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Quel tavolo di capi
che oggi non c'è più

Basilicata

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POTENZA - C’era una volta il tavolo unico. Una volta. Ma non tanto tempo fa. C’era l’abitudine di riunirsi in un posto e decidere. Magari si discuteva per ore. E magari si urlava pure. C’era chi si alzava e si allontanava per fumare una sigaretta e tornare un pò più lucido alla conversazione. A volte tornava ancora più determinato a far vincere le proprie idee e affermare i propri pensieri.

E’ andata così per anni. C’è chi li chiamava “caminetti”. Chi “vertici”. Chi semplicemente incontri per assumere la decisione finale e definitiva. Si racconta che il primo a organizzare il tavolo unico del centrosinistra con tutti i colonnelli presenti fu Egidio Mitidieri.

Quell’Egidio Mitidieri scomparso da un paio di anni di cui probabilmente la politica lucana avrebbe bisogno oggi come non mai. Forse sarebbe riuscito a indurre a più buoni consigli nella sua casa di Latronico o nella sua villa al mare a Diamante dove si svolsero alcuni incontri decisivi a cavallo degli anni ‘90.

L’abitudine, la necessità, la consuetudine o cumunque la si voglia chiamare è stata interrotta da pochi anni. C’è chi giura che sia stato Folino a non voler più questo tipo di riunione. Sarà vero. Ma è anche la fotografia quasi sbiadita di un’epoca politica che non c’è più. Era l’epoca in cui ai tavoli c’era Boccia, Molinari, Luongo (lui è ancora della partita ma va in pizzeria ormai), Mitidieri e tanti altri. Non c’erano i cellulari multitasking. Figurarsi le mail, Facebook, Twitter.

E non c’erano nemmeno le Primarie. Che di fatto hanno dilatato il tempo delle decisioni. Allora il candidato doveva essere deciso. Nel bene o nel male in una stanza. Oggi si può decidere di non decidere o meglio si può ricorrere ai tempi supplementari. E forse pure ai rigori.

Prima Di Nardo, Bubbico, Boccia, De Filippo furono scelti intorno a un tavolo. Vale per il centrosinistra. Ma ancor prima si ricordano riunioni fiume della Dc, del Pci e dei socialisti. E sui socialisti c’è un parallelo. Allora a decidere c’era un altro Pittella. Domenico. Padre di Gianni e Marcello. Allora gli incontri avvenivano a Lauria o in via Mazzini a Potenza in casa di Franco Mattia. C’è chi racconta aneddoti che sanno un pò di leggenda di urla e di pavimenti crepati. Ma di certo tutto avveniva guardandosi in faccia. Oggi no. Si decide a telefono magari a centinaia di chilometri. E se la linea salta? Tranquilli, ci sono le Primarie.

sal.san.

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