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L'ultimo consiglio chiude una pagina di storia
Ora si decide il futuro della Basilicata

Basilicata

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POTENZA - La legislatura si chiude con una maggioranza a 15. Giusto la metà del numero dei consiglieri eletti. Sono ben lontani i tempi in cui il centrosinistra regionale poteva contare su oltre 20 voti a favore (quei tempi non torneranno più dato che il prossimo Consiglio regionale che verrà formato con le elezioni di novembre sarà formato da 20 legislatori in tutto). Ma incassare il risultato con un Consiglio regionale ormai in smobilitazione è comunque oro che cola.

Il presidente della giunta Vito De Filippo lo sa e le dichiarazioni a caldo ne sono la conferma: «Abbiamo doverosamente definito i conti e affrontato tutte le questioni rilevanti e urgenti preservando cittadini, lavoratori e servizi sui quali non si possono riverberare gli effetti di fasi di transizione». Insomma la Finanziaria estiva è stata approvata in una maniera o nell’altra poco prima delle 23 di martedì scorso. Tempi in definitiva accelerati rispetto alla consuetudine. Ma la riunione di martedì tutto è stato tranne che normale. Ora il Consiglio si chiude (a meno che non si svolga una ultimissima riunione in piena campagna elettorale) e la prossima volta a via Verrastro ci saranno nuovi protagonisti. E magari anche un clima meno avvelenato. Ad ogni modo i 15 voti che hanno consentito alla Regione di stanziare le ultime risorse di questa legislatura sono stati raccolti dai banchi dei consiglieri regionali del Pd, dell’Udc, dell’Idv, di Sel, e dei Popolari uniti. Si sono astenuti invece, Antonio Autilio dell’Idv (in polemica con l’utilizzo delle royalties) e Vito Gaudiano del Gruppo misto che fu eletto nella lista dell’Udc.

Il voto conclusivo comunque è avvenuto con l’assenza dei consiglieri del Pdl che dopo aver criticato aspramente l’impianto generale dell’Assestamento nel corso del dibattito avvenuto nel tardo pomeriggio di martedì e aver contestato vari emendamenti considerati provvedimenti “elettorali” hanno lasciato l’aula. Insomma finisce in polemica. E anche tra la mestizia di quei consiglieri consapevoli di non avere possibilità (per volontà o per impotenza elettorale) di tornare a novembre nel palazzo della Regione.

Ad ogni modo è particolarmente critico il consigliere regionale pidiellino Leonardo Giordano che è entrato in Consiglio solo da pochi mesi «Se il Bilancio consuntivo rappresentava una fedele fotografia della paralisi che caratterizza la nostra regione l’Assestamento di Bilancio replica questa impietosa fotografia con un consistente aumento dei residui sia attivi che passivi, con un avanzo che, nel 2011, ammontava a 545 milioni di euro e nel 2012 è salito sino a 655 milioni a dimostrazione di una ridotta capacità di spesa e di ritmi di governo più che rallentati».

Addirittura più caustico l’altro consigliere del Pdl,  Michele Napoli che potrebbe essere il prossimo candidato governatore del centrodestra: «Abbiamo atteso inutilmente che qualcuno del governo regionale ci avesse spiegato se alcuni provvedimenti potevano essere inseriti nell’assestamento di Bilancio e, principalmente, se rispondono all'indifferibilità e all'urgenza. Ma l’attesa è andata delusa come del resto sono andate deluse le aspettative, non nostre quanto piuttosto dell’intera società lucana, di provvedimenti importanti, seri, e principalmente rispettosi dei criteri di indifferibilità ed urgenza».

E il capogruppo del Pdl ha quindi aggiunto: «La farsa del dibattito cui abbiamo assistito in aula è una stanca consuetudine che ha tanto l'odore della replica di tante attività messe in campo nel corso di questi anni. Ci attendevamo decisioni diverse, ma soprattutto un approccio diverso, caratterizzato dalla maturità politica, dalla chiara comprensione dei momenti di difficoltà che vive questo territorio e che, di riflesso, vive la politica.  Anzi, proprio con l’ennesima manovra di finanza creativa e tappa buchi abbiamo avuto la certezza delle ragioni per le quali il presidente De Filippo  ha deciso di mettere fine a questa legislatura: al di là dell’alibi della vicenda giudiziaria, la verità autentica è che il governatore  ha avuto la consapevolezza di non essere in grado, per gli scontri di potere nella maggioranza che lo sostiene, di portare a termine quel progetto di grandi cambiamenti che pure aveva promesso ed aveva prospettato alla comunità lucana».

Diverso il tenore ovviamente di Giannino Romaniello della Sel che l’Assestamento alla fine l’ha votato favorevolmente: «L’approvazione di alcuni miei emendamenti consente di dare prime risposte a questioni di forte impatto sociale come la proroga del finanziamento del Programma Copes che consentirà di arrivare al mese di febbraio 2014; la possibilità di contratti a tempo determinato con i lavoratori ex Lsu (già co.co.co.); il passo avanti compiuto per realizzare il Parco urbano nell’area ex Cip Zoo di Potenza». 

Si chiude così una pagina di storia della Basilicata. Con chi incassa il risicato risultato che non era per nulla scontato e chi usa toni già da campagna elettorale. Ma in effetti martedì diverse volte si sono mischiate le carte tra l’approvazione di una norma Finanziaria e una campagna elettorale già ampiamente lanciata.

s.santoro@luedi.it

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