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Post voto: riunione del centrosinistra,
gli alleati chiedono chiarezza al Pd

Basilicata

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POTENZA - Ma ora cosa accade? Forse nemmeno la Sibilla Cumana si spingerebbe a profetizzare. Perchè è oggettivamente complicato. Ha vinto Marcello Pittella. E’ lui che ha il pallino in mano. Ma non ha il Pd (se non Antezza e Braia) dalla sua.

Se vuole il Partito democratico dalla sua parte dovrà inventarsi una strategia politica. Perchè in queste settimane, lui il Pd lucano lo ha affrontato di petto prima sfidandolo, poi demonizzandolo e crticandolo e poi battendolo. E’ vero che in politica e in campagna elettorale le parole hanno un senso leggero, a volte effimero. Ma Pittella è stato durissimo. Nei confronti di Roberto Speranza in particolar modo, ma anche nei confronti di Vito De Filippo. E non solo. Di fatto Pittella ha vinto la sua battaglia sconfessando le scelte politiche del Pd lucano ufficiale e si è alleato con esterni al partito che gli hanno consentito di ottenere quel quid decisivo. Alleati di necessità e di percorso che con il Pd hanno poco con cui spartire. Roberto Falotico in primis che dopo aver partecipato alla nascita del partito nel 2007 ha intrapreso strade diverse anche combattendo elettoralmente il Pd. Ma non è una questione strettamente legata ai nomi. Il punto è politico. Anche. Marcello Pittella ha vinto sì, ma non di larga misura. In pratica le Primarie, prendendo in esame solo i voti dei due candidati del Pd palesano due fazioni praticamente uguali (Pittella ha vinto di meno di 400 voti su 55 mila). E per dirla tutta se l’assessore alle Attività produttive vuole vincere le elezioni di novembre deve dimenticare gli slogan “Liberiamo la Basilicata” e convincere l’ala più dura del partito (Folino e Bubbico in primis) che si può andare di nuovo tutti insieme. E la questione è complicata. Il punto è trovare un accordo (possibile?) a metà tra la linea politica intrapresa da Pittella - allargamento della coalizione - e la linea intransigente dell’altro lato che auspicava un “rinnovamento ampio, largo e profondo”.

In pratica la domanda è: esiste un punto di incontro? Non è chiaro. Uno snodo crciale sarà l’assemblea del partito regionale convocata per il prossimo 28 settembre. In quella sede si presenterà Pittella che sarà chiamato a parlare per primo e porrà presumibilmente sul tavolo una piattaforma di partenza. Ruolo decisivo sarà quello di De Filippo che da commissario (dopo le dimissioni di Speranza) che dovrà tentare di rimettere insieme i cocci. Ma nulla è escluso. Dalle indiscrezioni si raccolgono diverse ipotesi. Non è nemmeno escluso che si vada alle elezioni di novembre con le stesse divisioni “granitiche” delle Primarie. Con qualche variazione ovviamente. Da parte sua lo sconfitto Piero Lacorazza si è già rimesso all’assemblea, a De Filippo e aspetta che a parlare sia appunto Pittella. Si vedrà. Il problema però è che i veleni non sono certo sopiti. Ieri sui social network i commenti erano ancora da sfida all’ultimo sangue. Insomma per i colonnelli non sarà semplice nemmeno smussare la rabbia degli “ultras”. Tanto più che, sebbene nessuno abbia contestato ufficialmente il risultato e quindi la vittoria di Pittella,  ci sono sospetti (in realtà c’è chi parla di prove fotografiche e report precisi) di un inquinamento del voto con l’intromissione di grosse fette di elettorato di centrodestra. E se la questione non viene sbandierata ufficialmente, sotto banco i ragionamenti proseguono. E in più c’è tutto il tema legato a rimborsopoli che se durante la campagna elettorale è stato tenuto in secondo piano non può non essere affrontato nei ragionamenti sulla composizione delle liste. Insomma il quadro è ha tinte fosche. In più nel campo degli sconfitti ci si addita a vicenda le ragioni della debacle: di certo (ma non solo) a Matera, Pignola e Potenza i torni non contano. Intanto ieri si è riunito il tavolo del centrosinistra guidato da De Filippo per il Pd al quale hanno partecipato Soave (Pdci), Valvano (Psi), Murante (Sel), Cantisani (Idv) e Lionetti (Cd). E’ stata una riunione interlocutorio in attesa dell’assemblea Pd del 28. Gli alleati però intanto hanno chiesto chiarimenti veloci su Scelta civica, sulla presentazione delle liste (chiesto che non ci siano liste civiche) e sulle reali intenzioni di rinnovamento. Insomma si va avanti a vista.

s.santoro@luedi.it

 

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