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Verso le regionali,
il Pd tra litigi interni e questione morale

Basilicata

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POTENZA - La questione morale, che si voglia o no, rischia di diventare il tormentone delle prossime settimane. Perchè prima c’era la questione “Primarie sì o Primarie no”. Ma ora che tutto sembra definito in tal senso - con il voto all’unanimità della Direzione del Partito democratico della Basilicata rispetto alla relazione del segretario regionale Roberto Speranza che appunto - la madre di tutte le questioni pare essere l’opportunità etica delle possibili candidature. Sia in prospettiva governatore che da semplice consigliere regionale.

Ma è, ed era inevitabile, che il tema morale diventasse oggetto di dibattito, di discussione e anche di possibili scontri e divisioni. E nemmeno si poteva “sperare” che dopo la caduta della legislatura regionale in corso per effetto delle indagini della magistratura sui rimborsi “taroccati” dalla stragrande maggioranza dei consiglieri regionali il tema etico d’un tratto fosse sparito dalle agende dei partiti e dalle considerazioni politiche.

Certo c’è stato un momento nelle scorse settimane in cui pareva che si andasse a votare come se fosse la cosa più naturale. Come se si fosse a scadenza naturale della consiliatura e non in anticipo di quasi due anni. Ma non è così. Chi pensava che tutta la vicenda legata alle indagini della magistratura fosse materia ormai da archivio in vista delle manovre per le regionali ha commesso un errore. E non perchè la materia sia un piatto prelibato per giornalisti. No.

Il punto è che finchè la vicenda delle regionali resta al chiuso di una stanza a cui sono invitato solo qualche colonnello del Pd o di qualche partito che pure conta nelle proprie file politici interessati dalle vicende giudiziarie il tema può essere anche dimenticato. Ma se la politica si apre -  e per le elezioni non c’è modo di rimanere al chiuso  - allora non c’è verso di rimanere al coperto.

Tanto è vero che è bastato convocare la Direzione regionale del Partito democratico di Basilicata perchè la vicenda “morale” riprendesse il suo posto nel dibattito. E non è stato casuale. E’ stato il segretario regionale del Pd e presidente del gruppo dei deputati democratici alla Camera ha lanciare il tema seppur con molta “delicatezza”.

Certo poi Vincenzo Folino ha “calcato” la mano ponendo sul tema ben altra decisione e innescando anche altre dinamiche. Ma la questione c’è e dovrà essere affrontata. In maniera più o meno polemica dipende solo dai protagonisiti stessi.

Tanto è vero che ieri su Twitter ha dovuto fare i conti con la questione anche il deputato del Pd lucano, Salvatore Margiotta. C’è stato un botta e risposta prima con il sindaco di Anzi, Giovanni Petruzzi (che martedì aveva tuonato contro Gianni Pittella e la sua “zavorra sovietica”) e poi Margiotta ha dovuto rispondere a chi lo incalzava sulla questione morale. Il deputato a un certo punto a twettato: «Ho detto anche a Folino che fare entrare vicende giustizia in dibattito é pericoloso». E anche a Nino Carella di OccupyPd Basilicata il deputato ha precisato: «E’ l'uso di potenziale arma per regolare conti che va scongiurato».

Ma la questione ha anche altri elementi che (forse?) sono stati sottovalutati. Il Pd lucano le Primarie e la corsa elettorale non la farà da sola. Ci sono gli alleati che pure chiederanno il conto. La questione morale e l’uso che se ne vuol fare non riguarda solo Folino, Lacorazza, Margiotta, Pittella, De Filippo, Luongo e gli altri. Ci sono gli alleati che chiederanno il conto e che potrebbero non solo porre il tema a livello di dibattito ma anche mettere dei paletti. Non è un caso che sia partito già il consigliere regionale, Enrico Mazzei Ciccheti (nella pagina a fianco i dettagli ndr) a porre limiti sia sul limite dei mandati e sia sugli indagati che aspirano a essere candidati a consigliere o a governatore.

Non solo. Un partito da sempre attento alla questione morale è la Sel. E Sinistra ecologia e libertà non può non far parte del centrosinistra alle prossime regionali. E quindi non sono certo sorprendenti le parole della coordinatrice regionale del partito di Vendola, Murante, che il tema lo pone in maniera diretta e franca: ««Nell’apprendere dalla stampa che la Direzione del Pd lucano ha indetto le Primarie, proviamo a porre al suo segretario alcune domande che potrebbero aiutare a diradare un pò di foschia addensatasi intorno alla crisi del quadro politico regionale.

La prima domanda che porgiamo ai nostri amici del Pd è se le Primarie indette dalla loro Direzione sono di coalizione, oppure un fatto “privato” e interno. Va da se che, qualora si configurino come “fatto privato” non ci sarebbe molto da aggiungere, mentre qualora si configurassero come primarie di coalizione ci sarebbe da definire alcuni punti.

Precisiamo innanzitutto – a costo di ripeterci – che una coalizione, per definirsi tale, deve chiarire quali sono i suoi confini e qual è il perimetro politico».

«Ciò precisato - aggiunge Maria Murante - l’altra domanda che poniamo attiene direttamente al cuore di questa crisi politica regionale, assumendo – nel suo determinarsi – un ruolo centrale la questione morale: le recenti vicende di cronaca lasciano spazio a un rinnovamento capace di far agire, insieme ai nodi politici e programmatici, anche quel rinnovamento morale senza il quale si rischia di rendere ancora più accentuato lo scollamento tra classi dirigenti e popolazioni?  Una riflessione che, com’è ovvio, fa il paio con il profilo del/dei candidati alle primarie, quindi del candidato alla presidenza della regione. Tutte questioni che richiedono la convocazione urgente di un tavolo del centro sinistra che s’immagina per capire quali sono i termini della discussione che facciamo, e per chiarire quanto ci si deve ancora ritenere coinvolti in compagini di coalizione».

s.santoro@luedi.it

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