Salta al contenuto principale

La contromossa tattica di De Filippo
Quattro nomi per una soluzione di pace

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 47 secondi

POTENZA - La contromossa di De Filippo non si è fatta attendere. Dopo l’attacco sferrato dallo storico avversario Vincenzo Folino, l’ex governatore rilancia la palla nell’altra metà campo. E apre: una mediazione per individuare un candidato presidente sostenuto da tutto il partito (o almeno dalle due aree principali) per le Primarie del prossimo 22 settembre è possibile. A patto che la scelta ricada nelle opzioni proposte dal presidente dimissionario. Per annunciarlo, nessuna convention - come invece ha fatto l’area progressista - nè ragionamenti da costruire intorno alle possibili candidature. Solo nomi, consegnati direttamente al segretario Speranza. Una rosa di quattro uomini di partito tra cui scegliere o una lista di esterni della società civile che al momento rimane top secret. Una proposta d’intesa vera o solo schieramenti tattici  in vista di un inevitabile scontro diretto Lacorazza-Pittella? Almeno in apparenza, sembra proprio che, arrivati a questo punto, le vere primarie del Pd nessuno le voglia. E De Filippo sarebbe il primo a non mettere ipoteche. Con una proposta più che “generosa” nei confronti degli avversari. 

Quattro nomi - quelli da lui indicati - tre di area ex Ds e solo un ex democristiano.

Partiamo da quest’ultimo, il professore Gianpaolo D’Andrea, ex sottosegretario del Governo Monti. Sessantaquattro anni, docente universitario di Storia, con un curriculum politico che può vantare più incarichi romani che lucani, è uno dei possibili candidati indicati anche da Vincenzo Folino e Filippo Bubbico. Insieme al sindaco di Matera, Salvatore Adduce, considerato tra i papabili da entrambe le aree. Anche lui ex Ds, a 17 anni segretario della Fgci, migliorista con Ranieri, poi dalemiano, candidato alla segreteria regionale contro Roberto Speranza. La convergenza sul suo nome potrebbe risolvere la questione territoriale, con il partito materano che, nella logica dell’alternanza, chiede che questa volta il governatore arrivi dalla Città dei Sassi. Materano anche il presidente del Consiglio, Vincenzo Santochirico, anche lui nella “lista d’oro” del presidente che in teoria sarebbe un uomo di Folino.  Ma che - date le premesse - difficilmente potrebbe trovare il via libera dei progressisti che chiedono un taglio netto con gli esponenti del precedente Consiglio, per altro finiti nell’inchiesta sulla Rimorsopoli lucana.  E poi c’è l’ultimo, Rocco Colangelo, anche lui filosofo come l’ex governatore, e con un profilo da intellettuale di partito.

Fervente socialista, poi confluito nei Ds, quindi nel Pd, ex assessore regionale alla Sanità, transitato dal partito all’apparato, prima presidente della Società energetica lucana, oggi direttore generale dell’Arbea. Un nome che anche il deputato dal “brutto carattere” si era lasciato sfuggire nel corso dell’assemblea potentina dello scorso sabato.  Ma al momento le due ipotesi che lascerebbero un maggiore margine di concertazione sono quelle di Gianpaolo D’Andrea e Salvatore Adduce. Dunque, quello di De Filippo sarebbe un ramoscello di ulivo consegnato nelle mani del segretario. Tanto più che  dalla lista del presidente manca il nome di Marcello Pittella, considerato fino a questo momento il candidato più papabile dell’area moderata. A parità di condizioni, entrambi nelle postazioni più importanti di Giunta e Consiglio, tra l’assessore di Lauria e l’ex presidente di Al, De Filippo salverebbe il secondo. Più di un passo in avanti verso l’“avversario”. Che lascia intravedere una contropartita di sostanza. A cominciare dalla composizione delle liste: mediazione del nome del presidente da “barattare” con meno rigidità nella scelta dei candidati consiglieri. Del resto la linea foliniana del “in campo nessuno dei protagonisti degli ultimi otto anni” difficilmente passerebbe in direzione regionale, organismo al quale spetta l’approvazione delle liste. La possibile convergenza sul nome del candidato presidente aprirebbe quindi a mediazioni più alte.

Nessuna indiscrezione, invece, sui nomi della lista degli esterni indicati dal presidente.  Tranne quelli informalmente circolati nei giorni scorsi: in testa l’ex di Confindustria, Pasquale Carrano, e ancora il direttore dell’ospedale San Carlo, Gianpiero Maruggi, al rettore dell’Università Mauro Fiorentino, nome molto gradito all’alleato di  De Filippo, il senatore Margiotta.

Ora è di nuovo tutto nelle mani del segretario Speranza che dovrebbe elaborare una proposta di  sintesi nei prossimi giorni e non oltre il week end.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?