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Codice etico del centrosinistra:
annacquata la questione morale

Basilicata

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POTENZA - Avevano annunciato fuoco e fiamme. I partiti della coalizione di centrosinistra (Sel, Psi, Rifondazione e Verdi)  avevano promesso battaglia su quella che da questione morale è stata subito ribattezzata questione politica. E tra i maggiori agguerriti proprio lui, il segretario del Psi lucano, Livio Valvano, arrivato a minacciare il mancato sostegno del suo partito alle Primarie in caso di mancato accordo sulla delicatissima questione. A lui il tavolo aveva dato mandato di elaborare la famosa carta di intenti. Un documento che avrebbe dovuto integrare il regolamento per le Primarie, già approvato dal tavolo di centro sinistra, in cui si ancora la questione della candidabilità al solo codice etico del Pd, che esclude dalla competizione elettorale esclusivamente i condannati per corruzione e gli indagati in processi per mafia. La stesura ufficiale e definitiva ancora non c’è. Ma la bozza circolata in questi giorni è molto lontana da quello che ci si aspettava. 

Tanto da irritare gli stessi  alleati come Sel e Verdi che chiedevano una posizione più netta e che ora hanno presentato integrazioni al documento. Nessun riferimento né alla Rimborsopoli lucana, né alle responsabilità politiche che lo stesso Valvano aveva ribadito più volte. Solo un’enunciazione di generici principi che potrebbero valere per le elezioni in Basilicata, ma anche nelle Marche, e avere qualsiasi bandiera politica. “Ridare autorevolezza, efficacia e prestigio alle istituzioni e alla politica”; “no alle cooptazioni gestionali, risveglio della fiducia, a cominciare dai giovani e dalle donne”; “ricolmare la faglia tra cittadini e politica”; “cambiamento e affidabilità della politica”. E ancora: “no ai personalismi e alla concentrazione di ruoli configgenti”. Questi alcuni passaggi della bozza elaborata fino a questo momento. In cui non c’è traccia  né della questione “indagati”, posta invece a parole, né della necessità di rottura di un ciclo politico evidentemente al capolinea. La montagna ha partorito il topolino. Tanto da far pensare che tutta la questione sia stata agitata in maniera  strumentale. 

Come valutare, in base a un documento di questo tipo, se un aspirante consigliere sia candidabile oppure no? In tal senso non c’è alcuna indicazione. E’ vero che lo stesso Valvano aveva spiegato che, al di là di quello che verrà messo nero su bianco, sarà al momento dell’ufficializzazione dei nomi che i singoli partiti valuteranno il sostegno. Ma per ora della linea dura annunciata non c’è neanche l’ombra. Un documento troppo blando per gli altri alleati - Sel, Rifondazione e Verdi - che ora chiedono opportune integrazione. Il tavolo per la Carta d’intenti tornerà a riunirsi il prossimo giovedì. Si vedrà allora se la questione morale agitata sia stata finalizzata solo a sostegno di questa o quell’altra parte, o per un futuro accordo sulla lista dei candidati consiglieri.

marlab

m.labanca@luedi.it 

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