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E Pittella ora sveste l'armatura
replica a Bubbico e prova a evitare contrasti

Basilicata

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POTENZA - In tre giorni si può cambiare. Quasi miracolosamente. Perchè del Marcello Pittella in piena trance elettorale ieri sera al Grande Albergo di Potenza non c’è più traccia. Non c’è più traccia del “gladiatore” che al Don Bosco  (una settimana fa, non un anno fa) aveva messo in scena uno spettacolo politico degno di ben altri palcoscenici. Ieri Pittella ha parlato da candidato presidente del centrosinistra. Da vincitore delle Primarie. E da politico che ben sa che ora per arrivare a governare la Basilicata ha bisogno di un secondo “miracolo”. Perchè è inutile girarci intorno deve convincere il Pd tutto e la coalizione di centrosinistra intera a convergere su di lui dopo tutte le polemiche delle ultime settimane. Questo se vuole vincere le elezioni vere e sedersi sulla poltrona che è stata di De Filippo e prima ancora di Bubbico, Di Nardo, Boccia, Verrastro e gli altri. E Pittella dopo aver definito la vittoria alle Primarie con una frase «è nevicato ad agosto» non vuole certo fermarsi ora. Ma non è e non sarà una passeggiata. Come invece pensa qualcuno. A Pittella oltre all’entusiasmo ora servono molti più voti di quei 25 mila che lo hanno premiato domenica scorsa.

Per questo ora tende la mano agli sconfitti. Non farlo sarebbe un errore strategico che Pittella non vuole commettere. Ovviamente tutto sarà più chiaro solo nei prossimi giorni. Lo snodo resta l’assemblea del Partito democratico di Basilicata che si svolgerà sabato prossimo a Potenza. Pittella è in quella sede che dovrà convincere gli avversari (e pure qualche nemico) di ieri a sostenerlo nella battaglia decisiva. Senza contare che le fibrillazioni sono già partite con i “paletti” sollevati prontamente dalla Sel e dal Psi (vedere note di Valvano e Murante in pagina ndr).

Ma ieri è stata un’altra storia. Almeno per 24 ore i segnali lanciati da Pittella sono di distensione. Non è stato in ogni caso un incontro post elettorale di quelli classici. Come spiegato all’inizio da Roberto Falotico che ha organizzato l’incontro al Grande Albergo. E’ una sorta di ripartenza. Non c’è tempo da perdere a gustare la vittoria.

In bella mostra un nuovo simbolo come scenografia. Il Don Bosco è un ricordo anche in tal senso. Il simbolo scelto da Falotico è un cuore con dentro due parole “Noi Basilicata”.

Ma non è il «simbolo di un movimento o di un nuovo partito», si è affrettato a spiegare lo stesso Falotico. «Vuole rappresentare  - ha aggiunto l’assessore regionale alla Formazione - un messaggio di amore per questa terra».

Insomma si riparte dalla responsabilità. Come dire: dobbiamo stare insieme per la Basilicata. E se non velate nessun accenno di polemica nemmeno nei confronti di Filippo Bubbico che martedì da Roma aveva tuonato. Solo qualche accenno senza mai nominarlo da parte di Falotico. Pittella invece ha insistito sul concetto dello stare insieme e della necessità di ritrovare l’unità per il bene della Basilicata. Insomma la verità è che Pittella non vuole offrire spunti di polemica. Se sarà scontro non vuole essere lui la causa dell’innesco.

Ovviamente al netto delle parole e del clima ci sono temi complessi in campo. Come quello del rinnovamento del Consiglio regionale. Pittella da parte sua ha parlato della necessità di trovare la «giusta sintesi» tra rinnovamento totale e merito ed esperienza. Rifiutata quindi la necessità di cambiare tutto per le vicende di rimborsopoli. Il tema è stato chiarito con un concetto: «Non possono essere codici e regolette a dire chi sta dentro e chi sta fuori».

Ovviamente la vicenda è ben lontana dall’essre risolta. Ad ogni modo sia Falitico ma soprattutto Pittella hanno lanciato una proposta: «Primarie anche per la scelta dei candidati consiglieri». In pratica “se non ce la facciamo noi a metterci d’accordo lasciamo che siano i lucani con il metodo più democratico (le Primarie appunto) a decidere». Per rafforzare il concetto sono state rispolverate le parlamentarie con cui sono stati designati i candidati del Pd alle scorse politiche. Ovviamente il tempo a disposizione è strettissismo: le liste devono essere consegnate entro il 15 di ottobre. Tra una ventina di giorni. Ad ogni modo questo è il messaggio. Un modo per evitare lo scontro frontale e passare la palla dall’altro lato del campo. Parole quelle dette al Grande Albergo (dove nonostante la platea piena non c’era molto ceto politico) che in pratica confermavano il comunicato diffuso alcune ore prima da Pittella in cui si leggeva: «La nuova fase avviatasi all’indomani dell’esito delle Primarie mi vedrà impegnato, quale candidato eletto del centrosinistra ed assieme ai segretari dei partiti che lo compongono, in un lavoro di costruzione scrupoloso di una coalizione che sappia affrontare la nuova sfida elettorale di novembre e soprattutto sappia tener conto del messaggio consegnato dagli elettori, in termini di partecipazione e di richiesta di cambiamento. Riterrei  utile ricordare che con il significativo voto alle primarie, gli elettori hanno scelto non un nome, ma una linea e una traccia di proposte politiche e di programma».

s.santoro@luedi.it

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