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Rimborsi folli alla Regione, nuovi particolari
La lap dance pagata coi soldi dei gruppi consiliari

Calabria

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REGGIO CALABRIA -  Difficile capire sotto quale voce sia stata catalogata. Ma evidentemente c’è qualche consigliere calabrese che considera la “lap-dance” un’attività politico-istituzionale. Di quelle che vengono riconosciute e rimborsate dai gruppi regionali. E' un altro dei particolari dell'inchiesta condotta dalla procura di Reggio Calabria sull'utilizzo dei fondi per i consiglieri di Palazzo Campanella.

Tra fatture, ricevute e scontrini, gli uomini della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno trovato alcuni biglietti per assistere a uno spettacolo di danza erotica. Sollazzi per “soli uomini”, utili a distrarsi alla fine di lunghe e noiose riunioni politiche fuori regione. Quando tra le mani degli inquirenti sono finiti i rimborsi dei “Gratta e Vinci” pensavano di averle viste tutte. Ma a quanto pare non era così. Fruga che ti fruga, sono saltati fuori anche alcuni ingressi in un locale specializzato nel ballo del palo. Peccato veniale certo, se a pagarlo non fossero stati i contribuenti. E per un consigliere ormai “perduto” tra le fiamme del peccato se ne trova almeno un altro timorato di Dio. Al punto da essere corso in un negozio di articoli religiosi per acquistare interi mazzi di santini. Sì, immagini sacre, probabilmente, da donare. Costo dell’operazione, ovviamente sempre a carico del proprio gruppo consiliare regionale, mille e 200 euro. Anche questa è attività politica, pare. 

Agli occhi del Comando provinciale della Guardia di Finanza, sarebbero saltati inoltre i rimborsi di spese fatte in ferramenta. Si tratta, secondo quanto trapelato, di “materiale elettrico” e pezzi di “arredo bagni”. Roba strana insomma. Che sicuramente sarà oggetto degli interrogatori che nel giro di alcuni giorni la Procura ha intenzione di avviare. Davanti agli inquirenti, accompagnati dai rispettivi legali, sfileranno infatti praticamente tutti i direttori amministrativi dei gruppi regionali e i dieci consiglieri regionali indagati per peculato. Per quanto riguarda i politici si tratterebbe di personalità di primo piano. Nell’elenco vi sarebbero alcuni consiglieri transitati nei ruoli della Giunta regionale, altri neo eletti in Parlamento e anche numerosi capigruppo. Tra questi, otto farebbero riferimento alla maggioranza di centrodestra e due alla minoranza di centrosinistra. Complessivamente una ventina di persone che a vario titolo avrebbero avuto un ruolo con i bilanci dei gruppi e con le fatture rimborsate. Un numero che non è escluso possa crescere, anche perchè l’inchiesta condotta dal procuratore facente funzioni Sferlazza e dal pm Centini non pare proprio essere in dirittura d’arrivo.

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