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Pittella sì, ma le condizioni sono altissime
L'area progressista non arretra sul rinnovamento

Basilicata

Tempo di lettura: 
6 minuti 33 secondi

 

di SALVATORE SANTORO
POTENZA - Il comitato elettorale che Lacorazza ha allestito per le Primarie del 22 settembre scorso probabilmente non è mai stato così pieno come ieri mattina. Si è svolta la riunione del gruppo dei dirigenti che fanno riferimento alla Bersani uno. In pratica tutti coloro che hanno sostenuto Lacorazza e che fanno parte del gruppo storico (molti ex diessini) che hanno come punti di riferimento storici in Filippo Bubbico e Vincenzo Folino. 
Ma c’erano anche nuovi “compagni” di avventura: tra tutti Vito Santarsiero e Attilio Martorano. E poi quelli di sempre (o quasi) da Santochirico a Dalessandro a Petrone e tantissimi altri. Insomma ieri hanno fatto muro. Tutti di nuovo spalla a spalla per lanciare messaggi chiari e inequivocabili 24 ore prima dell’assemblea regionale del Pd che si svolge stamani al Park Hotel. 
In sintesi, in estrema sintesi viene chiesto a Marcello Pittella di abbracciare in pieno il tema del rinnovamento del Consiglio regionale (nessun indagato di rimborsopoli nelle liste e nessun allargamento indiscriminato ad altre forze non gradite dal centrosinistra storico) e viene anche chiesto a Vito De Filippo di farsi garante di una fase di transizione del partito volta al pieno rinnovamento. 
Seduti al tavolo in fila, Piero Lacorazza, Vincenzo Folino, Filippo Bubbico e Roberto Speranza hanno ascoltato la base per capire quale direzione assumere. Ovviamente il canovaccio è stato illustrato prima dagli interventi di Lacorazza e Vincenzo e poi con le conclusioni che sono spettate a Bubbico. La tensione era alle stelle. Folino più volte ha interrotto gli interventi chiarendo: «Non chiedete cosa accadrà, perchè nessuno sa cosa può accadere nemmeno tra tre ore». 
Ascoltando però parte dei 24 interventi che si sono susseguiti uno dietro l’altro la strada sembra stretta.  Critiche durissime sono state mosse sia nei confronti del vincitore delle Primarie, Pittella e sia nei confronti di Vito De Filippo che oggi è atteso dalla votazione dei 118 dell’assemblea che deciderà se affidargli le redini regionali del Pd oppure no.
Molti neigli interventi o alla fine nei saluti hanno chiesto a gran voce di fare una scelta di rottura: no a De Filippo e no a Pittella. Molto più cauti i big. a partire dallo stesso Lacorazza che dando inizio alla riunione ha riconosciuto per la seconda volta in 5 giorni la vittoria di Marcello Pittella. Senza se e senza ma. Motivando la scelta con la necessità di tenere unito il Pd per vioncere le regionali ed evitare un caso Napoli (dove le Primarie per la scelta del sindaco innescarono polemiche senza fine con la vittoria finale dell’allora dipietrista De Magistris). Pe ril resto Lacorazza ha detto di affidare con fiducia a Pittella l’incarico di assumersi l’onere di un rinnovamento vero e compiuto. 
Più tagliente ma comunque cauto è stato anche Folino che in pratica ha consegnato a Bubbico il ruolo di scaldare gli animi e tracciare la linea. Tanto che mentre Bubbico si avvicinava al microfono, Folino ha detto ad alta voce: «Filippo facci svegliare dall’incubo». E l’ex presidente della Regione ha subito indicato la strada. Durisimi alcuni concetti. In pratica ha difeso Lacorazza «Piero paga il conto di una sconfitta non sua» e ha pure fatto autocritica parlando di scelte troppo accomodanti in passato. Ad ogni modo Bubbico ha lanciato la palla nell’altro campo: «Abbiamo fiducia in De Filippo. Lui deve convincerci che è l’uomo giusto per garantire il rinnovamento». 
Non solo. Bubbico ha parlato di una sconfitta amara «che ci consegna un quadro politico ancora più amaro». 
Intanto in platea già si azzardavano ipotesi scissioniste. Ma dal tavolo meno fino a domani frenavano per cercare di capire i margini di una tregua. Difficile. 

