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Partito democratico alla resa dei conti
Restaino a Viti: "Sei un bugiardo"

Basilicata

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POTENZA - Non si spara più a salve nel Pd lucano. Era inevitabile quanto prevedibile. Le Primarie del centrosinistra che si sono svolte domenica scorsa che di fatto hanno visto prevalere una parte del Pd sull’altra con in più l’inserimento determinante nella contesa anche di esterni al Partito democratico hanno fatto saltare il tappo.

Certo Marcello Pittella prova a gettare acqua sul fuoco ma per il momento serve a poco. La situazione interna al Pd lucano è incandescente. Di più: è lava fusa. In tale contesto ieri c’è stata “l’esplosione” di Restaino. Ieri il capogruppo del Pd in consiglio regionale è stato durissimo nei confronti dell’ex assessore Vincenzo Viti che da giorni è protagonista di una serie di considerazioni prima a favore della candidatura di Marcello Pittella alle primarie, poi sull’esito del voto in particolare a Matera e poi commentando le dichiarazioni di Filippo Bubbico. Restaino quindi ieri mattina ha rotto gli indugi entrando a gamba tesa sullo stesso Viti.

Durissime le parole di Restaino: «Non so se qualcuno è stato in trepidazione per la salute fisica e mentale di Vincenzo Viti, come lui stesso scrive. Non so se sia un “resuscitato”. Non so, in ultimo, se abbia bisogno di scongiuri. So di certo che è un bugiardo». Sì bugiardo. Restaino da del bugiardo a Viti e prosegue: «Non è una cosa nuova, in verità. E’ almeno da quarant’anni che la comunità regionale lo riconosce simpaticamente come “Vicienz’ o’ busciard”». Detto questo però, che potrebbe sembrare un semplice attacco politico, Restaino entra nel cuore del problema aggiungendo: «Lo abbiamo constatato, allibiti, con tutti i colleghi del gruppo consiliare del Pd leggendo, domenica scorsa, un commento dell’allegro Viti sulla vicenda rimborsopoli, con riferimento ad un grosso buco nel bilancio del gruppo consiliare da lui prodotto e da noi altri rimborsato». La questione supera i contorni politici. Restaino per la prima volta parla di un buco nel bilancio del gruppo del Pd. Questione non emersa nelle indagini rimborsopoli. La questione è delicata. Restaino quindi prosegue: «Pur infastidito dalle sue improvvide dichiarazioni, avevo deciso di soprassedere. Ma leggere, oggi, che Viti si mette a commentare le presunte “sorprendenti parole in libertà” degli altri, mi spinge a segnalare, se ce ne fosse ancora bisogno, che fra di noi, il campione assoluto in questo campo, è proprio lui. Abbiamo già preparato una bella coppa per festeggiare il primato».

Non si è fatta attendere la reazione di Vincenzo Viti attraverso una nota: «Mi spiace che il consigliere Restaino, con il quale ho sempre intrattenuto relazioni amichevoli e rispettose, si sia fatto andare a commenti così offensivi, quasi una forma di killeraggio, che non meriterebbero risposta. Io  esercitavo il diritto di commentare una vicenda, le Primarie, cui ho partecipato dando un contributo libero e come sempre ispirato al buon senso e alla moderazione. Ma è questa la ragione per cui Restaino perde le staffe? Credo di no. Sono indotto a pensare che sia il riflesso, spero inconsapevole, di uno stato di alterazione che ha ragioni evidenti e comprensibili. Comprenderà perciò  l’amarezza che ispira questa mia replica. Quanto alla definizione di cui mi gratifica in maniera così irrispettosa, peraltro utilizzata da qualche mio avversario politico (ma ci siamo ridotti a questo?) quando concorrevo e vincevo nelle competizioni elettorali, lascio giudicare. Si tratta di uno stile che non mi è mai appartenuto e che non replicherei mai».

