Salta al contenuto principale

M5S, votati i criteri di scelta
ma restano le frizioni interne

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 48 secondi

IL MOVIMENTO 5 Stelle ha chiuso le votazioni sui criteri da utilizzare per le “regionarie”, le votazioni sui candidati che finiranno nelle liste per le elezioni di novembre. Criteri che stabiliscono un po’ tutti quei nodi spinosi che hanno scatenato una caldissima discussione in questi mesi tra le file degli attivisti. Ma mentre la rete si è espressa su Liquid Feedback, raggiungendo il quorum su tutti i quesiti proposti, dall’altra si apre un nuovo fronte per quanto riguarda le votazioni dei criteri direttamente su modulo cartaceo. Questa proposta, pubblicata sulla piattaforma per il voto interno, è stata di recente congelata proprio perché rischiava di non raggiungere il quorum previsto. In pratica oltre alla scelta via web una parte degli attivisti ha avanzato la proposta di raccolte cartacee per gli iscritti impossibilitati ad accedere alla rete. La cosa a molti non è piaciuta, tant’è che la votazione è stata congelata.

Votazione “dal vivo” o sul web non importa, perché con i risultati ottenuti sulla piattaforma si può già stabilire quali saranno le scelte da applicare sia in fase programmatica, sia le regole da utilizzare sulla scelta dei votanti, dei candidabili e sulla modalità di voto delle “primarie” del MoVimento 5 Stelle. Ed ecco anche, finalmente, il verdetto della rete sulla proposta Petrocelli, che non è stata cassata (ha riscosso un buon numero di voti) ma non è stata neanche approvata. Al suo posto è stato deciso che gli unici incandidabili saranno quelli che si sono presentati in altre liste elettorali soltanto in competizioni dove c’era già una lista certificata del MoVimento 5 Stelle.

L’altra buona notizia riguarda invece l’applicazione stessa dei criteri. Un altro focolaio di polemiche infatti si è generato dopo l’intervento, tramite telefonata fatta dall’attivista Francesco Filippetti, al guru Gianroberto Casaleggio. Stando alle direttive nazionale la Basilicata avrebbe dovuto applicare i criteri sulle regionali così come dettato dallo staff nazionale, altrimenti non sarebbe stata certificata nessuna lista in regione. Anche questa cosa è stata messa ai voti su Liquid Feedback e alla fine, con un evidentissimo distacco, gli attivisti hanno preferito scegliere la votazione piuttosto che attendere la manovra risolutiva dai 5 Stelle nazionali. L’idea dell’autorganizzazione è stato il leit motiv di questi mesi, una cosa ampiamente confermata dopo le votazioni. E la scelta dei candidati sarà fatta per provincia. Ogni gruppo territoriale infatti sceglierà i potenziali candidati che verranno messi al voto su base provinciale. Ma non sarà un voto pubblico, è stato deciso il voto segreto sul portale nazionale.

A questo punto, però, sorge un altro problema, che già si era verificato alle cosiddette “parlamentarie” e che ha creato non pochi problemi a Grillo e soci. Chi potrà votare? E soprattutto, come si fa ad indentificare se un utente è iscritto al movimento entro una certa data e che non ci saranno problemi di voti falsati o gonfiati? Per ora si sa che a votare nelle “regionarie” saranno gli iscritti entro il 24 aprile 2013, giorno della caduta del consiglio regionale dopo lo scandalo rimborsopoli. Meno chiara la questione candidati. Mentre su una delle proposte al voto è stata approvato il criterio di candidabilità per gli iscritti fino al 25 febbraio 2013, giorno di chiusura per le elezioni nazionali, in un altro punto è stata votata (e approvata) la candidabilità agli iscritti al MoVimento fino al 31 dicembre del 2012.

Ma già si sa qualcosa di più su come verranno effettuate le votazioni: abbiamo già detto della divisione in province, quello che manca è la decisione sulla presentazione di due liste, dove gli elettori potranno esprimere doppia preferenza. Una lista sarà per i candidati consiglieri, l’altra per i candidati presidente. Chi sceglie di candidarsi in una lista non potrà farlo nell’altra. Una sorta di metodo che cercherà di evitare le esclusioni almeno alle regionarie. Qui però la discussione è ancora in corso all’interno tra gli attivisti. Questo perché per molti il criterio votato stabilirebbe l’esclusione diretta di chi, candidato presidente alle primarie, vorrebbe riprovarci come consigliere. Ma attenzione ai candidati: prima bisognerà chiudere il programma e poi si potrà partire con le candidature. Da questa prima fase di scrematura sulle “regionarie” alla fine de dovrà uscire una sola lista che comprenderà 20 candidati consiglieri ed uno soltanto in corsa alla presidenza.

v.panettieri@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?