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Invito di Piero Lacorazza al Pdl:
«Sul petrolio stiamo insieme»

Basilicata

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7 minuti 7 secondi

 

di MARIATERESA LABANCA
POTENZA - Dal palco della festa della Cgil, nella affollata piazza Don Bosco di Potenza, Piero Lacorazza, candidato alle Primarie del centrosinistra del prossimo 22 settembre,  parla già da quasi governatore. A chi gli chiede quale siano le sue proposte in fatto di estrazioni, lancia l’appello: «Sul petrolio occorre essere uniti. Serve un’interlocuzione forte per dare attuazione al più presto al decreto liberalizzazioni. Chiederò a tutti parlamentari, anche quelli del centrodestra, di lavorare insieme per la ricontrattazione non delle royalty, o almeno non solo, ma soprattutto delle compensazioni in termini di crescita della regione e di infrastrutture». E in una piazza di sinistra, incorniciata dalle bandiere rosse del sindacato di Susanna Camusso, il presidente della Provincia una cosa di sinistra la dice, strappando gli applausi della platea: «Il bonus carburanti non può riguardare tutti. Cosa se ne fa uno con la Mercedes di cento euro di benzina all’anno? Destiniamo quelle risorse alle fasce deboli e alla coesione sociale». Più solidarietà e giustizia sociale è il tema base che ritorna  negli interventi del convegno della seconda giornata di “Liberiamo il futuro” su fisco pensioni e welfare. A partire da quello del viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, che fa scivolare il suo ragionamento su due assi principali: ripartenza del’economia e redistribuzione di risorse. Elenca  i provvedimenti del Governo adottati in questa direzione: dai programmi per i giovani, al rimpinguamneto del fondo destinato agli ammortizzatori in deroga e agli esodati. Consapevole che ci si misura con i limiti di un esecutivo che «non è quello che avremmo voluto, ma all’interno del quale bisogna lavorare». Parla di invece di lotta a pensioni e redditi d’oro, il segretario dello Spi nzionale,  Ivan Pedretti. Al segretario  di categoria di Basilicata, Bruno Raccio spetta l’analisi del quadro regionale dove molti pensionati «arrivano a comprare farmaci “a nero” per l’impossibilità di arrivare a fine mese». Ma gli occhi, ieri sera, erano concentrati soprattutto su di lui, il  presidente Lacorazza alla  prima uscita in piazza dopo l’ufficializzazione della candidatura. In prima fila anche il deputato Folino, il consigliere Restaino, il sindaco Santarsiero e il segretario dei socialisti, Valvano. Dal palco il presidente ribadisce i punti forti del suo programma: ambiente, energia, ma anche trasparenza nella pubblica amministrazione e infrastrutture, immateriali e materiali. E in proposito il presidente dà anche un’anticipazione: «Attendiamo a breve l’annuncio dello sblocco delle risorse per il completamento della Tito Brienza. Cento milioni di euro fino a ora rimasti fermi, a causa dei vincoli della Regione derivanti dal patto di stabilità. In queste ore il presidente De Filippo e il capo compartimento Anas sono al lavoro per questo». 
Alla domanda della moderatrice, Mariolina Notargiacomo, che gli chiede se si propone come un aspirante presidente di continuità o di rottura rispetto all’amministrazione  precedente, risponde: «Non sono in discontinuità, è il contesto che lo è.  Innovazione non vuol dire per forza bruciare ciò che è stato. Occorre guardare al passato, prendere il buono che c’è stato e interpretarlo con  spirito di cambiamento perché è il contesto che è differente. Gli errori? Ci sono stati. Non serve rinnegarli. Occorre, invece, ammetterli, e superarli per fare di meglio». L’altro protagonista del palco, il segretario regionale della Cgil, Alessandro Genovesi, con la consueta foga che anima i suoi interventi, richiama al lavoro per la Basilicata. «Finita la campagna elettorale, occorrerà dare subito risposte adeguate alle grandi emergenze che vive la regione. L’abbiamo già fatto con il Piano del lavoro. Occorre individuare pochi settori sui cui puntare e indirizzare tutte le risorse. La sagra pure ci può stare, ma non è certo il motore dello sviluppo. E allora occorre una nuova programmazione dei fondi pubblici da investire nei comparti trainanti come quello del manufatturiero. Il primo grande obiettivo deve essere il lavoro, senza quello non c’è giustizia sociale». 

