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La trasparenza è un optional
In vista un'altra rimborsopoli

Basilicata

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POTENZA - Scontrini e rendiconti del 2010 e del 2011 li hanno presi la finanza e i carabinieri, col risultato che su 47 tra consiglieri ed ex solo in 11 l’hanno scampata. Quelli degli anni precedenti no. E anche se Palazzo Chigi ha stabilito che il Quotidiano ha pieno diritto a consultarli c’è chi sembra intenzionato a consentirlo soltanto a condizione di passare sul suo corpo. Chissà perché? 

Era fissata per mercoledì ma è stata rinviata a data da destinarsi l’ “ostensione” per il giornale di via Nazario Sauro della documentazione giustificativa del rimborso per spese di segreteria e rappresentanza dei membri del parlamentino lucano. La richiesta per un reportage sulla gestione dei fondi per «l’esercizio del mandato senza vincolo di mandato» risale allo scorso 26 settembre, ma aveva raccolto l’opposizione dei vertici del Consiglio. Motivo: la privacy degli eletti. Per quanto in evidente contrasto con il carattere pubblico del denaro (quasi 1 milione e mezzo di euro distribuito ogni anno) e pure della sua destinazione, ossia l’attività politica. Qualcosa che di più pubblico proprio non c’è.

Per dirimere la questione, 24 ore prima che le forze dell’ordine irrompessero negli uffici per acquisire quelle stesse carte (ma in limitate agli ultimi due anni), il direttore generale del Consiglio Luigi Gianfranceschi avrebbe interpellato la Commissione per l’accesso agli atti amministrativi di Palazzo Chigi. La risposta risale allo scorso 27 marzo ma è stata protocollata in arrivo negli uffici di via Verrastro soltanto lo scorso 23 aprile. Il giorno dopo sarebbe scattata l’esecuzione delle misure cautelari disposte dal gip Luigi Spina nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria che si è appena conclusa, per questo c’è voluto un po’ per comprenderne il senso e capire come regolarsi. Il risultato è stata una comunicazione inviata a tutti i consiglieri regionali e gli assessori esterni in cui sono stati avvisati di quanto precisato a Roma e della data individuata per ottemperare, ferma restando la possibilità di avanzare ulteriori rilievi in un tempo congruo. E i rilievi sembra proprio che siano arrivati tant’è vero che ad oggi nessuna comunicazione formale è ancora arrivata al Quotidiano: né sul parere espresso dalla Commissione di accesso agli atti amministrativi; né su quando potrà avvenire l’ “ostensione” dei documenti.

Sembra insomma di assistere alla stessa storia già vista 8 mesi fa quando di fronte al diniego opposto dai vertici del Consiglio dal Quotidiano era stata inoltrata una richiesta di “nulla osta” all’ostensione della propria documentazione a tutti e 33 i membri del parlamentino lucano. In 14 avrebbero risposto di sì nei giorni successivi accettando la pubblicazione della loro contabilità: Alessandro Singetta (Misto), Giannino Romaniello (Sel), Ernesto Navazio (Misto), Enrico Mazzeo (Misto), Nicola Benedetto (Idv), Erminio Restaino (Pd), Vincenzo Folino (Pd), Vito De Filippo (Pd), Attilio Martorano (esterno), Giuseppe Dalessandro (Pd),Pasquale Robortella (Pd), Roberto Falotico (Misto), Rocco Vita (Psi) eVilma Mazzocco (Cd). Tutti gli altri invece si sarebbero defilati: chi dicendo di sì e poi tornando sui suoi passi, chi cascando dalle nuvole, chi ponendo delle condizioni, chi ubbidendo all’orientamento del gruppo di appartenenza, e chi affermando un no convinto. In breve: VincenzoViti (Pd), Luca Braia (Pd), Vincenzo Santochirico (Pd), Marcello Pittella (Pd), Gennaro Straziuso (Pd), Gianni Rosa (Pdl), Michele Napoli (Pdl), Nicola Pagliuca (Pdl), Mario Venezia (Pdl), Luigi Scaglione (Pu), Franco Mattina (Pdl), Paolo Castelluccio (Pdl), Mariano Pici (Pdl), Rosa Mastrosimone (Idv), Antonio Autilio (Idv), Franco Mollica (Udc) e Agatino Mancusi (Udc).

In conclusione giusto un dato statistico: dei 10 consiglieri in carica raggiunti dall’ordinanza del gip Luigi Spina solo uno aveva prestato il suo consenso alla richiesta di nulla osta. E di quelli che non l’hanno prestato soltanto per uno, Gianni Rosa, gli inquirenti non hanno avuto nulla da eccepire. Poi uno è libero di continuare a credere che si tratti di una casualità. 

l.amato@luedi

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