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Sanità Futura a testa bassa

Basilicata

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ECCO la bomba che si abbatte per incendiare il dialogo tra sanità privata e l'assessore Martorano. A riaccendere la miccia è Sanità Futura, l'associazione delle strutture sanitarie pugliesi e lucane che entra nel merito dei tavoli tecnici sui tariffari. «E’ notizia di qualche giorno fa - scrivono - la dura posizione assunta da tutti i consiglieri regionali presenti in quarta Commissione circa la recente delibera di Giunta contro il “Nomenclatore Lucano killer”. Il provvedimento licenziato dalla Giunta in gran fretta, ed anche misteriosamente secretato per diversi giorni agli addetti ai lavori, è stato oggetto di analisi, approfondimento, consultazioni e infine censura, senza far mistero dell’imbarazzo in cui l’assessorato ha  messo l’intera compagine consiliare che pure, in teoria, è stata totalmente ignorata».

All'accusa la proposta, che suona però forte: «Sarebbe buona prassi in questi casi fare un passo indietro, ripristinare lo stato de quo e poi attivare gli approfondimenti del caso.

Ma così non sta andando e l’assessore alla salute della Regione, senza curarsi di quella che potrebbe anche ritenersi una ennesima “figuraccia politica” , mantenendo in essere il provvedimento, si lancia in un nuovo temerario gioco che noi oseremmo definire d’azzardo. Il gioco prevedrebbe l’attivazione di “tavoli di concertazione” in una situazione di generale caos in sanità.  Potremmo dilungarci all’infinito nell’elencare tutto quello che non funziona nella sanità Lucana ma ci fermiamo al flop del Ticket Lucano per la cui abolizione noi di Sanità Futura abbiamo chiesto con 30mila persone di dire no per abolirlo definitivamente».

Ricordiamo che i tavoli aperti servirebbero per sventare la chiusura di una parte delle strutture private, a rischio mancanza di finanziamenti. Sanità Futura parla  «del 60% a rischio chiusura» delle strutture sanitarie private accreditate di Basilicata. «Si immagini cosa accadrebbe se ad una qualsiasi attività, improvvisamente e senza pre-avviso, i clienti pretendessero di pagare la metà il prezzo del lavoro acquistato. Abbiamo chiesto formalmente il ritiro del “Nomenclatore Lucano Killer” e di fermare ogni dibattito contestando ed astenendoci dalla partecipazione. Nulla però sembra poter fermare questi tavoli a cui ormai partecipano soltanto i funzionari pubblici e l’Anisap dell’ex consigliere Flovilla.

Non riuscendo a capire (ma immaginandolo bene) a cosa possa servire un dibattito senza il ritiro di un provvedimento completamente sbagliato teso ad uccidere la prevenzione ed anche centinaia di  posti di lavoro, chiediamo una nuova audizione presso la quarta commissione, presentando con un documento certificato, il cronoprogramma di chiusura territoriale dei Centri Accreditati ed il nostro "no al gioco d’azzardo sulla pelle di tutti: piccole imprese e cittadini".

Chiediamo ai consiglieri regionali della  quarta Commissione di essere coerenti e conseguenti rispetto alle proprie dichiarazioni con azioni concrete in Consiglio regionale, promuovendo e approvando un ordine del giorno per la revoca di questo provvedimento, poichè è in sede politica che si devono compiere le scelte vitali e non di certo con l’attesa di una pronuncia del Tar Lazio che serve solo a non assumersi le doverose responsabilità».

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