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Speranza diviso tra Roma e la Basilicata

Basilicata

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ALL’attacco di Travaglio Speranza risponde con una durezza tanto apprezzata da Letta. Antirteorico ma rigido su alcune posizioni, tanto da mettere a bacchetta, non da segretario regionale del Pd ma da uomo politico del momento nella Roma che conta, anche uno come Renato Brunetta. Da buon capogruppo alla Camera, Speranza deve difendere l’orto senza sconti, mentre lascia che in Basilicata le prime fiammelle di un fuoco pronto a divampare restino celate sotto le foglie (ma neanche tanto, visto quello che succede pubblicamente, quasi ogni giorno su Twitter).

Gli scontri con il Pdl al Governo sono una cosa da non sottovalutare, già poco tempo fa dopo lo stop dei lavori del parlamento il buon capogruppo, di buona lena, ha tenuto a precisare che il suo partito non ha nessuna voglia di lasciarsi sbranare o rimanere incastrato nella mischia politica, ma adesso c’è il rimpasto da affrontare, quello che letta ha già annunciato e che a messo sull’attenti uno come Renato Brunetta e la sua vis polemica. Ed eccolo l’annuncio di Speranza, l’appello prima al suo partito e poi a Brunetta. «Ciascuno dica quello che si pensa del sostegno al governo Letta».

Poi l’affondo, con durezza, al Pdl e alla loro «richiesta fantasiosa» di avere almeno la metà dei ministeri al termine del rimpasto. Brunetta, da buon capogruppo del Pdl non s’è fatto mancare nulla nella speranza di rilanciare un partito un po’ in affanno soprattutto dopo lo scivolone di Alfano sul caso kazako. Ed eccola lì quella austera risposta che suona come un preciso colpo rivolto al suo omonimo. «Brunetta non è il presidente del Consiglio», come dire: calmiamoci un po’ perché qui l’unico a decidere è Letta. Insomma, i segnali di una situazione di difficile gestione sul piano nazionale ci sono tutti per Speranza, ma almeno ora la tenuta del governo Letta non si esclude, nonostante adesso ci sia un congresso da mettere in piedi. Congresso che non dovrebbe portare al rinvio delle primarie.

Ed ecco che dallo Speranza nazionale si ritorna con i piedi in Basilicata, dove praticamente questa estate la tregua sembra essere abolita del tutto. Le primarie sono annunciate, la base lucana l’ha presa relativamente bene mentre a preoccuparsi sono le varie correnti. Cosa c’è da fare è piuttosto chiaro, ognuno ha la ricetta pronta e questa estate praticamente si dovrà lavorare duramente, ma soltanto nei weekend, almeno per Speranza. E sarà compito non facile questo, perché tra defilippiani, pittelliani e foliniani, qui c’è il rischio che prima delle primarie succeda di tutto. Quindi per Speranza la cosa diventerà doppiamente faticosa. Durante la settimana dovrà tenere a bada i leoni del Pdl e nel weekend che nessuno pensi alle vacanze, qui ci stanno delle elezioni da coordinare senza errori.

L’apertura, se pur fredda, ai renziani c’è stata, adesso che siamo alla vigilia della direzione nazionale del partito. Passo importante per capire il Pd che sarà nei prossimi mesi. E intanto Speranza dovrà, come già ha fatto Letta, a qualsiasi piacere balneare pur di arrivare a novembre con un’idea in testa che vada oltre le primarie. ma c’è troppa confusione e troppa voglia di primeggiare in Basilicata adesso. Chissà magari se il sole di Ferragosto riuscirà un attimo a frenare gli istinti ma è indubbio he adesso tocca a Speranza mette re un po’ di ordine da queste parti. Un doppio lavoro che indubbiamente, da Roma, rischia di diventare più complicato del previsto.

Intanto, di nuovo sul piano nazionale, Brunetta rilancia e si inventa il “patto di legislatura” da sostituire al rimpasto che sa tanto di Prima Repubblica, vuoi o non vuoi per Speranza il fuoco è ovunque. c’è da badare alla tenuta del governo, quella del Partito in prossimità della direzione nazionale pronta a riunirsi e quella delle varie correnti lucane in lotta per il nome da selezionare nella corsa alle primarie. E intanto, in questi fine settimana di sole, i programmi, almeno in Basilicata, si diradano come delle allucinazioni in pieno deserto, diventano sempre più evanescenti le proposte mentre il toto nomi assume sempre di più i contorni di un monolite da aggirare al più presto. A questo punto ci vuole molto di più che un semplice tentativo di mediazione.

v.panettieri@luedi.it

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