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Petrolio e royalties
L’attacco di Rosa e D’Ecclesiis

Basilicata

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POTENZA - Gianni Rosa esce allo scoperto sui muri di Potenza. Ecco che il primo manifesto elettorale fa capolino in questa tormentata campagna elettorale del centrodestra lucano. E mentre Gianni Rosa va a cercare le polemiche tramite facebook ecco che in tandem con gianpiero D’Ecclesiis sferra l’ennesimo attacco al duo lacorazza-Pittella. Due uomini che su petrolio e royalties cercano «di dare una mano di vernice nuova alle solite vecchie posizioni del Partito Democratico secondo una logica che fa del nuovismo lessicale la chiave per abbellire la continuità programmatica con le politiche attuate finora in 20 anni di gestione miope della questione petrolio in Basilicata».

Nulla di nuovo, quindi, per Fratelli d’Italia, solo un timido cambio di guardia. «Lacorazza - continuano i due - rivendica che “la Basilicata ha già dato prova di grandi capacità negoziali” e riafferma, qualora ce ne fosse bisogno che “non si può rinunciare al petrolio” in piena continuità con chi ha legittimato le politiche di estrazione senza controlli, l’immobilismo dell’Arpab, la petrolizzazione forzata della regione fatta senza criterio, senza rispetto per la salute dei cittadini e l’ambiente, senza controlli».

per i due la posizione di lacorazza è solo di facciata: perché «per anni la maggioranza di cui è esponente rappresentativo ha negato l’esistenza del problema, ha osteggiato ogni protesta, ha trascurato del tutto la problematica ambientale in Val d’Agri e non solo (Il Caso Fenice insegna)».

Ma c’è tempo anche per prendersela con Pittella a seguito della sua dichiarazione d’opposizione allos trapotere delle multinazionali. «A tutti - scrivono D’Ecclesiis e Rosa - è ben nota la modalità con attraverso la quale mediante l’uso delle royalties molte amministrazioni comunali di sinistra hanno costruito una macchina del consenso clientelare che è la stessa su cui il Pd ha costruito e mantiene il consenso in vaste parti della Regione».

Insomma, la riflessione di Fratelli d’Italia guarda a quel Pd che «ha ignorato come un muro di gomma le proteste, le prove, le testimonianze che provenivano dal vasto mondo della società civile, delle associazioni e dei movimenti, la stessa maggioranza che ha permesso fatti gravissimi come quelli accaduti all’inceneritore Fenice, ora, come Alice nel Paese delle meraviglie, si destano e sciorinano un corollario di frasi fatte.

La credibilità sulle questioni, sulle battaglie si costruisce con le azioni, ci vuole ben altro che un giro in camper o una dichiarazione battagliera, la credibilità si costruisce con le azioni e l’agire politico e ambedue queste cose dicono chiaramente che tanto Pittella quanto Lacorazza sono pienamente in continuità con le scelte fatte dal governo regionale controllato dal Pd e sono un indice certo della continuità delle loro scelte in questo settore.

Abbiamo ripetutamente denunciato le farse degli Osservatori ambientali, delle mille convenzioni inconcludenti, dei controlli insufficienti, degli accordi al ribasso fatti dai protagonisti di quello che abbiamo definito il “Sistema Basilicata”, i lucani questa volta non si faranno prendere in giro. 

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