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L'Udc accetta il "codice etico" di Scelta Civica
e blocca le candidature

Basilicata

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SCELTA CIVICA per la Basilicata, Popolari Uniti, Unione Democratici di Centro, Laboratorio di Centro (Grande Sud, Udc, Fare per Fermare il Declino, Lucidamente, Piazza Pulita), Veri Valori, Verdi, Movimento Socialista Lucano, Movimento Per le Autonomie hanno firmato ieri un “documento d’intesa politico-amministrativo” in vista delle elezioni per il rinnovo del consiglio regionale, in programma il 17 e 18 novembre prossimo.

Lo ha reso noto Scelta civica che, definendo “un fatto assai traumatico” l’interruzione della legislatura regionale per le dimissioni del presidente in seguito all’inchiesta giudiziaria sui rimborsi illecitamente percepiti, ha detto che “è urgente in questa regione ridare dignità alla politica ed alle istituzioni per evitare, innanzitutto, che nella prossima tornata elettorale anticipata, la Basilicata possa essere travolta da un’onda anomala di qualunquismo, populismo e finto moralismo”.

I firmatari del documento, “nel condividere l'analisi negativa sulla passata gestione governativa regionale, si propongono come alternativa di governo mediante la costruzione di un’aggregazione politica indipendente ed equidistante dal Pd che si ritiene sia il principale responsabile della situazione di attuale arretratezza di tutti i settori, come dal Pdl per vent'anni accondiscendente e tiepido nel suo ruolo di opposizione. Il nuovo soggetto politico-elettorale-amministrativo si fa promotore del progetto di rinnovamento, aperto a quanti condividono l’intento di costruire un nuovo sistema di governo regionale. Perciò l'attuale posizione politica dell’alleanza è di equidistanza, traducibile in una linea autonoma anche da eventuali altre dinamiche nazionali. Deve essere un’alternativa culturale di governo dove anche la questione morale assume un peso determinante.

Il termine discontinuità è il comune denominatore che sta alla base del documento e che tutti i sottoscrittori mettono in cima alla riflessione: discontinuità nella indicazione del candidato Presidente per metodo ed appartenenza partitica; nella modalità di indicare i candidati e comporre le liste e discontinuità nell’indicare una nuova etica della politica che si sostanzia attraverso la scelta della classe dirigente; nelle politiche di settore, soprattutto quelle di sviluppo e del lavoro; nel clientelismo e nel familismo, facendo prevalere la competenza e la meritocrazia; nella riforma degli enti strumentali avente presente anche il risparmio di spesa pubblica; nel rapporto con le compagnie petrolifere”.

E l’assunzione del codice etico per l’Udc, che lo ha accettato, vuol dire la non candidabilità di almeno tre persone, stiamo parlando di Mollica, Mancusi e Falotico, tre dei notabili coinvolti nell’inchiesta rimborsopoli. Questo argomento però dovrà essere approfondito nella riunione in programma martedì dove il blocco del centro dovrà trovare una via di mezzo per identificare il candidato governatore echi si presenterà per un posto da consigliere. In quella riunione, ha detto Ernesto Navazio «si tireranno le somme. Sono sicuro che la scelta veràà fatta nella massima franchezza, perché c’è bisogno di dare un segno di discontinuità. Non è la prima volta che come Scelta Civica prendiamo questa posizione e continueremo su questa strada».

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