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Tensioni alla Camera
Speranza contestato in Aula

Basilicata

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E’ STATA un’altra brutta giornata per il Partito democratico quella di ieri alla Camera, e in particolare per il capogruppo lucano, Roberto Speranza. L’ennesima spaccatura del partito di Epifani, con una ventina di deputati renziani sul piede di guerra per la decisione della dirigenza, seguita alla conferenza dei capigruppo, di votare a favore della sospensione dei lavori richiesta dal Pdl in rivolta per l’accelerazione della Cassazione sull’udienza del processo Tv Mediaset. La linea era questa: non allo stop per tre giorni, sì alla sospensione  dei lavori per il pomeriggio di ieri. Ma all’interno del Pd non tutti hanno gradito. E dopo non aver votato la sospensione come indicato dal partito, i renziani hanno chiesto a Speranza la convocazione  di un’assemblea dei democratici di Montecitorio per lunedì prossimo.

In aula, dopo la riunione dei capigruppo, il vice di Speranza, Ettore Roseto aveva provato a spiegare le motivazioni della scelta prima del voto. Ma alle sue parole è stata immediata la reazione del Movimento 5 Stelle e di Sel. Ma anche dei renziani, e non solo. In casa  Pd si prepara l’ennesimo dramma : «La gestione del voto da parte della dirigenza del gruppo Pd Camera sulla sospensione delle attività parlamentari è stata incomprensibile, nessuno è stato informato, nessuno ha capito cosa è successo. È urgente che il gruppo si riunisca per capire se ci sono responsabilità e se i meccanismi decisionali sono efficaci oppure vadano ridiscussi»: questo dichiarano i deputati Michele Anzaldi, Matteo Biffoni, Ernesto Carbone, Paolo Coppola, Filippo Crimi, Marco Donati, Silvia Fregolent, Federico Gelli, Ernesto Magorno, Ivan Scalfarotto. Di «scelta assurda» ha parlato anche il renziano Luca Lotti.  «La questione non andava gestita così, si doveva coinvolgere il gruppo», ha aggiunto. Qualcuno rimprovera a Speranza di non essere stato lui a spiegare le ragioni politiche del voto favorevole alla richiesta del Pdl. Si sfogano sui social network anche i deputati Paolo Gentiloni e Michela Marzano: «In dissenso con il mio gruppo parlamentare, oggi in aula mi sono astenuta. Assurda la sospensione lavori per problemi giudiziari». Nera anche Rosy Bindi. Mentre Pierluigi Bersani ammette: «Un problema politico c’è. O il Pd è disposto a risolverlo in maniera compatta o...»

Roberto Speranza prova a replicare, a giustificare le scelte contro le accuse dei grillini: «Non c'è stata nessuna moratoria. Abbiamo solo votato per consentire al Pdl di svolgere l'assemblea del gruppo nel pomeriggio odierno. Abbiamo invece respinto una richiesta ingiustificata di sospendere per tre giorni tutti i lavori dell’aula, richiesta avanzata dallo stesso Pdl nel corso della capigruppo di stamane. Questa richiesta era per noi inaccettabile, non essendoci ragioni eccezionali per motivarla. I lavori sono così ripresi per lo svolgimento regolare del question time, così come hanno lavorato le commissioni permanenti. La volgare strumentalizzazione seguita da parte del M5S è frutto di un nervosismo ormai fuori controllo, conseguenza di una inesorabile perdita di consensi e di credibilità nel paese e nell’opinione pubblica. Non consentiremo a chi punta solo allo sfascio delle istituzioni di prevalere». Epifani prova a mediare. Ma un altro lucano si scaglia contro la scelta del capogruppo. Si tratta del vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella, che commenta: «Il Pd si è inginocchiato al diktat di Berlusconi e all'irresponsabile minaccia di far cadere il governo. Il più grande partito italiano si è reso corresponsabile dell'umiliazione del Parlamento della Repubblica solo ed esclusivamente per gli interessi e i problemi giudiziari di Berlusconi? Un errore macroscopico».

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