. E quindisi va verso una seduta di Consiglio regionale nella quale il presidente della giunta regionale presenterebbe a tutti i consiglieri una sorta di piattaforma programmatica con alcuni punti caratterizzanti per il proseguio della legislatura. I temi sono noti: liberare le risorse del patto distabilità, accelerare sulle riforme istituzionali, trovare uno o due punti per il rilancio del settore produttivo lucano che soffre ormai da anni epuntare quindi sull'occupazione.In pratica sarebbe una specie di richiesta di fiducia per andare avanti.Tanto più che l'esempio nazionale di Napolitano che ha garantito sul governo ancora in carica offre a De Filippo lo stesso schema: una giunta regionale a 4 già c'è e quindi si va avanti fino alla soluzione definitiva senza fretta.Insomma senza forzare su soluzioni "rattoppate".Ragionamento che non fa una piega. Se non fosse che l¹idea  di presentare velocemente una giunta nuova per il rilancio fu lanciata non dalla stampa maprima da Luongo, poi da Speranza e infine giudicata positivamente dalla Direzione regionale del Partito democratico che fu convocata subito dopo ilvoto del 25 febbraio scorso.Ma evidentemente una soluzione semplice non c¹era e quindi con il passaredelle settimane le vicende a incastro con il panorama in continuo divenire alivello nazionale si sono complicate.La sensazione è che si stia cercando di prendere ancora un pò di tempo.Magari per capire prima a Roma cosa accade, dal futuro presidente dellaRepubblica, al capo del governo e di conseguenza alla data delle prossimeelezioni e poi cercare la migliore via anche in Basilicata tenendo in campotutte le varie prospettive.Ma c¹è chi inizia a mettere fretta. E' il presidente della Provincia diPotenza, Piero Lacorazza che su Twitter fa il Renzi e affonda: «Stiamoperdendo tempo. La Basilicata chiede scelte per i prossimi anni. Il mondocorre e la crisi morde, scelte ora per il cambiamento». 

E ancora: «Un mese fa la Direzione regionale. Scelsi di andar via. Il votonon ha detto nulla? Giunta esterna, interna, a metà, a 6 a 4. Per farcosa?». E la conclusione sempre di Lacorazza che mostra i "muscoli": «InBasilicata c'è una grande domanda di cambiamento al quale ognuno di noi devepartecipare. Pensiamo che il tema sia solo sugli assessori?».Parole che sono piaciute anche al renziano Fausto De Maria che si èaccodato: «Come dice Matteo Renzi: "stiamo perdendo tempo". Io aggiungoanche in Basilicata stiamo perdendo tempo».Insomma se da un lato si prende tempo dall'altro c'è chi chiede una decisione immediata. O almeno una convocazione della Direzione regionale del Pd per capire cosa stia accadendo davvero. In tutto questo le dinamichecambiano di ora in ora.

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