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Il fronte "no card" fa proseliti

Basilicata

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POTENZA - Se quanto resta del bonus benzina non basta nemmeno a fare un pieno perché non destinare una volta per tutte quei soldi ai 31mila non autosufficienti lucani?

Se lo chiede Vincenzo Pardi, segretario generale dei pensionati Cisl di Basilicata dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha allargato la platea dei beneficiari dello sconto carburanti a veneti, liguri e in futuro toscani e quanti altri dovessere rivendicare un ruolo qualunque nella produzione di idrocarburi in Italia. Per quanto sempre finanziato con le royalties di quello estratto in massima parte in Basilicata.

«Esiste un Fondo Regionale, creato appositamente per dare un aiuto ai non autosufficienti, ma che di fatto, dopo un primo piccolo intervento nel 2009, è stato letteralmente svuotato». Ricorda Pardi. «Ci chiediamo allora perché non si possa riempirlo di contenuti e di risorse, magari anche attraverso le royalties. I contributi benzina sono disseminati “a pioggia”, mentre quelli per i non autosufficienti servirebbero ad alleviare le sofferenze di oltre 30.000 famiglie con un non autosufficiente a carico. (...) In questo modo, la Basilicata che sta diventando sempre più povera attiverebbe una modalità di welfare efficace, sperimentando una formula che andrebbe parzialmente a coprire le vaste lacune dell’assistenza domiciliare integrata».

Ieri inoltre è intervenuto sul tema del petrolio anche il coordinatore regionale dell’Idv Gaetano Cantisani denunciando lo «scippo di Stato» in corso sui due miliardi di euro di royalties che dovrebbero arrivare dall’aumento delle estrazioni in Val d’Agri, in forza di un decreto del Ministero dello sviluppo economico annunciato all’indomani del flop della card benzina dal deputato Pdl Cosimo Latronico.  

Cantisani se la prende con la decisione di affidare a una cabina di regia del Mise la gestione di questi fondi. «Se non si interviene - spiega - a correggere la strategia che una regia politico-hobbistica sta sostenendo in questi giorni approfittando del vuoto politico-istituzionale determinato dalla fine anticipata della legislatura regionale, si verificherà un autentico “scippo di Stato”»

Per l’esponente dell’Idv diventa dunque prioritario «soprattutto ora che abbiamo prestigiosi esponenti lucani ai vertici del Governo Nazionale e in posti-chiave», chiedere un intervento legislativo alla radice sulle royalties dopo un confronto fra le segreterie regionali dei partiti, le forze sociali ed imprenditoriali, gli enti locali, le comunità locali della Val d’Agri e del Sauro. «Abbiamo bisogno -conclude - di indicazioni concrete sui canali finanziari e un cronoprogramma di  investimenti a cadenza annuale. Questi sono i temi della nuova sfida che ci attende tutti e che non consentono tentativi di propaganda elettorale sulla pelle della gente, tenendo ben distinta la campagna elettorale dall’iniziativa unitaria di mobilitazione popolare. E’ questo lo scenario che vede la Basilicata somigliare sempre di più ad un’autentica  polveriera. Oggi si consumano ancora i soldini messi da parte dai genitori e dalle nonne; domani rivolta sociale e fermento di piazza bussano già dietro l’angolo. La politica se ne è accorta o ancora pensa solo ad un posto al sole per pochi?».

l.amato@luedi.it

 

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