POTENZA - Il comitato elettorale che Lacorazza ha allestito per le Primarie del 22 settembre scorso probabilmente non è mai stato così pieno come ieri mattina. Si è svolta la riunione del gruppo dei dirigenti che fanno riferimento alla Bersani uno. In pratica tutti coloro che hanno sostenuto Lacorazza e che fanno parte del gruppo storico (molti ex diessini) che hanno come punti di riferimento storici in Filippo Bubbico e Vincenzo Folino. Ma c’erano anche nuovi “compagni” di avventura: tra tutti Vito Santarsiero e Attilio Martorano. 

 

E poi quelli di sempre (o quasi) da Santochirico a Dalessandro a Petrone e tantissimi altri. Insomma ieri hanno fatto muro. Tutti di nuovo spalla a spalla per lanciare messaggi chiari e inequivocabili 24 ore prima dell’assemblea regionale del Pd che si svolge stamani al Park Hotel. In sintesi, in estrema sintesi viene chiesto a Marcello Pittella di abbracciare in pieno il tema del rinnovamento del Consiglio regionale (nessun indagato di rimborsopoli nelle liste e nessun allargamento indiscriminato ad altre forze non gradite dal centrosinistra storico) e viene anche chiesto a Vito De Filippo di farsi garante di una fase di transizione del partito volta al pieno rinnovamento. 

Seduti al tavolo in fila, Piero Lacorazza, Vincenzo Folino, Filippo Bubbico e Roberto Speranza hanno ascoltato la base per capire quale direzione assumere. Ovviamente il canovaccio è stato illustrato prima dagli interventi di Lacorazza e Vincenzo e poi con le conclusioni che sono spettate a Bubbico. La tensione era alle stelle. Folino più volte ha interrotto gli interventi chiarendo: «Non chiedete cosa accadrà, perchè nessuno sa cosa può accadere nemmeno tra tre ore». 

Ascoltando però parte dei 24 interventi che si sono susseguiti uno dietro l’altro la strada sembra stretta.  Critiche durissime sono state mosse sia nei confronti del vincitore delle Primarie, Pittella e sia nei confronti di Vito De Filippo che oggi è atteso dalla votazione dei 118 dell’assemblea che deciderà se affidargli le redini regionali del Pd oppure no.Molti neigli interventi o alla fine nei saluti hanno chiesto a gran voce di fare una scelta di rottura: no a De Filippo e no a Pittella. Molto più cauti i big. a partire dallo stesso Lacorazza che dando inizio alla riunione ha riconosciuto per la seconda volta in 5 giorni la vittoria di Marcello Pittella. 

Senza se e senza ma. Motivando la scelta con la necessità di tenere unito il Pd per vioncere le regionali ed evitare un caso Napoli (dove le Primarie per la scelta del sindaco innescarono polemiche senza fine con la vittoria finale dell’allora dipietrista De Magistris). 

Per il resto Lacorazza ha detto di affidare con fiducia a Pittella l’incarico di assumersi l’onere di un rinnovamento vero e compiuto. Più tagliente ma comunque cauto è stato anche Folino che in pratica ha consegnato a Bubbico il ruolo di scaldare gli animi e tracciare la linea. Tanto che mentre Bubbico si avvicinava al microfono, Folino ha detto ad alta voce: «Filippo facci svegliare dall’incubo». E l’ex presidente della Regione ha subito indicato la strada. Durisimi alcuni concetti. In pratica ha difeso Lacorazza «Piero paga il conto di una sconfitta non sua» e ha pure fatto autocritica parlando di scelte troppo accomodanti in passato. Ad ogni modo Bubbico ha lanciato la palla nell’altro campo: «Abbiamo fiducia in De Filippo. Lui deve convincerci che è l’uomo giusto per garantire il rinnovamento». Non solo. Bubbico ha parlato di una sconfitta amara «che ci consegna un quadro politico ancora più amaro». Intanto in platea già si azzardavano ipotesi scissioniste. Ma dal tavolo meno fino a domani frenavano per cercare di capire i margini di una tregua. Difficile. 

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