Salta al contenuto principale

Sospetti e veleni nel Pd
E l'accordo rimane lontano

Basilicata

Tempo di lettura: 
4 minuti 6 secondi

POTENZA - Serve un confronto immediato. Il prima possibile. L’assemblea di domenica con l’elezione a segretario del Pd di Vito De Filippo non ha chiarito nulla. Anzi tutti i timori della vigilia si sono concretizzati in una lunghissima riunione che ha palesato la distanza siderale che esiste tra il vincitore delle Primarie, Marcello Pittella, la deputata Maria Antezza, l’assessore Luca Braia e tutto il resto del Pd.

Ora la situazione è esplosiva. Può accadere di tutto e il suo contrario. Di certo chi parla di un accordo da perfezionare con il passare delle ore fa per lo meno un azzardo. Perché esiste un documento approvato che assottiglia le possibilità di manovra. De Filippo è stato eletto segretario con un documento allegato che bianco su nero dice che nessun consigliere uscente del Pd può essere ricandidato. Tranne ovviamente Marcello Pittella che avendo vinto le Primarie ha strappato il pass addirittura da candidato governatore.

Ma gli altri a partire da Braia per passare a Santochirico, a Robortella a Dalessandro e tutti gli altri devono restare fuori dal Consiglio regionale. E’ scritto in un documento ufficiale approvato dalla maggioranza. L’hanno preteso in primis Filippo Bubbico, Vincenzo Folino ed Erminio Restaino. Ed è un vincolo che sembra impossibile da superare. Se dovesse avvenire De Filippo da segretario smetirebbe se stesso e la sua elezione a stretto giro con tutte le conseguenze politiche del caso.

Ma del resto Pittella non pare voler (poter) accettare quello che sente un sopruso. Sarebbe un candidato governatore fortemente depotenziato. E lo sarebbe di più qualora fosse eletto da presidente della giunta. Insomma la partita è dall’esito incerto. Una scissione non un’ipotesi remota. Tutt’altro. Anche se i mediatori sono in azione. Il problema è capire lo spazio di manovra. Che a sensazione pare limitato.

Da parte sua comunque Marcello Pittella dopo le urla, l’ira, le accuse, le polemiche, le parolacce di domenica prova ad accelerare e a chiarire. Non c’è tempo da perdere. Tra 15 giorni si chiudono i termini per la presentazione delle liste. In tale logica ieri mattina ha infatti diffuso una nota in cui chiede un incontro urgente a Vito De Filippo. «A De Filippo – ha dichiarato Pittella – vanno i miei più sinceri auguri per l’incarico appena conferitogli e per il lavoro che lo attende alla guida del partito lucano. Ma alla luce delle conclusioni a cui si è giunti nell’assemblea chiedo al neo segretario un colloquio da fissare con la massima celerità».

Viene però da chiedersi? Si è già a un tale livello di incomunicabilità che serve una nota pubblica per fissare un incontro tra due politici che si conoscono da anni e che di fatto sono le due punte più avanzate rispetto ai giochi per le prossime regionali nel Pd? Se è così davvero c’è da preoccuparsi nel Partito democratico e nel centrosinistra. Se invece è tattica è un altro discorso. Ad ogni modo oggi De Filippo incontra i segretari degli altri partiti della coalizione storica del centrosinistra. Evidentemente deve comunicare lo stato dell’arte agli alleati e capire alla luce dei fatti accaduti nell’assemblea democratica se le relazioni complicate con Sel su tutti possono prendere una piega migliore. Del resto De Filippo nelle conclusioni aveva detto a Pittella che era necessario un profilo alto di rinnovamento proprio per “convincere” gli alleati.

Ovviamente in tale quadro gli aspetti anche umani assumono una importanza maggiore. Ieri Pittella su Fb ha diffuso i propri pensieri. E quello che è apparso dalla lettura di alcuni passaggi è un Marcello Pittella “offeso” per il gelo che ha percepito nei suoi confronti nella riunione dell’assemblea. Pittella quindi ringraziando il calore dei fedelissimi che gli stanno scrivendo in questo ore ha rilanciato assicurando: «Siatene certi, orienterò le mie decisioni alla libertà e sarò risoluto contro ogni ricatto, paletto, preclusione. Ho promesso rinnovamento e sarò coerente. Tutti noi che facciamo politica non dovremmo mai dimenticare che sono i cittadini che fanno i partiti. E non il contrario».

Se questo è i prossimi giorni saranno esplosivi. In più iniziano a serpeggiare sospetti reciproci. C’è chi dice che Pittella stia prendendo tempo per far passare i giorni e far arrivare la scadenza delle liste più vicina. E c’è chi dall’altro lato dice che a fare questo gioco siano gli altri. Insomma alla polemica si unisce il sospetto e la diffidenza. Intanto le riunioni proseguono. Ieri nel quartier generale di Folino (lui però era a Roma) a Potenza si sono visti, De Filippo, Chiurazzi, Restaino, Lacorazza e altri. Insomma la questione è sospesa ma le riunioni vanno avanti.

s.santoro@luedi.it

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?