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Pd e primarie, Bubbico e Folino
affilano le armi

Basilicata

Tempo di lettura: 
5 minuti 45 secondi

 

di MARIATERESA LABANCA
POTENZA - In casa dei democratici  si scaldano i motori sulla griglia di partenza dopo l’ufficializzazione della data delle primarie che si terranno il prossimo 22 settembre. Il tempo che separa dalla data ultima per le candidature che vanno presentate entro il 5 settembre è veramente risicato. Ma se per ora nessuno dei papabili candidati esce alla scoperto, preferendo lavorare sottotraccia, in attesa di indicazioni più precise, è ancora una volta l’asse Bubbico - Folino ad affilare le armi e rompere gli indugi. E sulla scorta dell’iniziativa già a promossa a Tito quasi due mesi fa, i due generali romani danno appuntamento ad amministratori ed esponenti d’area per la giornata di sabato. Due riunioni: una a Potenza nella mattinata, l’altra a Matera nel pomeriggio. Per ribadire, ancora una volta, che serve una scelta innovativa “vera”.  Che il partito non può nascondersi dietro una falsa soluzione, che aggiri ma non superi la crisi politica che ha portato alle dimissioni del presidente De Filippo. 
Non sarà il luogo in cui verrà indicato il candidato - ribadiscono dallo staff organizzativo - ma i cui verrà delineato il profilo che dovrà avere chi intende portare avanti la sfida per la presidenza della Regione. Insomma, un’occasione per ribadire quei principi che erano venuti fuori già nel corso della partecipata assemblea di luglio. E che però non sarebbero stati recepiti dall’altra area del partito. 
Gli appuntamenti di sabato saranno preceduti dall’incontro convocato per venerdì pomeriggio con pezzi della direzione regionale del Pd. Insomma, se non è una dichiarazione di guerra, questa volta poco ci manca. Una sorta di avvertimento in vista la discussione più ampia che si terrà all’interno del partito per dire che scorciatoie o finte soluzioni non saranno gradite. 
E al momento, rimangano ai box i due candidati considerati ormai da tempo ufficiosamente in pista, Piero Lacorazza e Marcello Pittella. Gli appuntamenti sul territorio si moltiplicano ma le riserve non saranno sciolte prima della prossima settimana. Al segretario Speranza spetta il compito più arduo. Quello di una difficile scelta di mediazione per evitare la battaglia sanguinosa che sarebbe aperta da uno scontro diretto. Sul piatto della bilancia pesano pure gli equilibri di coalizione.  Il Partito democratico  dovrà decidere cosa fare rispetto alle pressanti richieste  che arrivano da Sinistra ecologia e libertà che chiede un rinnovamento non di facciata, ma che porti a superare le criticità che hanno determinato le dimissioni del presidente De Filippo. Domani i segretari Valvano e Murante, nel nuovo vertice dei partiti di centrosinistra, presenteranno un documento unitario, una sorta di carta dei valori con le loro condizioni sull’appoggio alle candidature. Entrambi insistono sulla richiesta che almeno il candidato presidente  abbia un profilo distante da quelli compromessi dai guai giudiziari e di mala gestione che arrivano dal recente passato. Anche se almeno per ora  il Pd ha definitivamente escluso la incandidabilità degli indagati dell’inchiesta Rimborsopoli, è proprio l’area Bubbico-Folino a chiedere che le richieste di Sel e Psi non vengano ignorate. Ancora una volta la discussione si sposta tutta all’interno del partito democratico, al centro del solito scontro tra  anime contrapposte che non riescono a trovare una tregua.

POTENZA - In casa dei democratici  si scaldano i motori sulla griglia di partenza dopo l’ufficializzazione della data delle primarie che si terranno il prossimo 22 settembre. Il tempo che separa dalla data ultima per le candidature che vanno presentate entro il 5 settembre è veramente risicato. 

 

Ma se per ora nessuno dei papabili candidati esce alla scoperto, preferendo lavorare sottotraccia, in attesa di indicazioni più precise, è ancora una volta l’asse Bubbico - Folino ad affilare le armi e rompere gli indugi. E sulla scorta dell’iniziativa già a promossa a Tito quasi due mesi fa, i due generali romani danno appuntamento ad amministratori ed esponenti d’area per la giornata di sabato. Due riunioni: una a Potenza nella mattinata, l’altra a Matera nel pomeriggio. 

Per ribadire, ancora una volta, che serve una scelta innovativa “vera”.  Che il partito non può nascondersi dietro una falsa soluzione, che aggiri ma non superi la crisi politica che ha portato alle dimissioni del presidente De Filippo. 

Non sarà il luogo in cui verrà indicato il candidato - ribadiscono dallo staff organizzativo - ma i cui verrà delineato il profilo che dovrà avere chi intende portare avanti la sfida per la presidenza della Regione. Insomma, un’occasione per ribadire quei principi che erano venuti fuori già nel corso della partecipata assemblea di luglio. E che però non sarebbero stati recepiti dall’altra area del partito. 

Gli appuntamenti di sabato saranno preceduti dall’incontro convocato per venerdì pomeriggio con pezzi della direzione regionale del Pd. Insomma, se non è una dichiarazione di guerra, questa volta poco ci manca. Una sorta di avvertimento in vista la discussione più ampia che si terrà all’interno del partito per dire che scorciatoie o finte soluzioni non saranno gradite. E al momento, rimangano ai box i due candidati considerati ormai da tempo ufficiosamente in pista, Piero Lacorazza e Marcello Pittella. Gli appuntamenti sul territorio si moltiplicano ma le riserve non saranno sciolte prima della prossima settimana. 

Al segretario Speranza spetta il compito più arduo. Quello di una difficile scelta di mediazione per evitare la battaglia sanguinosa che sarebbe aperta da uno scontro diretto. Sul piatto della bilancia pesano pure gli equilibri di coalizione. 

 Il Partito democratico  dovrà decidere cosa fare rispetto alle pressanti richieste  che arrivano da Sinistra ecologia e libertà che chiede un rinnovamento non di facciata, ma che porti a superare le criticità che hanno determinato le dimissioni del presidente De Filippo. Domani i segretari Valvano e Murante, nel nuovo vertice dei partiti di centrosinistra, presenteranno un documento unitario, una sorta di carta dei valori con le loro condizioni sull’appoggio alle candidature. 

Entrambi insistono sulla richiesta che almeno il candidato presidente  abbia un profilo distante da quelli compromessi dai guai giudiziari e di mala gestione che arrivano dal recente passato. 

Anche se almeno per ora  il Pd ha definitivamente escluso la incandidabilità degli indagati dell’inchiesta Rimborsopoli, è proprio l’area Bubbico-Folino a chiedere che le richieste di Sel e Psi non vengano ignorate. Ancora una volta la discussione si sposta tutta all’interno del partito democratico, al centro del solito scontro tra  anime contrapposte che non riescono a trovare una tregua.

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