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IL GIOCO DELL'OCA DEL PD

Basilicata

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Due caselle avanti, una indietro. Si gioca, si tenta la sorte. Quando la  casualità dei dadi porta alla casella De Filippo si torna indietro, il percorso  ricomincia daccapo. Cosa farà il governatore dimissionario della Basilicata? 

Tutto il percorso guadagnato in questi mesi tra accordi, prospettive, possibili soluzioni, si interrompe. Sembra come il gioco dell'oca, una storia in progressivo svolgimento e riavvolgimento, una vera trama, un Pd enigmistico. L'agguato è sempre all'ordine del giorno, ma oggi il conflitto è diretto, lo scontro dichiarato, la possibilità di un compromesso sempre più lontana. 

Al netto dei ragionamenti degli alleati (lo furono, lo saranno? Sel si agita, Placido che dice? Il Psi segue il sindaco di Melfi sulla questione morale?, Benedetto avrà la sua ribalta? I civici montani hanno scelto da quale parte stare?) i democratici lucani vanno avanti e indietro sfibrandosi in un prepartita a pochi giorni dalla scadenza dell'ora x voluta dal segretario regionale Speranza. 

L'ora x è il due settembre, la data delle primarie. Bisognerà raccogliere 1500 firme per avere il pass per poter scendere in campo, dunque almeno un paio di giorni di lavoro, e siamo già al diciotto.  Le ferie d'agosto sono passate velocemente, per molti, in realtà, non ci sono mai state. Territori e amici presidiati, in assetto di guerra prossima ventura. Il primo era stato proprio De Filippo che aveva affidato ai suoi uomini, a ridosso delle dimissioni, una missione divulgatrice del senso di una scelta. Poi Folino a ruota aveva radunato le truppe con Bubbico, a Tito. 

 La questione morale sullo sfondo, per tutti un interrogativo: può essere dirimente in maniera indiscriminata? Il Pd e il centrosinistra sembrano giocarsi un cambio epocale. 

La mediazione era stata per anni la grande strategia di un politico come Antonio Luongo, padre del centrosinistra lucano, l'uomo che aveva arginato l'avanzata del centrodestra. A sua volta vittima dello strano moralismo democratico, oggi Luongo sembra essere un mandatario senza mandante. Sarà possibile evitare le primarie con un accordo last minute? Quel famoso Di Nardo del XXI secolo è stato trovato? Al momento no. Potrà essere Folino la scelta dell'ultimo minuto? Difficile evitare primarie, anche in questo caso. De Filippo ter? Difficile da spiegare agli elettori. Adduce come materano che supera a piè pari il caso degli indagati? Spunterebbe un'indagine a carico di ognuno. Roba da dossier già pronti. A parte quelli di Grillo che studia per il suo tour lucano. Insomma c'è aria da redde rationem. Sullo sfondo  un'Italia a sua volta piegata nell'attesa di un autunno che non promette nulla di buono. 

Rompere per ricostruire sulle macerie. Sembra essere questa la rotta. L'euforia della catastrofe serpeggia. Lo scontro diretto vestito da primarie, lo scontro che vede in prima linea Marcello Pittella e Piero Lacorazza, è tutto sommato la scorciatoia più veloce per evitare un estenuante tavolo di trattative per un accordo che nessuno più riesce a garantire. Una soluzione altrove sperimentata e che per un segretario anche capogruppo parlamentare sicuramente è più immediata e indiscutibile. Anche se il rischio effetto Bersani è dietro l'angolo. 

In tutto questo avanza sulla scena il terzo incomodo: ricordate la novità Martorano alle ultime regionali?  Da sfidante potenziale ad associato in Giunta. Questa stessa posizione sembra oggi affidata ai fermenti politici del direttore dell'Apt, Giampiero Perri, e dell'ex presidente degli industriali, Pasquale Carrano. Il primo ha espressamente dichiarato i suoi progetti politici, includendo il secondo che non l'ha smentito. Tattica di sponda per guadagnare postazioni? Manifesto di nuovi orizzonti politici? Saranno giorni da raccontare.

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