Dopo aver replicato a essere definito “bugiardo” Viti entra nel merito del buco in bilancio del gruppo consiliare: «Infine, quanto al “cosiddetto buco” che avrei lasciato nella gestione del gruppo (una vicenda che ho raccontato con chiarezza assoluta, riconoscendo ai colleghi il gesto compiuto di farsi carico di una spesa sopportata per un servizio dovuto nella guida del gruppo consiliare), i colleghi consiglieri sanno bene come stanno le cose. E sanno bene come io mi sia speso con generosità e senza mai, dico mai, lucrare nulla. Chi ha come Restaino, guidato il Gruppo prima di me, conservi perciò la giusta serenità e non ricorra ad argomenti impropri e pretestuosi che valgono solo ad avvelenare un clima che dovrebbe nell’interesse di tutti, essere governato dall’intelligenza e dal realismo». Insomma la vicenda tocca sicuramente aspetti politici ma va oltre. Ma non finisce qui. Rincara la dose contro Viti un altro consigliere regionale del Pd: Giuseppe Dalessandro che al pari di Restaino alle scorse Primarie ha sostenuto il poi sconfitto Piero Lacorazza.

Dalessandro pur non arrivando alla potenza di fuoco di Restaino comunque attacca Viti sul piano politico: «Di una cosa non si può non dare atto a Viti, che anche in momenti così complicati per la vita del nostro partito riesce a farci sorridere e, per tale ragione, non possiamo che gioire per la sua brillante vitalità e augurargli ancora lunga permanenza tra noi, ma l'aver voluto superficialmente liquidare come ‘sorprendenti parole in libertà’ le dichiarazioni del senatore Bubbico, non solo ci lascia perplessi, ma ci pone difronte a qualche legittimo interrogativo». Dalessandro quindi conclude caustico: «Apprezziamo che sia stato un vincolo di profonda amicizia ad aver indotto l'onorevole a rinnegare quegli apparati di cui è stato parte assai determinante, ma non ci sembra un buon motivo perché si debba mirare al cuore dell'autorevolezza politica del nostro partito improvvisandosi cadetti di Guascogna, perché loro, i cadetti di Castel Geloso, sono ‘gradassi e mentitor senza vergogna’. Lo dico perché per fortuna i lucani, anche quelli del Don Bosco, hanno ben compreso da chi e da cosa si volesse liberare la Basilicata».

Insomma se qualcuno non l’avesse ancora capito nel Partito democratico di Basilicata sono arrivati alla resa dei conti. Si salvi chi può.

s.santoro@luedi.it


UN BUCO DA 50.000 EURO: DI COSA SI PARLA

POTENZA - Qual è la questione? Restaino ha parlato di un buco di bilancio nel gruppo consiliare del Pd «prodotto da Vincenzo Viti» che in quel momento era appunto il presidente del gruppo. Viti da parte sua ieri ha replicato stizzito. Di più. Sfogandosi, fuori dalla nota, ha parlato di “calunnie” e si è detto pronto a querelare Restaino.

Ma la vicenda non può essere ridotta a uno scambio di accuse per diverse visioni politiche e in particolare per aver aderito, Restaino alla candidatura Lacorazza e Viti a quella di Pittella. No. Sentendo diverse “campane” e in particolare alcuni consiglieri regionali del Pd che ovviamente sono a conoscenza dei fatti è emerso che a un certo punto della gestione del gruppo c’era un buco in bilancio di 50 mila euro addirittura. Buco che sarebbe stato coperto con l’intervento degli stessi consiglieri democratici che si sarebbero autotassati di 6 mila euro ciascuno per ripianare i conti.

Diversa la versione di Viti che parla della vicenda già nota dell’autovettura costata 16 mila euro e già emersa nelle indagini della Procura sui gruppi consiliari. Da quanto ci hanno assicurato invece altri esponenti del Pd il buco in questione era ben superiore ai 16 mila del costo del veicolo. Cifra ripianata prima di consegnare i dati all’Ufficio di presidenza. Ma c’è chi aggiunge pure stizzito che tutti i consiglieri avrebbero versato i 6.000 euro tranne proprio lo stesso Viti.

 

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