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Il socialista Adamo
apre lo scontro con Psi e Pd

Basilicata

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POTENZA - Una posizione di rottura quasi totale. Con il segretario regionale del Psi, Livio Valvano definito «sedicente segretario» che «non è nemmeno stato eletto da un congresso ma nominato». Ai “ferri corti” con il Pd «che deve smettere di pensare di essere il proprietario della politica regionale». Parla l’ex assessore regionale socialista Franco Adamo che insieme al consigliere regionale Rocco Vita e al segretario provinciale del Psi, Donato Cutro ha intrapreso una strada diversa dal Psi nazionale guidato da Nencini e da quello regionale guidato da Valvano. Insomma Adamo è uno dei promotori dell’incontro di Albano che un paio di mesi fa ha riaperto una sorta di “mini - diaspora socialista” in salsa lucana.

Insieme ad altri stanno pensando a una lista elettorale per le regionali. Adamo spiega: «Serve coraggio per osare. Chiamiamo a raccolta il centrosinistra vero e cioè ci rivolgiamo agli ex socialisti e agli ex democristiani».

Ma chiarisce: «Non vuole essere però un operazione di amarcord. Ci rivolgiamo ovviamente anche a una parte del Pd». Le domande sono inevitabili.

Ma perchè tutto questo?

«Non è più possibile vivere sotto le grinfie del post - comunismo che si ammanta di populismo e vive solo di occupazione delle postazioni di potere. Quello che sta vivendo è veramente vergognoso. Siamo in un periodo di decadentismo culturale e politico in cui invece di pensare alle postazioni di potere per governare si pensa ad occupare le postazioni per posizionarsi. Vogliamo essere un punto di riferimento culturale e politico pur riconoscendo la nostra modesta consistenza in termini  elettorali. Ma abbiamo una visione diversa che non mette al centro l’occupazione del potere fine a se stesso».

E rispetto a rimborsopoli?

«E’ insopportabile questa storia falso - moralista. Rimborsopoli è una stupidagine. Volgare e antipatica sì ma non è il vero problema. Questa storia è stata utilizzata strumentalmente da quelle stesse persone che oggi non riescono più a governarla. E cioè da Folino e De Filippo che hanno giocato su queste terreno pensando di poter calcolare tutto e decidere alla fine come comporre le liste. Il problema però è che la situazione gli è scoppiata in mano e non riescono più a trovare una soluzione».

Non tutti la pensano così. Nemmeno il segretario regionale del Psi, Livio Valvano...

«In tutto questo si inserisce il sedicente segretario del Psi che si appropria del diritto di dire: “I socialisti stanno con la sinistra. Ci manca solo di allearsi con i maoisti. E’ una provocazione la mia. Non ho nulla da dire contro Sel, Rifondazione e i Verdi. Ma il Psi con loro non centra nulla».

Sarà. Ma fanno parte di una coalizione a pieno titolo e hanno presnetato un documento...

«La verità è che loro stanno cercando di fare un operazione, e in questo Valvano si presta, pensando solo a se stessi. Perchè Livio Valvano secondo me ha l’obiettivo di fare il consigliere regionale».

Al netto delle posizioni personali. Voi come vi state organizzando?

«La nostra operazione è quella di allargare l’area rappresentata dai socialisti soprattutto agli ex socialisti che hanno trovato spazio in altri partiti. Penso a Domenico Vita, ai Pittella, a Pisani e agli ex democristiani. Ci vuole però coraggio per osare. Io  chiedo se davvero si vuole mettere fine a queste gestione decadente della politica che stiamo vivendo. Una gestione amorale ma dal punto di vista della politica. Il problema vero di cui ci dobbiamo occupare non è “rimborsopoli” ma sono altri temi. La gestione della Sanità lucana, Potenza città che è mal governata, i trasporti e le infrastrutture. Purtroppo oggi gli amministratori non stanno più alla politica per passione e per la voglia disinteressata di fare cose per la collettività pur tenendo presente le legittime aspirazioni di ciascuno. In Basilicata la gente si è disaffezionata dalla politica per queste ragioni».

E cosa proponete?

«Noi diciamo anche al Pd di aprire un tavolo aperto. Gli chiediamo di mettersi in gioco realmente. Per il resto non abbiamo preclusioni nei confronti di nessuno. Al nostro incontro ad Albano ricordo che c’erano ad ascoltarci ben 11 consiglieri regionale. Non uno o due. Il problema però è quello di avere realmente il coraggio di osare».

Ma cosa accade in prospettiva elettorale?

«Siamo pronti a tutto. A stare nel centrosinistra se ci saranno le condizioni ma anche a fare un lista autonoma e alternativa al centrosinistra insieme a chiunque ci stia a un prospettiva politica diversa a quella che abbiamo visto finora».

Ma cosa chiedere al Pd per stare insieme?

«Chiediamo una discussione a tutto campo in cui l candidato presidente sia scelto tra persone di grande spessore politico che finora non hanno gestito il potere».

Una faccia nuova insomma?

«Sì, una persona estranea alla gestione attuale. E soprattutto chiediamo che il nome del candidato venga concordato con tutte le forze di sinistra e della eventuale coalizione. Sentiamo invece parlare un giorno di Speranza, un altro di Adduce o Folino. Ma il prossimo candidato non può essere un nome della vecchia nomenclatura del Pd o meglio del vecchio Pci. Questo non ci interessa. Se così fosse prenderemo un’altra strada».

Intanto però sono state già decise le Primarie...

«Ma pare che questa cosa la stiano smantellando. Io sento parlare come ultima ipotesi di Salvatore Adduce candidato governatore senza svolgere le Primarie. Ovviamente sono voci di corridoio. Noi continuiamo a lanciare un appello per cambiare direzione e prospettiva e quindi siamo pronti ad aprire un confronto con tutte quelle forze che non vogliono sottostare a questo stato di cose».

Con il Psi ormai non c’è più una strada comune?

«Con quel tipo di politica non vogliamo avere nulla a che fare».

Ma le elezioni regionali in pratica sono “domani”. C’è poco tempo per ricucire rapporti o creare nuove alleanze. Non crede?

«Noi intanto dopo l’incontro di Albano e quello di Montalbano Jonico faremo un ulteriore incontro a Potenza a fine agosto. In più abbiamo già programmato una conferenza subito dopo ferragosto in cui spiegheremo le nostre ragioni».

In soldoni. Farete comunque una lista vostra?

«Sì. Chiarisco che io non sarò in lista. E chiarisco che con il Psi di Roma abbiamo rotto. Detto questo noi depositeremo in questi giorni il simbolo del Partito socialista autonomo e parleremo con le varie anime socialiste sul territorio. Per il resto se non sarà possibile interloquire francamente con il Pd saremo pronti a essere alternativi sia  al centrosinistra che al centrodestra».

s.santoro@luedi.it

 

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