POTENZA - Dal palco della festa della Cgil, nella affollata piazza Don Bosco di Potenza, Piero Lacorazza, candidato alle Primarie del centrosinistra del prossimo 22 settembre,  parla già da quasi governatore. A chi gli chiede quale siano le sue proposte in fatto di estrazioni, lancia l’appello: «Sul petrolio occorre essere uniti. Serve un’interlocuzione forte per dare attuazione al più presto al decreto liberalizzazioni. 

 

Chiederò a tutti parlamentari, anche quelli del centrodestra, di lavorare insieme per la ricontrattazione non delle royalty, o almeno non solo, ma soprattutto delle compensazioni in termini di crescita della regione e di infrastrutture». 

E in una piazza di sinistra, incorniciata dalle bandiere rosse del sindacato di Susanna Camusso, il presidente della Provincia una cosa di sinistra la dice, strappando gli applausi della platea: «Il bonus carburanti non può riguardare tutti. Cosa se ne fa uno con la Mercedes di cento euro di benzina all’anno? 

Destiniamo quelle risorse alle fasce deboli e alla coesione sociale». Più solidarietà e giustizia sociale è il tema base che ritorna  negli interventi del convegno della seconda giornata di “Liberiamo il futuro” su fisco pensioni e welfare. A partire da quello del viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, che fa scivolare il suo ragionamento su due assi principali: ripartenza del’economia e redistribuzione di risorse. 

Elenca  i provvedimenti del Governo adottati in questa direzione: dai programmi per i giovani, al rimpinguamneto del fondo destinato agli ammortizzatori in deroga e agli esodati. 

onsapevole che ci si misura con i limiti di un esecutivo che «non è quello che avremmo voluto, ma all’interno del quale bisogna lavorare». Parla di invece di lotta a pensioni e redditi d’oro, il segretario dello Spi nzionale,  Ivan Pedretti. Al segretario  di categoria di Basilicata, Bruno Raccio spetta l’analisi del quadro regionale dove molti pensionati «arrivano a comprare farmaci “a nero” per l’impossibilità di arrivare a fine mese». Ma gli occhi, ieri sera, erano concentrati soprattutto su di lui, il  presidente Lacorazza alla  prima uscita in piazza dopo l’ufficializzazione della candidatura. In prima fila anche il deputato Folino, il consigliere Restaino, il sindaco Santarsiero e il segretario dei socialisti, Valvano. 

Dal palco il presidente ribadisce i punti forti del suo programma: ambiente, energia, ma anche trasparenza nella pubblica amministrazione e infrastrutture, immateriali e materiali. E in proposito il presidente dà anche un’anticipazione: «Attendiamo a breve l’annuncio dello sblocco delle risorse per il completamento della Tito Brienza. Cento milioni di euro fino a ora rimasti fermi, a causa dei vincoli della Regione derivanti dal patto di stabilità. In queste ore il presidente De Filippo e il capo compartimento Anas sono al lavoro per questo». 

Alla domanda della moderatrice, Mariolina Notargiacomo, che gli chiede se si propone come un aspirante presidente di continuità o di rottura rispetto all’amministrazione  precedente, risponde: «Non sono in discontinuità, è il contesto che lo è.  Innovazione non vuol dire per forza bruciare ciò che è stato. Occorre guardare al passato, prendere il buono che c’è stato e interpretarlo con  spirito di cambiamento perché è il contesto che è differente. 

Gli errori? Ci sono stati. Non serve rinnegarli. Occorre, invece, ammetterli, e superarli per fare di meglio». L’altro protagonista del palco, il segretario regionale della Cgil, Alessandro Genovesi, con la consueta foga che anima i suoi interventi, richiama al lavoro per la Basilicata.

 «Finita la campagna elettorale, occorrerà dare subito risposte adeguate alle grandi emergenze che vive la regione. L’abbiamo già fatto con il Piano del lavoro. Occorre individuare pochi settori sui cui puntare e indirizzare tutte le risorse. La sagra pure ci può stare, ma non è certo il motore dello sviluppo. E allora occorre una nuova programmazione dei fondi pubblici da investire nei comparti trainanti come quello del manufatturiero. Il primo grande obiettivo deve essere il lavoro, senza quello non c’è giustizia sociale». 

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